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Italia-Birmania Insieme: “L’Unione europea rafforzi le sanzioni contro Myanmar”

L’associazione “Italia-Birmania Insieme” ha scritto al ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, all’alta rappresentante europea per la politica estera Kaya Kallas e a Maroš Šefčovič, commissario europeo per il commercio e la sicurezza economica, in vista del rinnovo – previsto ad aprile – delle misure restrittive nei confronti di Myanmar, lo stato asiatico dove nel febbraio 2021 c’è stato un colpo di stato dagli esiti devastanti per la popolazione civile.

 

L’invito all’Italia e all’Unione europea tutta è quello di non farsi illudere dalla costituenda struttura di governo civile dopo le elezioni-farsa dei mesi scorsi: sarebbe una formalizzazione sotto mentite spoglie del regime militare che, in questi anni, ha goduto del sostegno politico e logistico di Russia, Bielorussia e Iran.

Nonostante le sanzioni esistenti, l’aviazione di Myanmar continua a ricevere carburante per i propri aerei attraverso una serie di “navi fantasma”, come denunciato di recente da Amnesty International, e opache prassi assicurative.

Le istituzioni finanziarie di Myanmar, sotto il controllo statale, hanno potuto usare valuta pesante derivata da esportazioni per acquistare prodotti che favoriscono le azioni repressive delle forze armate.

C’è dunque un problema di aggiramento delle misure già in vigore a livello di Unione europea, come il congelamento dei beni bancari e l’embargo sulle armi.

Per questo, Italia-Birmania Insieme chiede all’Unione europea un rafforzamento delle misure restrittive attraverso:

-l’introduzione di un divieto esplicito nei confronti dei trasferimenti di carburante per l’aviazione e dei servizi di finanziamento e di assicurazione per uso militare;

-criteri più chiari per individuare le relazioni bancarie che favoriscono il sostegno alle forze armate di Myanmar;

-il rafforzamento delle norme sulle intermediazioni di terze parti, quali compagnie di navigazione e assicurative:

-un’azione coordinata sulla catena di forniture che evade le sanzioni e che ha coinvolto la Russia e altri stati;

-il proseguimento dell’azione umanitaria e il prolungamento delle misure di protezione verso le persone richiedenti asilo in fuga da Myanmar.

In una fase storica in cui gli autoritarismi sembrano muoversi in modo coordinato, se l’Unione europea non agirà con eguale coordinamento la sua efficacia e la sua credibilità saranno a rischio.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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