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Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha vinto il primo round dell’audizione del secolo

Mark Zuckerberg, il trentaquattrenne ideatore e fondatore di una tra le più grandi e floride aziende I-tech del mondo, e i quarantaquattro senatori della commissione statunitense si sono fronteggiati per più di cinque ore in quello che da molti è stato definita come una delle audizioni più importanti di questo nuovo secolo. Non solo per le ricadute mediatiche notevoli e scontate. Quanto per gli argomenti trattati. 

Si, è vero, lo hanno evidenziato alcuni commentatori, soprattutto negli USA: i senatori, a volte, hanno dato l’impressione di non conoscere bene i servizi forniti da Facebook ed il suo funzionamento, usando anche toni leggermente paternalistici tipo “I know you’re a smart guy, but…”. Eppure, quello che è risultato evidente, è che i senatori intendevano bene i principi costituzionali di libertà d’espressione, diritto alla privacy, libera concorrenza e soprattutto, libera circolazione delle informazioni e non discriminazione. Su questi punti si è potuto apprezzare un livello di comprensione del fenomeno “Facebook” piuttosto rilevante.

L’audizione del CEO di Facebook davanti alla Commissione per l’Energia ed il Commercio del Senato degli Stati Uniti era una di quelle molto attese. Invitato nelle settimane scorse direttamente sul caso Cambridge Analytica e, più in generale, sul modo in cui la sua azienda gestisce i dati di oltre due miliardi di persone nel mondo, Zuckerberg è apparso piuttosto teso e a tratti “soggiogato” dalla mole di domande a cui è stato sottoposto (circa 150) e alle quali non ha avuto spesso neanche il tempo di rispondere.

“Penso che sia praticamente impossibile avviare un’azienda nella stanza del tuo dormitorio e poi portarla a crescere fino al punto in cui siamo ora senza commettere qualche errore” ha ripetuto Zuckerberg un paio di volte cercando di giustificare sbagli ed omissioni del passato. Rispondendo a una domanda sui contenuti che hanno contribuito alla diffusione di fake news o della propaganda russa a favore di Donald Trump, Zuckerberg ha ammesso chiaramente che: “Siamo responsabili per i contenuti, ma non ne produciamo”; per questo motivo non ritiene che Facebook possa essere considerato un editore ma una semplice azienda I-Tech. Sebbene sia il social media più consultato al mondo per apprendere e diffondere notizie, con 2 miliardi di utenti attivi ogni giorno, per Zuckerberg Facebook è comunque in mano ai suoi “utenti” e sono sempre loro e solo loro ad avere il “controllo” della piattaforma. L’ammissione è tuttavia importante perché per anni Zuckerberg ha sostenuto il ruolo “neutrale” della sua azienda, vista come un sistema per consentire alle persone di condividere le loro cose online, senza che Facebook ne avesse particolari responsabilità.

Dunque, entrando nel merito di ciò che effettivamente gli utenti condividono su Facebook, “Sig. Zuckerberg, mi può dare una definizione di hate speech?”, gli ha chiesto un senatore. Un punto sul quale il leader dell’azienda di Menlo Park ha leggermente vacillato, spiegando che è difficile definire un fenomeno complesso come questo, confidando però che in 5-10 anni ci saranno sistemi di intelligenza artificiale in grado di “rimuovere” contenuti discriminatori e violenti. Quello dell’automazione e della capacità da parte di Facebook di identificare e quindi rimuovere contenuti potenzialmente non graditi è un punto centrale la cui importanza non è sfuggita ai senatori USA. Molte sono state le richieste di chiarimento e le preoccupazioni espresse. Può decidere un’azienda multinazionale quali tipi di messaggio rientrino nella libertà di espressione oppure no? E la prospettiva di de-umanizzare tali decisioni, delegandole ad una macchina, non pare abbia rassicurato gli animi dei senatori. E neanche i nostri. Per la cronaca dopo l’audizione, il titolo in borsa di Facebook, sorvegliato dagli analisti per buona parte della giornata, ha guadagnato il 4,5 per cento, il miglior risultato degli ultimi due anni e che conferma la fiducia degli investitori nella linea seguita dal CEO della società. Oggi Zuckerberg parteciperà a una seconda audizione, questa volta organizzata dalla Camera dei Rappresentanti. Vedremo chi vincerà il secondo round.

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