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 Home page > Tribuna Libera > Il Pd a un bivio

Il Pd a un bivio

 Dopo la caduta delle roccaforti rosse, il divorzio con la sua gente, il PD è di fronte ad un bivio: continuare a fare il partito di destra con l'abito della sinistra, oppure cogliere l’occasione per lavare “i panni in Arno”, per cambiare, per essere autenticamente di sinistra?

Questa ennesima sconfitta elettorale può essere l'ennesima occasione per chiedersi perché il partito democratico è stato lasciato dal suo popolo, perché perde tanti voti , perché questo terremoto elettorale che gli dimezza i voti.

Ma è un’occasione che il PD non coglierà , perché è ancora guidato da un uomo di destra che odia la sinistra, e da una classe dirigente legata all’Europa della BCE, del dominio della finanza sulla politica, del golpe in Grecia, dei 48 paradisi fiscali, dell’economia che uccide, i migranti Mediterraneo e nei lager libici, i lavoratori sui posti di lavoro, i cittadini di Taranto per inquinamento, i cittadini greci ma anche italiani, per mancanza di assistenza sanitaria.

Perché ha ancora una base ancora inquinata dalle scorie renziane, e intrisa della cultura berlusconiana, e un’opposizione il cui traguardo è un nuovo centro sinistra, un riformismo e non un’alternativa.

E più facile che il PD si avvicini a Berlusconi, è più facile che il PD diventi una nuova Forza Italia.

Oggi Renzi e Berlusconi, sono due debolezze che si devono alleare per sopravvivere. Renzi perché ha perso il controllo della sinistra; Berlusconi perché ha perso il controllo della destra moderata, che sta per essere assorbita dalla destra radicale di Salvini.

E il residuo della gente di sinistra ancora presente nel PD? E' destinato a diventare irrilevante, se non lascia il PD, e provvede a fare un partito di sinistra capace di confrontarsi con le nuove realtà di oggi, dalla globalizzazione alla comunicazione, e con nuovi soggetti politici come il Mov5s e Potere al popolo.

L’alleanza Mov5s /sinistra sembra oggi un’ipotesi impossibile, perché l’accordo con la Lega esce rafforzata da queste amministrative.

Ma tutti i nodi di un accordo contro natura tra fascio razzisti e democratici, verranno al pettine. Quando la realtà metterà a nudo contraddizioni ed incoerenze di questo governo, allora i grillini democratici si sveglieranno dalla sbornia della vittoria elettorale, e capiranno di essere solo legittimazione e copertura di un partito fascio razzista.

 

 E allora Inevitabili saranno, all’interno del movimento, le crepe di un’alleanza che sembra solida ma è estremamente fragile.

Indici ed avvisaglie di un contrasto di fondo, di una volontà di rompere l’alleanza con la Lega e di farla finita con la leadership di Maio, già si sono avuti , visibili nella insofferenza di Fico e dei suoi seguaci .

Queste crepe possono essere l’occasione per la sinistra di vedere se ci sono possibilità di un accordo con i grillini, qualora la smettano di dire che non c'è destra non c’è sinistra , uscendo dall'equivoco di una posizione centrista, e si schierandosi apertamente con la sinistra sinistra, e cercando di adeguare i suoi principi della nuova realtà.

 

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