Niscemi: interventi mai eseguiti ora solo banchetto della classe politica
Niscemi: La Tragedia Annunciata di un Paese Costruito sul Vuoto.
Sono circa 270 anni che Niscemi gioca a dadi con la forza di gravità. Sappiamo tutti che l’abitato sta scivolando inesorabilmente a valle, ma preferiamo ignorarlo finché non compare la prossima crepa nel salotto di casa. Il problema è genetico: il paese è stato edificato su un'immane collina di sabbia, un materiale che, per sua natura, non offre alcuna resistenza strutturale degna di nota, specialmente quando viene privato del suo unico collante naturale: l'acqua.
L'Equazione del Disastro: Secchezza e Cementificazione del suolo
Il paradosso di Niscemi è che il pericolo non viene solo dalla pioggia, ma paradossalmente dall'asciutto.
- L’Angolo di Declivio: In estate, la sabbia che perde umidità tende a scivolare per assumere il suo "angolo di naturale declivio". È fisica elementare: una massa sabbiosa inerte e asciutta è un fluido lento che cerca la valle.
- L’Isolamento Capillare: Una volta, questa montagna di sabbia era viva, alimentata da falde freatiche che mantenevano il terreno compatto per capillarità. Oggi, tra estati torride sempre più lunghe e una cementificazione selvaggia che ha sigillato il suolo, abbiamo interrotto il ciclo di imbibizione. Abbiamo "impermeabilizzato" il disastro: l'acqua non entra più, la sabbia si asciuga nel profondo e il paese si muove. L'abitato in lontano passato era costellato da una moltitudine di orti, giardini e di aree che consentivano diffusamente all'acqua di permeare il sottosuolo. Si sono pavimentate le strade sia con asfalto che con cemento, la necessaria imbibizione è venuta a mancare.
- Il peso delle costruzioni non è indifferente, parliamo di molte migliaia di tonnellate che premono su un soffice e incoerente substrato.
Il Peccato Originale degli Anni '70
Già 40 o 50 anni fa le avvisaglie erano urla che nessuno ha voluto sentire. Invece di investire in un'ingegneria del sottosuolo seria, si è preferito continuare a costruire sopra, come se il problema fosse solo estetico.
La soluzione tecnica esisteva ed esiste, ma costa e non produce voti immediati: una palificazione forestale sistematica. Non quattro pali messi a caso per tappare un buco, ma una selva di piloni profondissimi, gettati a una distanza di 60-70 cm l'uno dall'altro, per creare una barriera meccanica capace di ancorare l'abitato allo strato solido sottostante.
Tabella Tecnica della Residenza del Suolo (Sabbie sciolte vs Interventi)
| Caratteristica del Terreno | Stato Naturale (Sabbia Asciutta) | Con Presenza di Falda (Capillarità) | Dopo Intervento di Palificazione (Distanza 60cm) |
| Coesione | Pressoché nulla | Apparente (effetto ventosa) | Meccanica (effetto armatura) |
| Resistenza al Taglio | Minima (scivolamento rapido) | Moderata | Elevata (vincolo strutturale) |
| Stabilità Pendio | Instabile (angolo di riposo basso) | Precaria | Consolidata |
Conclusioni: Il Baratro e la Fuffa
Oggi si invoca la tecnologia, si parla di monitoraggi satellitari e sensori, tutta "fuffa" tecnologica che serve solo a registrare la velocità con cui cadiamo, non a fermarci. Si continua a gestire l'emergenza con raffazzonamenti superficiali mentre servirebbe un'opera di consolidamento radicale, quasi una "rifondazione" sotterranea del paese.
La verità è che Niscemi soffre del disinteresse di chi dovrebbe aiutarla a restare in piedi e non a precipitare nel baratro. Mentre i politici discutono di "sviluppo", la sabbia continua a scorrere. E la sabbia, a differenza dei decreti elettorali, non smette mai di seguire le leggi della fisica.
- Appalti a Filo Doppio: Meglio micro-interventi di facciata, affidati tramite appalti pilotati a società "apparentate" che spuntano come funghi dopo la pioggia.
- Il Business della Manutenzione: Un consolidamento serio chiuderebbe i rubinetti del finanziamento pubblico continuo; una toppa messa male oggi garantisce un nuovo appalto domani.
La Mafia, la Politica e la Propaganda del Nulla
In Sicilia la mafia non è più (solo) quella delle lupare, è quella che siede nei consigli d’amministrazione e che sussurra alle orecchie delle segreterie di partito. La politica si è letteralmente appropriata del tema della legalità per le proprie boutade domenicali, trasformando la lotta alla mafia in una sfilata propagandistica ridicola, mentre nei sottoscala si decidono le spartizioni delle "percentuali" sui lavori pubblici.
Il Ponte: L’Ultima Allucinazione Collettiva
E in questo panorama di macerie e sabbia che frana, ecco che rispolverano l'eterno totem: il Ponte sullo Stretto. Un’opera che, lungi dal migliorare la Sicilia, rischia di incancrenirla ulteriormente. È il miraggio perfetto per distogliere lo sguardo dai paesi che affondano:
- Cattedrali nel Deserto: A cosa serve un ponte da miliardi di euro se per arrivare a Niscemi o per muoversi nell'entroterra si rischia la vita su strade che sono ancora quelle della bonifica?
- Il Banchetto Finale: Il Ponte è l'appalto supremo, il legame indissolubile a filo doppio tra alta politica e criminalità organizzata. Un flusso di denaro così immenso che farà sembrare le piccole ruberie locali dei peccati veniali.
Conclusioni: Un Destino di Serie B
La verità è che per la classe dirigente attuale, i cittadini di Niscemi o del litorale sono "Serie B". Finché la selezione dei politici avverrà tramite il prezzario dei seggi — con gente che sborsa fino a 500 mila euro per una candidatura — l'unico obiettivo rimarrà il ritorno sull'investimento.
Niscemi continuerà a scivolare a valle, bagnata da una sabbia inerte e abbandonata, mentre sopra le nostre teste la politica continuerà a vendere il sogno di un Ponte che serve solo a consolidare il potere di chi ci sta portando nel baratro.
Il bandolo di una matassa che non interessa a nessuno, interessano solo e sempre soldi, un vecchio adagio recitava "avvocati preti e polli non furon mai satolli" ma quella che non è mai sazia è proprio la classe politica e cumparielli vari..
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