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 Home page > Tribuna Libera > Non equipariamo i partigiani ai fascisti

Non equipariamo i partigiani ai fascisti

In questa giornata di commemorazione (personalmente considero il termine "festeggiamento" davvero fuori luogo) vorrei cominciare col dire che in ogni guerra non ci sono buoni e cattivi, ma soltanto perdenti.

Vorrei altresì che si evitasse di fare confusioni inutili quanto antistoriche.
La RSI era una feroce dittatura al soldo della Germania nazista e a combatterla e sconfiggerla furono proprio i partigiani, fra cui purtroppo ci furono anche diversi farabutti che approfittarono di quell'occasione per arricchirsi e usare violenze indicibili.
Ma non erano la maggioranza di essi e questo conviene sempre ricordarlo perché altrimenti si rischierebbe di equiparare i sostenitori di una dittatura a coloro che la combatterono e non è una cosa assolutamente ammissibile, specie perché parecchi di questi ultimi ci rimisero la vita.
E conviene sempre ricordare ancora oggi di quanto fecero i fascisti ben prima dell'avvento dei partigiani: dall'Africa all'Europa, decine di migliaia di persone persero la vita per mano loro.
Quindi va bene condannare le malefatte operate sia da fascisti che partigiani, ma ciò non sta affatto a significare che si possa manco lontanamente giustificare l'ideologia e il regime che difendevano i primi rispetto ai valori e principi per cui lottarono i secondi.
 
Yvan Rettore
Questo articolo è stato pubblicato qui

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