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Paura a Siracusa: da impianti industriali fuoriuscita di acido solfidrico

Ho letto alcuni articoli apparsi sul quotidiano La Sicilia giorno 21 (pagg. 33 e 38), che hanno argomentato la gravissima situazione ambientale in cui versano i tre comuni industrializzati della provincia di Siracusa, in concomitanza con quanto é accaduto nella notte di venerdì, durante la quale dalle ciminiere degli agglomerati industriali, pare dell'Isab e della Esso, sono fuoriuscite quantità di acido solfidrico al di sopra della percentuale massima consentita per legge. Notevoli i danni per l'ambiente e notevoli i disagi per gli abitanti del circondario, molti dei quali sono stati colti da malore.

Da anni si scrive e si dice di tutto sulla questione sanitaria ed ambientale del triangolo, la cui gravità non esime nemmeno i Comuni più prossimi in linea d'aria. Tanti sono i casi di malattie allergiche, o di malformazioni neonatali, o peggio ancora di morti per malattie neoplastiche, che sembrano non risparmiare nessuno per età o per condizioni di vita, la causa dei quali non può non essere ricondotta anche nella pesante situazione igienico-ambientale procurata dalle lavorazioni e dalle emissioni del polo chimico.

E pensare che nello stesso triangolo mortale una casta indolente, composta da qualche politico locale, dai sindacati confederali e da una qualche grande impresa, vuole che si costruisca un rigassificatore, come fosse un impianto di produzione di dolci e gelati, giustificandone la costruzione con un improbabile sviluppo occupazionale.

Sono di più, invece, coloro che, denunciando il perdurare del pericolo ambientale immanente nell'area industriale e la presenza di ogni possibile fattore inquinante nell'aria e nel sottosuolo, si oppongono alla costruzione del rigassificatore e premono affinchè si realizzi una concreta bonifica dell'area, ma soprattutto affinchè si proceda alla completa riconversione dell'apparato industriale ed alla riqualificazione del territorio, per creare davvero uno sviluppo sostenibile dell'intera provincia siracusana, creare occupazione e stabilità reddituale e fermare il propagarsi di un disastro ambientale dalle proporzioni incommensurabili.

"Repetita iuvant", peccato però che chi dovrebbe leggere ed ascoltare rimane cieco e sordo o, peggio ancora, alza meglio il muro dell'indifferenza di fronte alle proteste diffuse ed alla volontà popolare espressa persino coi referendum cittadini.

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