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 Home page > Attualità > Mondo > L’Onu all’Iran: “Non mettete a morte un’attivista di 67anni”

L’Onu all’Iran: “Non mettete a morte un’attivista di 67anni”

“Una parodia della giustizia ben al di sotto degli standard minimi del diritto internazionale”: così, giorni fa, le principali esperte e relatrici delle Nazioni Unite sui diritti delle donne, cui si sono aggiunte la relatrice sulle esecuzioni sommarie e arbitrarie e quella sui diritti umani in Iran, hanno definito il processo che, il 25 ottobre, è terminato con la condanna a morte di un’ingegnera elettrica di 67 anni, Zahra Sahbaz Tabari per il reato di baghi, ribellione armata.

Durata dell’unica udienza in video-conferenza: meno di dieci minuti. L’avvocato d’ufficio non ha battuto ciglio.

Laureata al Politecnico di Isfahan, in possesso di un master in Energia sostenibile presso un’università svedese, Tabari fa parte dell’Organizzazione iraniana degli ingegneri.

È stata arrestata il 17 aprile nella sua abitazione a Rasht da agenti privi di mandato di cattura, sottoposta a isolamento e a lunghi interrogatori e privata di una difesa legale indipendente. Le due “prove” contro di lei: un pezzo di stoffa con la scritta Donna Vita Libertà che, secondo l’accusa, intendeva sventolare in pubblico e un messaggio audio di cui non è stato reso noto il contenuto.

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