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L’etica nella prostituzione

Il concetto di consumo critico, chiamato in Inglese ethical consumption (consumo etico), è quella modalità di acquisto di beni e servizi che tiene in considerazione nella valutazione della qualità di un prodotto le caratteristiche della sua produzione, come la sostenibilità ambientale e l’eticità del trattamento riservato, ad esempio, ai lavoratori.

Il consumo critico consente dunque di utilizzare la propria posizione di consumatore per perseguire fini politici ed etici. Prima ancora dell’essere in possesso delle informazioni necessarie per poter compiere una scelta che sia consapevole su cosa si acquista e su come ciò arrivi al mercato, naturalmente deve esistere il presupposto del care and concern: che il consumatore cioè trovi giusto e degno di importanza e attenzione preoccuparsi degli effetti che i suoi acquisti avrebbero non solo su di lui ma anche sul mondo circostante.

Cosa succede quando si tenta di applicare il concetto di consumo critico al mercato del sesso?

La letteratura accademica si è perlopiù concentrata in ambito pornografico, tentando di definire cosa costituisca la “pornografia etica”; per quanto riguarda invece le pratiche di consumo in strada e nelle case, anche ‘chiuse’, esse hanno ricevuto attenzione minore, anche se alcuni gruppi interni all’industria del sesso si sono interrogati su come il concetto di consumo etico possa essere incarnato in tale ambito.

Dall’interesse per la spartizione dei guadagni – che si traduce nella preoccupazione per il benessere e i diritti dei sex workers – al sottolineare i benefici per la salute sia dei clienti che dei lavoratori nell’acquistare sesso in bordelli con licenza, i tentativi sono stati molti, ma si sono inevitabilmente scontrati con quelle posizioni – in particolare di critica femminista – che rimangono scettiche nei confronti del potenziale consumo etico nell’industria del sesso, in quanto qualsiasi tentativo di normalizzazione dell’acquisto di sesso, benché entro specifiche condizioni (come l’assenza di coercizione), avviene nel quadro più ampio di ineguaglianza sessuale ed economica che fa da fondamento al sistema della prostituzione.

Infatti, i clienti sono per la stragrande maggioranza uomini e le donne costituiscono la stragrande maggioranza di chi provvede a fornire questi ‘servizi’.

Una delle modalità utilizzate per investigare le attitudini e i comportamenti dei clienti è stata quella adottata da Tyler & Jovanovski (2018), che hanno utilizzato le recensioni online fatte alle case chiuse per esplorare la tematica del care and corcern. Questo anche e soprattutto perché tali recensioni si focalizzano sui fattori che stanno a capo della domanda di mercato rivolta all’industria del sesso – domanda che, come sottolineato dai principi del consumo etico, può influenzare il modo in cui questa industria (come le altre) si modifica in relazione ai desideri e alle richieste dei consumatori.

A causa di una ben avviata attività di case legalizzate, le Autrici (ibidem) hanno scelto lo stato australiano di Victoria come base per la loro ricerca. La regolazione delle pratiche in questo Stato ha negli ultimi anni imposto ai bordelli l’obbligo di affissione, nei suoi locali, di avvisi relativi al traffico di esseri umani, comprensivi di un recapito per la denuncia qualora esista il sospetto dell’utilizzo di metodi estorsivi o coercitivi imposti alle sex workers. Se si considera che questi avvisi sono rivolti alle lavoratrici tanto quanto sono rivolti ai clienti, l’implicito, ancora una volta, è che a questi ultimi importi abbastanza delle prostitute da denunciare alle forze dell’ordine l’eventuale presenza di segnali di estorsione o coercizione.

Dalle cinquanta recensioni analizzate, riferite al periodo 2010-2015 sono emerse delle tematiche degne di interesse in merito all’obiettivo della ricerca.

Sesso non protetto e sicurezza e salute sul lavoro

Un terzo delle recensioni analizzate hanno fatto riferimento al sesso – in particolare orale – senza preservativo; l’aspettativa dei clienti è stata quella di veder sistematicamente violata la normativa vigente, che impone l’utilizzo di precauzioni durante gli atti sessuali al fine di limitare o azzerare la possibilità di contagio da malattie sessualmente trasmissibili.

I clienti hanno espresso soddisfazione in assenza di lamentele o rifiuti da parte delle sex workers di praticare sesso orale senza preservativo: l’assunzione di questo rischio è stato reputato indicativo di un ‘buon servizio’. Benché espressioni di apprezzamento siano state fatte nei riguardi delle sex workers che sembravano entusiaste dell’accaduto, ciò non costituisce una misura a favore del care and concern: infatti, la preoccupazione vigente è di natura principalmente economica e razionale. Come emerge dalle recensioni degli insoddisfatti per il servizio, il vissuto dei clienti è quello di essere stati ‘fregati’ in assenza di un livello di entusiasmo reputato accettabile.

Non solo, quindi, ci si aspetta che le sex workers non utilizzino precauzioni, ma la presenza di preoccupazione o insistenza all’utilizzo viene considerato indice di un cattivo servizio.

Consenso e violenza sessuale

La presenza di sex workers con basse o del tutto assenti capacità di parlare inglese è risultata essere piuttosto comune, stando alle recensioni analizzate; la difficoltà comunicativa non è stata considerata un problema né in merito alla possibilità di esprimere consenso, né in riferimento alla possibilità che potessero trovarsi davanti ad un caso di coercizione. Come sottolineato dalle recensioni in cui è stato descritto un dubbio consenso o direttamente la presenza di atti violenti, di nuovo il focus principale è la lamentela nei confronti di quelle sex workers che si dimostrano poco entusiaste o disinteressate e il fastidio provato di fronte ai limiti imposti dalle prostitute. In tutte e sei le recensioni che hanno affrontato la tematica, i clienti hanno dichiarato di aver proseguito nell’atto sessuale nonostante avessero notato la presenza di queste questioni; in un atto in particolare, si sono verificate azioni che possono incontrare la definizione di stupro secondo la normativa dello Stato di Victoria.

Come dichiarato da Raymond (2013) “i clienti denunciano la non responsività delle prostitute più ai loro protettori che alla polizia”.

 

Tirocinante: Ambra Achilli

Tutor: Fabiana Salucci

 

Sitografia

https://it.wikipedia.org/wiki/Consumo_critico

 

Bibliografia

Tyler M. & Jovanovski N. (2018) The limits of ethical consumption in the sex industry: An analysis of online brothel reviews, Women’s Studies International Forum, 66.

Foto: Pixabay

 

Questo articolo è stato pubblicato qui

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