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Pier Michelatti: il mio percorso artistico iniziato grazie a De André

Pier Michelatti, noto bassista, ha affiancato i grandi nomi della musica italiana, come Vasco Rossi, Fiorella Mannoia e Roberto Vecchioni. In questa intervista, ripercorre il suo percorso artistico, in particolare, al fianco di Fabrizio De André, con il quale ha instaurato un duraturo sodalizio. Tanti i ricordi di una vita all’insegna della musica, e unico grande progetto per il futuro: vivere.

Nella sua carriera, ha affiancato i grandi nomi della musica italiana, come Fiorella Mannoia, Vasco Rossi, Francesco De Gregori, Eros Ramazzotti, Roberto Vecchioni, Enzo Iannacci, Fabrizio De André e tanti altri. Come è iniziato il suo percorso artistico?

“Il mio vero percorso artistico è iniziato grazie a De André. Stavo registrando l'album d'esordio di Massimo Bubola, "Tre Rose", prodotto da Fabrizio. Un giorno, venne in studio. Mi sentii suonare. Mi fece i complimenti per il suono del basso e mi offrì di collaborare al disco che, di lì a poco, sarebbe entrato in studio a registrare. L'album non aveva titolo, ma tutti noi lo chiamammo "L'Indiano", in quanto la copertina raffigurava un fiero cheyenne a cavallo. Da quell'album in poi, mi chiamarono tutti gli artisti che hai scritto sopra, e molti altri ancora.”

 

Com'era lavorare con un grande artista come De André?

“Eccitante. Anche se, a volte, causa la sua pignoleria che rasentava l'esasperazione, era molto difficile, ma, comunque, stimolante.”

 

Di lui, che ricordi serba?

“La sua visione di vedere il mondo, non da un solo punto di vista, ma di provare a vederlo nelle varie sfaccettature che può offrire. Era una persona di un'onestà intellettuale estrema.”

 

Ha degli aneddoti particolari che lo legano a Fabrizio?

“Si. Una sera, mentre stavamo suonando, per un malinteso, Fabrizio se la prese con me, prendendomi a male parole. Finito il concerto, andai nel suo camerino, e gli dissi che, se mai mi avesse rivolto ancora tali parole, avrei ritirato lo strumento seduta stante e me ne sarei andato.

Il giorno, dopo a modo suo, mi chiese scusa. Era persona con una umanità disarmante e soprattutto onesta.”

 

Ha fondato, con il patrocinio della Fondazione De André, la band "Faber per sempre". Com'è nata l'idea?

“L'idea è nata la sera del concerto che il gotha della musica italiana tenne al teatro Carlo Felice di Genova a rendere omaggio a Fabrizio.

Quella sera, suonando Creuza De Ma, mi sono accorto, dopo un anno dalla sua scomparsa, che Fabrizio non c'era più. Pensai, che non era possibile che non avrei potuto più suonare quelle perle che ci ha lasciato. Parlai della "cosa" a Dori, la quale fu felice di dare il patrocinio al gruppo che ho fondato per rendergli omaggio. Qui, il sito: www.faberpersempre.com.”

 

Quali sono i suoi progetti futuri?

“Vivere.”

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