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Paesi Occidentali alleati della dittatura egiziana, ma l’ONU denuncia le violenze contro i diritti umani

Il 2019 è iniziato con il botto per la dittatura egiziana. Dalla visita degli americani, passando da quella francese, a quella tedesca, alla presidenza, per la prima volta, dell'Unione africana, dal partecipare al summit di Monaco del 2019 con tutti gli onori, alle modifiche costituzionali che daranno poteri governativi all'esercito e pongono le basi per Al Sisi, al governo dal colpo di stato del 2013, passando da elezioni "bulgare", dove chi si opponeva veniva represso. Paese che ha avuto una enorme legittimazione da parte delle democrazie Occidentali.

Ed il tutto si perfezionerà con il summit arabo-europeo, il primo della storia, che si svolgerà per la prima volta in Egitto alla presenza dei leader dei 50 paesi che compongono l'UE e la Lega araba, a Sharm El-Sheikh, il 24 e 25 febbraio.Presieduto dai presidenti Abdel Fatah El-Sisi e Donald Tusk, sarà l'evento politico più importante di questi ultimi vent'anni tra Egitto ed Europa, paesi arabi ed europei. Dopo tutto ciò, chi oserà mettere più in discussione la dittatura egiziana?

Come si riuscirà a pretendere la verità per Giulio Regeni, ad esempio? Visto che la dittatura egiziana dovrebbe in sostanza condannare parte del proprio sistema funzionale a sorreggere il suo potere, essendo coinvolti esponenti di primo piano della sicurezza nazionale? La Risoluzione europea del dicembre 2018, è già diventata fumo. L'arrosto manco si è visto. Eppure l'ONU stesso aveva usato a fine 2018 tramite il Relatore speciale delle Nazioni Unite parole durissime in merito agli arresti arbitrari, le intimidazioni e le rappresaglie contro le persone incontrate durante la sua visita ufficiale in Egitto avvenuta dal 24 settembre al 3 ottobre 2018. 

"L'Egitto non ha rispettato le assicurazioni che mi avevano dato, ovvero nessuna persona sarebbe stata molestata, intimidita o sottoposta a rappresaglie per incontrarsi o fornire informazioni a me o alla mia delegazione nel contesto della visita", disse il Relatore speciale sul diritto di alloggio, Leilani Farha. Ed ancora: "Sono scioccato dal fatto che dopo la mia missione un numero di famiglie di due comunità che ho visitato abbiano subito sfratti forzati contrari al diritto internazionale dei diritti umani. Diverse case a più piani sono state demolite, i mobili sono stati gettati in strada e gli abitanti sono stati resi senzatetto.L'ONU ha evidenziato il rischio di rappresaglia che sussiste nei confronti di chi parla di diritti umani o denuncia le violazione dei diritti umani in Egitto. Che toccano più sfere, dal diritto all'abitazione, ai diritti delle persone LGBT+, a giornalisti, avvocati, blogger, attivisti. Ma tutto questo ai Paesi Occidentali, cosa vuoi che possa interessare?

I soldi, gli affari, prima di tutto. Per il resto, c'è sempre tempo.Si può parlare di resa delle democrazie Occidentali, per come rappresentate, alla dittatura egiziana?

mb

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