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Parigi. La “dottrina Sarkozy”: estradati in Germania due presunti terroristi ultrasettantenni

Sonja Suder e Christian Gauger, 79 e 70 anni, ex-militanti politici dell’estrema sinistra tedesca sospettati di aver compiuto azioni terroristiche negli anni 70 sono stati estradati in Germania due settimane fa. Sul loro conto non pende nessuna sentenza, ma solo un mandato di cattura risalente al 1978 ed i sospetti non confermati di una militanza nelle Cellule Rivoluzionarie. Sonja Suder è stata inoltre nominata da un collaboratore di giustizia in merito all'assalto all'OPEC del 1975, compiuto dal gruppo del terrorista Carlos lo Sciacallo.

Estradati in Germania, in celle separate, dopo 36 anni di vita vissuta insieme a Parigi. “Una splendida coppia”, così li descrivono i vicini di casa, nel quartiere di Saint Denis, banlieue a nord di Parigi. Due vecchietti pacati, dai modi gentili e dall’aspetto sereno. Collezionista di sottoposate di porcellana lui, ex-studentessa di medicina ed infermiera lei. Trattati come due pericolosi terroristi dal Governo francese che li ha prontamente “consegnati” alla Germania, dove sono in attesa di un processo.
 
Entrambi con problemi di salute, l’uomo, Christian, ha avuto un infarto nel 1997. Finito in coma, è stato riportato in vita dalla compagna. In seguito ha subito diversi episodi ischemici. Una équipe di medici lo ha dichiarato “gravemente malato”, al punto che lo scorso aprile una perizia aveva affermato “l’incompatibilità assoluta delle patologie cardiache e neuro-psichiche di Christian Gauger con la possibilità di uno stato detentivo”. Oltre ad un rischio di peggioramento irreversibile delle sue condizioni nel caso in cui fosse stato separato dalla sua compagna.
 
Ha grossi problemi di memoria, Christian Gauger. Ricorda poco o nulla del suo passato, e quello che ricorda non è in grado di localizzarlo temporalmente. Non sa se una cosa gli sia capitata tre mesi o tre anni fa. Per il suo cervello non fa nessuna differenza.
 
L’ARRESTO – Sono stati arrestati il 14 settembre scorso. Prelevati all’alba dalla loro casa, Gauger è stato trasportato in ambulanza, Suder con una volante. Trasferiti immediatamente in Germania, sono stati rinchiusi in un carcere di massima sicurezza di Francoforte, in attesa della prima udienza che è prevista per oggi pomeriggio.
 
Un comitato di sostenitori (“Stop Extraditions”) ha organizzato una serie di picchetti, manifestazioni ed appelli per la liberazione di Sonja e Christian.
 
 
Nel 2009, lo stesso comitato aveva ricordato con una lettera aperta cosa il Presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, aveva detto a proposito dell’affare Polanski, solo poche settimane dopo aver autorizzato l’estradizione di Sonja e Christian:
 
« Ce n’est pas une bonne administration de la Justice que de se prononcer trente-deux ans après les faits, alors que l’intéressé a aujourd’hui soixante-seize ans » [« non è una buona amministrazione della giustizia il pronunciarsi trentadue anni dopo i fatti, quando l’interessato ha oggi 76 anni »]
 
Affermazione più che legittima, anche perché non si tratta di un’opinione, per quanto autorevole sia, ma di un principio fondamentale del Diritto (principio che Sarkozy, da laureato in legge, conosce bene): la necessità fondamentale di un limite temporale nell’esercizio della giustizia. Una giustizia “infinita”, come ricordano i membri del collettivo “Stop extraditions”, non è più vera giustizia. E’ vendetta.
 
I PRECEDENTI – L’iter giudiziario di Sonja e Christian inizia il 16 gennaio 2000, quando la coppia viene arrestata dalla polizia francese in base ad una richiesta d’estradizione formulata dalla Germania. La motivazione: presunti reati politici commessi tra il 1975 ed il 1978. Reati che verrebbero comunque prescritti secondo la legge francese. Per questo motivo i due vengono rilasciati il 22 marzo successivo, mentre sei giorni dopo la Camera della Corte d’Appello di Parigi formalizza il rifiuto d’estradizione per avvenuta prescrizione.
 
