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Il governo punta alla riduzione fiscale al ceto medio, Mef al lavoro

Alla riduzione del cuneo fiscale agli incentivi per le famiglie, passando per la revisione dell’Irpef e la detassazione dei premi di produttività. Il Governo Meloni da tempo rivendica una strategia economica costruita per aumentare il reddito disponibile dei lavoratori e sostenere in particolare le madri, la natalità e il ceto medio. 
 

Ma, come anticipato anche dalla premier all’ultima assemblea di Confcommercio due giorni fa, durante la quale sono stati evidenziati alcune previsioni sull’andamento dell economia migliori del previsto, con Pil allo 0,9%, il governo ora vuole fare di più sulla riduzione dell IRPEF per il cosiddetto ceto medio.

Come dire dopo aver sistemato i più fragili, ora occorre fare di più e mettere più soldi in tasca anche alla grande platea del ceto medio. A sintetizzare gli effetti degli interventi già fatti è stato, quindi giorni fa, il Dipartimento per il programma di Governo, guidato dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, attraverso due casi "teorici". Per una madre lavoratrice con due figli, un reddito di 30 mila euro e accesso alle diverse agevolazioni previste, il vantaggio complessivo può raggiungere circa 11.600 euro in più all’anno rispetto al 2022. 

Una cifra che nasce dalla somma di numerose misure: il taglio del cuneo fiscale, la riduzione dell’Irpef, il bonus da 60 euro mensili per le madri lavoratrici, il bonus nuovi nati, il potenziamento dell’assegno unico e del bonus asilo nido, i tre mesi di congedo parentale retribuiti all’80%, la detassazione dei fringe benefit e dei premi di risultato e l’aumento della soglia esente per i buoni pasto.

Il dato, dunque, non rappresenta un unico assegno, ma mostra quanto possa incidere l’insieme degli interventi su una famiglia che riesca a beneficiare di tutte le agevolazioni considerate. Anche per un lavoratore senza figli il Dipartimento stima un miglioramento del reddito disponibile superiore a 2.400 euro annui.

Ora l’esecutivo vuole compiere un ulteriore passo. Giorgia Meloni ha anticipato la volontà di proseguire nella riduzione del carico fiscale sul ceto medio, ribadendo che il Governo non intende “fermarsi” dopo gli interventi già realizzati.

Il nuovo obiettivo, illustrato più volte anche dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, è ampliare fino a 60 mila euro la fascia di reddito alla quale applicare l’aliquota Irpef intermedia del 33%. In questo modo, la parte di reddito compresa tra 50 mila e 60 mila euro non verrebbe più tassata al 43%, producendo un nuovo risparmio per lavoratori, professionisti e famiglie del ceto medio.

La misura dovrà naturalmente confrontarsi con la disponibilità delle coperture e con l’esigenza di mantenere sotto controllo deficit e debito. Ma la direzione politica indicata da Palazzo Chigi appare chiara: utilizzare gli spazi finanziari disponibili per alleggerire il peso del fisco sul lavoro e trasformare la solidità dei conti pubblici in benefici concreti per famiglie e imprese.

 A tracciare il bilancio al quotidiano Libero è stato il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, una settimana fa, annunciando anche la drastica semplificazione a cui mira il governo sul fisco «Dagli attuali 444 diversi interventi normativi, passeremo a soli 8 testi unici. L’obiettivo finale sarà il codice tributario che ordinerà la materia, tutto in un unico provvedimento». Un intervento guidato da due pilastri precisi: «Certezza dei rapporti e semplificazione del sistema.”

 L’azione dell’esecutivo quindi smonta la narrativa e le polemiche strumentali delle sinistre e dei sindacati sul fiscal drag sulla pressione fiscale che sarebbe aumentata. «Sono due aspetti non veritieri che sono in contrasto con la realtà dei fatti», ha detto taglia il viceministro. Leo ha ricordato come Bce, Bankitalia e Istat hanno certificato come il governo abbia più che compensato l’inflazione riducendo le aliquote Irpef e tagliando il cuneo fiscale. Insomma sul fisco si giocherà gran parte delle contesa elettorale del 2027 e il governo non vuol certo farsi trovare impreparato.

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