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Paranormal Activity, il segnato… poi però basta!

Nessun dubbio che Paranormal Activity sia stato un fenomeno e che abbia aperto la strada ad un franchising potenzialmente infinito e soprattutto dal budget molto limitato. Certo però che cose come questo Paranormal Activity – Il segnato aggiungono proprio poco alla storia del cinema e nulla alla vicenda in sè.

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Christopher Landon gioca anocra una volta, ovviamente, con le telecamere a mano, le immagini che traballano, si perdono, si bloccano, inquadrano il nulla. Poi ogni tanto fa saltare fuori qualcuno che urla e la faccenda è conclusa.

Questa volta abbiamo tre ragazzi diciottenni che vivono accanto ad una casa dove si dice viva una strega. Poi la strega crepa e pure uno dei ragazzi. I superstiti si introducono nella casa e dentro trovano di tutto: foto, libri misteriosi, schifezze.

Soprattutto trovano uno di quei vecchi giochi elettronici che si illuminano e tu devi ripetere la stessa sequenza luminosa e guarda un po’, lo usano per comunicare con uno spirito: verde vuol dire si, rosso vuol dire no. Mi soffermo sulla faccenda perchè è l’unica cosa simpatica e notevole del film.

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Perchè poi invece si viaggia su una storia che prevede che uno dei ragazzi venga scelto dal demone (e segnato, certo, avete indovinato) e così acquista poteri straordinari. Solo che sono poteri malvagi e lui pian piano perde il controllo di quello che fa, delle sue azioni, di quello che pensa e mette a rischio anche la vita degli amici.

Basta… il resto sono immagini buie, mosse, spiriti e fantasmi, porte che sbattono, vetri che si rompono, corpi che vengono scagliati in aria e cose simili.
Paura: non pervenuta.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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