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 Home page > Attualità > Politica > Le "bacchettate" di Napolitano e gli errori del Pd

Le "bacchettate" di Napolitano e gli errori del Pd

Al meeting di Comunione e Liberazione, Napolitano ha rimproverato il governo e la maggioranza di aver nascosto la crisi e il Pd di un'opposizione pregiudiziale.

 

Ma l’opposizione pregiudiziale, può derivare da una indisponibilità al dialogo o dalla mancanza di proposte alternative.

È difficile imputare al PD la indisponibilità al dialogo. Quando la maggioranza è militarizzata, non c’è dialogo che tenga. È difficile dialogare quando si procede al colpi di fiducia, quando a giorni alterni si offende l’interlocutore.

Al Pd si può imputare invece l’assenza di una proposta alternativa complessiva. Una carenza riconducibile, al tatticismo, alla politica di palazzo e alla sua natura di partito con un "amalgama malriuscito",che rende la sua proposta programmatica incompleta e nebulosa.

Nelle proposte del PD manca la tematica del lavoro, quella dei diritti civili e quella dei privilegi ecclesiastici.

La tematica del lavoro non viene affrontata, per l’inconciliabilità delle posizioni margheritine vicino alla CISL, con quelle DS, vicino al CGIL. La tematica dei diritti civili non viene affrontata per l’inconciliabilità delle posizioni margheritine vicino alla Chiesa, con quelle laiche dei DS. E non sfuggono a questa morsa neppure le proposte economiche. Qual è la posizione del PD sui privilegi fiscali della Chiesa?

Ma quando dai rapporti interni, ci spostiamo ai rapporti esterni, ai rapporti del partito democratico con gli altri partiti, prevale il tatticismo, la politica di palazzo che impone prudenza rispetto alle posizioni di un possibile futuro alleato. Risultano così nebulose le posizioni del partito democratico sull‘integrazione razziale e sull’unità nazionale, nella vaga speranza di indurre la Lega a staccarsi dal PDL.

E in questa dimensione di partito ripiegato su se stesso, impegnato nella politica di palazzo e in impossibili compromessi interni fra due anime con storie diverse e contrapposte, è mancata una visione strategica, in grado di guardare al futuro e ai suoi elementi portanti: la globalizzazione e la comunicazione.

Su queste basi, che cosa poteva offrire il partito come oggetto di dialogo se non una proposta ridimensionata, che, al di la della sua incompletezza, non aveva il respiro di una proposta alternativa e come tale confrontabile in quanto opposta a quella dell'avversario.

Solo una proposta alternativa può essere oggetto di dialogo, ma giammai una proposta complementare, perché la complementarietà favorisce il dialogo tra alleati, ma non tra avversari.

 

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