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 Home page > Attualità > Società > Il caso Zopa.it

Il caso Zopa.it

“E se chiedi un prestito paghi il giusto, non vai ad aumentare i profitti di banche e finanziarie”. Questa frase è del sito di prestiti tra persone Zopa.it. Probabilmente è questa frase, piuttosto che le leggi a cui si è appellata Banca d’Italia e la sua conseguente segnalazione al Ministero dell’Economia, che ha fatto sospendere l’attività di questa nuova via di prestiti tra privati. Un sito per chi cerca prestiti, con commissioni chiare, con le facce di chi gestisce esposte chiaramente, con una filosofia sociale chiara e delineata: non essere approfittatori come le banche. L’idea è nata in Nord Europa, e giunta in Italia si scontra contro il classico sistema del: qui mangiano gli amici degli amici e basta. Strano che quel drago di Draghi non indaghi sulle pubblicità che a pioggia invadono la testa della gente in tutte le forme possibili: “prestiti facili!”, “pioggia di soldi”, “realizza i tuoi sogni”.

Anche le immagini usate sono terribili: persone che affogano nel denaro con un sorriso ebete. Tutti prestano denaro a tutti, ma nessuno sa chi ci sta dietro. Zopa è chiaro e trasparente, ma viene sospeso. Poi ci si meraviglia di come funziona il sistema economico Italia. Le banche, le quali stanno prendendo denaro a costo quasi zero, aumentano lo spread, cioè il dovuto dal cliente alla banca, annullando così la possibilità di un accesso al credito più agevolato in tempo di crisi.


E Draghi e la sua Banca d’Italia se ne fotte.
Le banche, già scandalose nella loro non concessione di mutui e prestiti e quando lo fanno guadagnano come idrovore, depredano per davvero i cittadini e non c’è nessun intervento. La Consob indaga le principali banche italiane per pratiche scorrette nel non concedere prestiti alle piccole e medie imprese, e sistemi sociali altri e diversi vengono sospesi, appunto Zopa. Temi complessi, certamente, non di facile gestione, siamo d’accordo, ma tanto la rata in scadenza è sempre chiara e perentoria. Il governatore Draghi dovrebbe darsi una bella svegliata. O più semplicemente smetterla di difendere interessi di potere e categoria che contrastano nettamente con le buone intenzioni che pronuncia in ogni discorso che poi non rivela nulla di nuovo. Ed infine, oltre a spiegarci perché Zopa deve chiudere, ci spiega anche il governatore insieme al presidente della Consob che ci fa sempre e comunque un vescovo in tonaca negli incontri sull’economia nazionale?

Commenti all'articolo

  • Di Francesco Rossolini (---.---.---.247) 20 luglio 2009 19:28
    Francesco Rossolini

     Pur essendo un sostenitore del social lending, devo però riconoscere che nel caso specifico Zopa ha commesso un illecito rispetto alla normativa in materia.

    Ovvero a Zopa ed affini è permesso solo ed esclusivamente dare in prestito all’utente A il denaro offerto da un utente B in tempo reale (o da più utenti chiaramente). 

    Zopa ed affini non possono in nessun caso far raccolta di denaro presso conti (o altri strumenti di raccolta) della società stessa.

    Zopa ha violato la normativa vigente facendo raccolta di denaro messo a disposizione dagli utenti prestatori, che in tal modo non avevano più alcuna garanzia sul denaro stesso perché non ancora trasferito agli utenti debitori.


    • Di Sergio Nazzaro (---.---.---.163) 20 luglio 2009 19:42

      Concordo con la tua analisi, anche se i prestiti in tempo reale li vedo complessi e poco sicuri.
      Il punto fondamentale che cerco di mettere in risalto però è un altro: l’estrema rapidità di azione dei controllari (Banca d’Italia e Ministero dell’Economia e delle Finanze) presso questa forma altra di credito.

      Come mai i suddetti controllori non intervengono con la stessa rapidità verso le banche e gli spread altissimi che si registrano in questo periodo in cui i tassi BCE ed Euribor sono ai minimi storici?

      Come mai i suddetti controllori non intervengono verso tutti questi soggetti (e sono centinaia) che fanno una pubblicità veramente opaca su tutti i quotidiani, freepress, settimanali e mensili? Chi sono questi prestatori di soldi e da dove li prendono? E perchè mettono sempre in risalto che posso risolvere i problemi ai cattivi pagatori e fargli avere altro denaro? Quante e quali commissioni percepiscono e da chi?

      Sarebbe interessante che il Governatore Draghi e il Ministro Tremonti diano una risposta a questi quesiti.

      Invece si fa difficoltà soltanto e semplicemente a "trasportare" un mutuo da una banca all’altra, a chiudere un conto senza spendere un patrimonio.

      Almeno Zopa cercava di essere trasparente, ma forse si preferiscono le banche che fanno pubblicità con balletti e canzoni di facile ascolto, zompando in giro per un set, alla faccia della crisi. Che banche!

    • Di Francesco Rossolini (---.---.---.247) 21 luglio 2009 00:18

       Su questo non c’è dubbio. 

      Rapidità esemplare per Zopa, lentezza vergognosa verso banche e finanziarie. 


  • Di illupodeicieli (---.---.---.241) 20 luglio 2009 20:24

    Infatti , della serie due pesi e due misure. Non so se e come possono intervenire nei confronti delle finanziarie e con la faccenda dei dati sensibili, delle centrali rischi (che sappiamo bene chi ha voluto e chi è socio) e delle banche dati private.

  • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.3) 20 luglio 2009 21:56
    Rocco Pellegrini

     seguo Zopa da quando è nata, parteggio per queste forme di attività economica però, purtroppo, devo convenire con Rosolini sul suo illecito. A mio parere se Zopa.it risolve e garantisce una risposta trasparente ai rilievi posti dalla banca d’Italia tornerà attiva.
     Il resto dei problemi posti dall’arfticolo sono reali, non c’è dubbio, però bisogna essere trasparenti per sviluppare cose nuove soprattutto nel campo della finanza dove di "sole" se ne vedono tante.....
     

  • Di paolo praolini (---.---.---.177) 20 luglio 2009 22:29

    Inaccettabile oltremodo questo metodo infallibile di colpire chi va contro corrente e contro gli interessi delle lobbies legate ai potentati economici.
    Siamo nelle mani di sciacalli che determinano e controllano completamente il percorso della nostra vita, in questo caso delle famiglie italiane, determinando a tavolino che le banche devono continuare ad arricchirsi.
    Eliminare a priori qualunque soluzione possa dare sollievo alle tasche del cittadino medio.
    Bell’articolo con spunti da approfondire.

  • Di Paolo06 (---.---.---.203) 21 luglio 2009 16:00

    Chiamiamolo anche "Cartello" delle banche. Altro che Banca d’Italia...
    A settembre 2008 ho preso un mutuo con ING a tasso fisso, spread 0,7%, quando l’eurirs era al livello del 4,5% circa.
    Ora quei disgraziati della ING non ne vogliono sapere di ridiscutere il tasso visto il clamoroso calo dei tassi BCE (0,5%). In pratica la banca ING DIrect sta guadagnando mediamente il 4% invece dello 0,7%.
    Questo è lo schifo del sistema bancario italiano e grazie a questo schifo di sistema che loro sono ancora sostanzialmente in piedi dopo la crisi. Si rivalgono solo e comunque su di noi invece di fare "business".
    Che schifo di sistema.
    Tant’è che comprano i buoni del tesoro dello Stato che glieli paga il 5% invece di finanziare aziende o privati.

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