India, muore una vittima di violenza sessuale nello stato di Manipur
Dal maggio 2023 lo stato di Manipur (nell’estremo est dell’India, come evidenziato dall’immagine di Wikipedia) dello è sconvolto da un conlitto su base etnica tra la dominante maggioranza meitei e la discriminata minoranza kuki-zo che da allora ha causato almeno 260 morti e costretto alla fuga migliaia di persone.

Secondo le testimonianze raccolte negli anni da Amnesty International, il ricorso alla violenza sessuale è stato sistematico soprattutto nei confronti delle donne native kuki-zo.
Una di loro, rapita e sottoposta a uno stupro di gruppo quando aveva 18 anni, è deceduta pochi giorni fa. Aveva lottato per sopravvivere alle ferite e al trauma psicologico con l’unico obiettivo di avere giustizia, ma le autorità locali l’hanno del tutto ignorata.
Infatti, la denuncia dello stupro era stata presentata ben due anni e mezzo fa. Era molto circostanziata: indicava il luogo del rapimento (un bancomat di New Checkon, nella città di Imphal) e descriveva la consegna della ragazza a un gruppo armato, che l’aveva sottoposta allo stupro di gruppo per poi disfarsene gettandola in un torrente.
Da allora, non c’è stato un solo arresto nei confronti dei presunti responsabili.
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