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Egitto, nasce la commissione per i diritti umani. Ma difenderà il governo

In Egitto è stato istituito un organismo incaricato di occuparsi di diritti umani: l’Alta commissione permanente per i diritti umani.

Sarebbe una notizia straordinaria, la prima ammissione dopo oltre cinque anni di presidenza al-Sisi (nella foto AP) che qualcosa non è andata bene, il primo riconoscimento del massiccio ricorso agli arresti arbitrari, alle sparizioni forzate, alla tortura. La necessità di indagare seriamente sull’omicidio di Giulio Regeni.

Poi si scopre che dell’Alta commissione permanente per i diritti umani non faranno parte attivisti o difensori dei diritti umani. Al loro posto vi saranno rappresentanti dei ministeri degli Esteri e dell’Interno (da cui dipende l’Agenzia per la sicurezza nazionale, i servizi di sicurezza civili sospettati della maggior parte delle violazioni dei diritti umani), delle forze armate e di altre agenzie di sicurezza.

Data la composizione, non è affatto sorprendente che il mandato dell’Alta commissione sarà di “rispondere alle accuse” rivolte all’Egitto nel campo dei diritti umani e di formulare una “visione egiziana” dei diritti umani da sostenere a livello regionale e internazionale, in vista del 2019, quando il Consiglio Onu dei diritti umani sottoporrà l’Egitto all’Esame periodico universale

Non si tratta di una novità assoluta: già sotto Mubarak, nel 2004, era stato istituito il Consiglio nazionale per i diritti umani. Poco più di un orpello, autorizzato ogni tanto a fare qualche modesto appunto al comportamento delle autorità, ma destinato soprattutto a far vedere all’estero che l’Egitto ai diritti umani ci teneva davvero.

Altro che accertare le responsabilità per le violazioni dei diritti umani. L’Alta commissione sarà un ulteriore strumento di propaganda del regime egiziano. Oltre alle ricorrenti accuse di “diffusione di notizie e voci false” contro giornalisti, avvocati e difensori dei diritti umani, ora il presidente al-Sisi ha uno strumento in più per migliorare non la situazione dei diritti umani ma la sua immagine.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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