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Efficienza energetica: l’importanza di investire nelle pompe di calore

 

Per realizzare la transizione ecologica è fondamentale evitare gli sprechi di energia e aumentare l’efficienza energetica.

Consapevole di queste necessità, l’Unione Europa ha fissato come obiettivo quello di diminuire il consumo di energia finale dell’11,7% entro il 2030. In più, la Direttiva UE 2023/1791 ha ribadito come l’efficienza energetica rappresenti una priorità per raggiungere i target del pacchetto Fit for 55%, che puntano a una riduzione delle emissioni rispetto ai livelli del 1990 di almeno il 55% entro il 2030.

Per diminuire il fabbisogno energetico degli edifici è possibile intervenire su diversi fronti, valutando di effettuare investimenti per migliorare la classe energetica così come di installare dispositivi a basso impatto ambientale.

Tra questi ultimi, è possibile annoverare la pompa di calore, una tecnologia green che consente di riscaldare, raffrescare e produrre acqua calda sanitaria in modo sostenibile. Si tratta di una soluzione sempre più diffusa in Europa e in Italia, un’alternativa alle tradizionali caldaie a gas che permette di tagliare le emissioni e utilizzare energia prodotta da fonti rinnovabili per la climatizzazione della casa.

I vantaggi delle pompe di calore per un comfort sostenibile
Comprendere appieno come funziona la pompa di calore è fondamentale per capire tutti i vantaggi che questa tecnologia green è in grado di offrire.

Si tratta di un dispositivo alimentato a energia elettrica che è in grado di prelevare calore dall’esterno, per esempio dall’aria, dall’acqua o dal suolo, per poi trasferirlo agli ambienti interni tramite un apposito scambiatore.

Questo processo avviene mediante un fluido refrigerante, il quale tramite una serie di fasi di evaporazione, compressione, condensazione ed espansione realizza un ciclo che consente di trasferire il calore esterno all’interno dell’abitazione.

Oltre al riscaldamento della casa, il ciclo del fluido refrigerante della pompa di calore può essere sfruttato anche per raffrescare gli ambienti, basta invertire il processo per prelevare calore dall’interno e cederlo all’esterno, oppure per produrre acqua calda ad uso sanitario aggiungendo un bollitore di accumulo.

Le pompe di calore permettono di ottenere una climatizzazione sostenibile, in quanto garantiscono un’elevata efficienza energetica e sono in grado di fornire anche oltre 3 kW di energia termica per ogni kW di energia elettrica consumata – questo rapporto è definito COP (Coefficient of Performance).

Secondo le classi di efficienza energetica stabilite dalla Direttiva europea 2002/31/CE, questi impianti possono andare dalla classe G con un COP pari a 2,40 fino alla classe A con un COP oltre 3,60, quindi le migliori pompe di calore assicurano più di 3,60 kW di energia termica per ogni kW di elettricità assorbita.

Le pompe di calore sono anche facilmente integrabili con altre tecnologie green, come per esempio gli impianti fotovoltaici. In questo modo, è possibile ridurre ulteriormente l’impronta ecologica del dispositivo, sfruttando per la sua alimentazione l’energia elettrica pulita prodotta dai pannelli.

Per avvalersi di queste risorse è sufficiente rivolgersi a green tech energy company come Sorgenia, che permette di usufruire di una pompa di calore che ricorre all’aria per produrre energia termica in abbinamento a un impianto fotovoltaico, eventualmente anche con sistema di accumulo.

Il futuro delle pompe di calore in Italia e in Europa
Secondo il Politecnico di Milano, oggi le pompe di calore rappresentano il 35% delle vendite di impianti di riscaldamento annuali in Europa.

Su un parco edilizio di circa 116 milioni di edifici, attualmente le pompe di calore rappresentano il 15% degli impianti già installati per la climatizzazione, con una diffusione che interessa tutti i paesi europei compresi quelli del Nord con un clima invernale estremamente rigido.

Per il Dipartimento Energia del Politecnico di Milano, il mercato europeo delle pompe di calore potrebbe crescere in modo significativo nei prossimi anni, offrendo un contributo fondamentale per la transizione ecologica.

Nel dettaglio, si potrebbe arrivare a 60 milioni di impianti installati entro il 2030. Naturalmente, per raggiungere questi target sarà necessario promuovere programmi di incentivi così come varare normative che riducano o vietino l’installazione di nuove caldaie a gas e impongano una quota minima di utilizzo di energia rinnovabile.



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