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La guerra tra poveri la perdono solo i poveri

A Torre Mauro, a Casal Bruciato, in altre quartieri degradati, un solo grido: "fuori gli zingari". Gli abitanti della periferia romana sono scesi in strada, contro l’assegnazione di una casa popolare ai rom. Tensioni intimidazioni, le famiglie rom assegnatarie che rinunciano per paura.

E tuttavia la gente di Torre Maura, di Casal Bruciato, delle periferie, fa bene a protestare. Ma sbaglia il bersaglio. Prendersela con i rom, non risolve i loro problemi, non gli dà la casa il lavoro, i servizi. La guerra tra i poveri la perdono solo i poveri.

Prendersela con i rom, serve solo ad assolvere questo Governo dalle sue colpe, ad alimentare l’emergenza, a produce voti per Lega e per i fascisti. Se la gente delle periferie è stata abbandonata, se non ha casa, servizi e lavoro, la colpa non è dei rom.

La colpa è del Governo di ieri e di oggi, che non ha fatto e non fa case popolari, non ha realizzato e non realizza i servizi, non ha offerto e non offre lavoro a chi ne ha bisogno. La colpa è del comune che, senza preavviso, non distribuisce equamente i rom sul territorio. Per questo, quelli di Torre maura, di Casal Bruciato, delle periferie, hanno ragione ad urlare la loro rabbia.

Hanno ragione, ma se la rivolgono verso i compagni di sventura, verso i rom e non verso il governo, verso il comune, rischiano di diventare strumento dei loro carnefici. La rabbia è voluta e alimentata da questo governo, per scaricare le sue colpe sulla gente, sui più deboli, su un bersaglio identificato con il nemico: oggi sono i rom, e i migranti, domani i gay gli ebrei, gli avversari politici.

La rabbia è volutamente alimentata da questo governo per alimentare l’emergenza che è fonte di voti per chi semina odio e paura.

 


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