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Georgia, due anni di carcere per la giornalista Mzia Amaghlobeli

Due anni di carcere per aver dato uno schiaffo, esasperata per le violenze e le offese subite, al capo della polizia di Batumi, una delle città della Georgia dove da mesi sono in corso proteste contro il governo represse con grande spiegamento di forza e particolare accanimento contro le donne.

È questo il verdetto emesso ieri nei confronti della nota giornalista Mzia Amaghlobeli, cofondatrice delle testate “Batumelebi” e “Netgazeti” (cui appartiene il copyright della foto).

Arrestata a Batumi l’11 gennaio, Mzia Amaghlobeli ha subito una lunga serie di violenze da parte della polizia: è stata aggredita verbalmente, presa a sputi, ferita e privata dell’assistenza medica e dell’accesso ai servizi igienici per diverse ore.

Gli stessi agenti di polizia hanno ammesso tutto ciò durante il processo, eppure ha prevalso l’impunità: il tribunale ha respinto gran parte delle prove presentate dalla difesa e ha rifiutato di indagare sul comportamento degli agenti. L’ha passata liscia anche il capo della polizia, che allo schiaffo ricevuto aveva reagito con insulti e minacce a sfondo sessuale.

Le condizioni di salute di Mzia Amaghlobeli si sono notevolmente aggravate durante la detenzione preventiva e non ha ricevuto le cure mediche necessarie.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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