Ma l’odissea legale continua. Sette anni dopo, il 30 ottobre 2007, Suder e Gauger vengono arrestati nuovamente in seguito ad una nuova richiesta della magistratura tedesca (sempre con la vecchia motivazione dei presunti reati politici ipotizzati negli anni 70).
 
Rilasciati dopo qualche settimana, i due vivono tranquilli fino al febbraio 2009, quando la Corte d’Appello autorizza l’estradizione in Germania. Sonja e Christian fanno appello alla Corte Suprema, che dopo due mesi respinge il loro ricorso. Il 29 luglio successivo il Primo ministro firma il decreto di estradizione. Difesi dall’avvocato Irène Terrel del Foro di Parigi, Gauger e Suder si rivolgono allora alla Corte europea per i Diritti dell’Uomo. Nonostante fossero ancora in attesa di un verdetto, e con le perizie mediche che testimoniano l’impossibilità d’incarcerazione per Gauger, il 14 settembre scorso i due vengono arrestati ed estradati nel giro di un’ora.
 
ANNI DI PIOMBO – L’origine del fascicolo Suder-Gauger ha le sue radici nel magma oscuro degli anni settanta. Le Revolutionäre Zellen (cui i due sono accusati di aver fatto parte) sono state un gruppo rivoluzionario di estrema sinistra, specializzato nella “guerriglia urbana” ed attivo in Germania per vent’anni: dal 1973 al 1993. Ma a differenza della RAF, la Rote Arme Fraktion di Andreas Baader ed Ulrike Meinhof, le cellule rivoluzionarie erano specializzate in sabotaggi ed attentati dinamitardi contro “obiettivi simbolici” del capitalismo: industrie, banche, sedi di multinazionali, ambasciate etc.
 
Seguendo precisi dettami politico-ideologici, le RZ non compivano omicidi deliberati. Quando le vittime ci furono (perché ce ne furono), si trattò di “danni collaterali".
 
Sonja Suder e Christian Gauger non sono imputati per omicidio, ma per danni materiali. Secondo le ricostruzioni
 
della Procura avrebbero preso parte a due attacchi contro imprese implicate nel traffico di uranio col Sudafrica (1977) e ad un incendio appiccato al castello di Heidelberg (1978).
 
A tutto ciò si aggiunge recentemente – per Sonja - l’ipotesi di aver partecipato all’assalto alla sede dell’OPEC di Vienna nel 1975 (l’attentato terroristico organizzato dal gruppo di Carlos lo Sciacallo per conto dell’OLP, che si concluse con il rapimento di 42 ministri, per la cui liberazione venne pagato un riscatto tra i 20 ed i 50 milioni di dollari). Per quell’azione l’accusa è di complicità in omicidio.
 
Tra i membri del commando che assaltò l’OPEC in quella sera di fine dicembre vi era senza dubbio la terrorista Gabriele Kröcher-Tiedemann, colpevole dell’omicidio di un agente di polizia austriaco, ed Hans Joachim Klein, all’epoca braccio destro di Carlos, nonché capo delle RZ. Sarà proprio Klein, dopo il suo arresto avvenuto in Francia nel 1998, a tirare in ballo il nome di Sonja Suder.
 

La Procura di Francoforte, interpellata su richiesta, risponde che fino al 1999, ovvero fino alla deposizione di Klein, non vi è il ben che minimo indizio che la Suder sia stata coinvolta nelle azioni delle RZ prima del 1976.

Klein non è nuovo a questo genere di accuse. Qualche anno fa aveva nominato un altro ex-militante politico, Rudolph Schindler, quale responsabile dell’attacco alla sede dell’OPEC. Ma lo stesso tribunale di Francoforte aveva assolto Schindler, ritenendo la testimonianza di Klein “completamente inattendibile”. Per le sue testimonianze e per la collaborazione resa alla giustizia Hans Joachim Klein si è guadagnato presto la libertà (ha scontato solo tre anni di carcere, nonostante la sua pena raggiungesse il totale di tre ergastoli).
 
Ad ogni modo, al di là di qualsiasi giudizio politico-ideologico si voglia dare alla vicenda Suder-Gauger, resta la cruda evidenza di quanto è accaduto in questi giorni. Due vecchie persone molto ammalate, che vivono l’una dell’altra, sono state strappate alla loro casa per essere rinchiuse nel gelo di una cella di massima sicurezza, dentro una prigione della Germania federale. Una prigione che rischia di essere il loro ultimo alloggio.
 
 

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