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Cyborg-sesso, ovvero le bambole gonfiabili. Torino e oltre

(soprattutto per uomini, quando si dice “il caso”)

di Fabrizio “Astrofilosofo” Melodia

Dal 3 settembre è aperta a Torino la prima casa di appuntamenti con solo bambole gonfiabili. E si registra il tutto esaurito per questo Cyborg Sex, dal vago sapore fantascientifico.

Lumidolls è la prima casa di appuntamenti (leggasi prostituzione) dove troverete solo bambole gonfiabili, pardon robot: sette di forma femminile e una di sesso maschile, una disparità che la dice lunga su come si vive il sesso nel “Bel Paese”.

Molly, Arisa, Naomi, Kate, Ilary, Molly, Bianca ed Eva, in compagnia di Alessandro, offrono prestazioni reali e sicure, per quanto si possa parlare di sesso in presenza di robot. Però l’intelligenza è programmata – ci viene detto – in «tecniche multiple di piacere». L’azienda assicura: «Offriamo una serie di servizi e ci adattiamo alle esigenze dei clienti. Il nostro è uno spazio sicuro e legale. Abbiamo tutte le autorizzazioni del caso». Per ora bordelli simili sono presenti solamente in Spagna (a Barcellona dove ha sede l’azienda, e in Russia). Si accettano single, coppie, sia etero che gay, e gruppi. Rigorosamente vietato ai minori.

Qualcuno ha commentato che la fantascienza è stata ampiamente superata dalla realtà. Mah.

Per ora le polemiche fioccano soprattutto fra i possibilisti curiosi (che lo fanno “strano” per definizione) e i rigorosamente puttan-tradizionalisti per i quali comprare carne umana è una sana abitudine. In mezzo soltanto i perbenisti e i repressi? E dov’è il posto per gli esseri umani felici in una libera sessualità non mercificata?

Già i social network sono luoghi per “rimorchiare” ma soprattutto per scambiarsi chat bollenti e sostanzialmente permettere la masturbazione: piaccia o no, bisogna partire dalla constatazione che per alcuni questo è soddisfacente, senza sensi di colpa e inghippi amorosi. In una società che invoglia sempre di più alla socialità on line e alla “liquidità” dei rapporti interpersonali, mentre instilla sempre più il desiderio a comprare come una vera “call to action”, il sesso bit assumerà sempre più importanza: si dirà che “il Mercato si forma in base ai bisogni reali delle persone” e si risponderà “quando mai? Indurre bisogni è il modo per vendere nuove merci”.

Le donne robot sapranno soddisfare e rendere felici i clienti? Di sicuro in questa “isola del piacere” non verranno coinvolte baby prostitute e non ci saranno pappomi a sfruttare. Ma sull’altro piatto della bilancia sembra esserci solamente una nuova tappa dell’antico “donna stai zitta e fatti scopare”.

Nel mio amato «Star Trek: The Next Generation» la bella Tasha Yar – che fu vittima di violenze sessuali nell’adolescenza – accoglie l’amore dell’androide Data, esperto di tecniche multiple, complice anche un simpatico virus che rende come ubriachi chi vi entra in contatto. Fra Data e Tasha scatterà così una forte intimità: nonostante l’androide non possa per sua costituzione provare alcun sentimento, si ritroverà a “piangerla” alla sua prematura e tragica morte.

Come non comprendere che anche le macchine hanno un cuore, pensando a Kyashan, il ragazzo super androide, protagonista di un bellissimo anime prodotto dalla Tatsunoko? Kyashan è in realtà un ragazzo umano, Tetsuya Azuma, trasformato in super androide dal padre per contrastare efficacemente i robot ribelli creati dal suo ben poco lungimirante genitore. Nella sua durissima lotta, Kyashan è accompagnato dalla sua amica d’infanzia, la dolce Luna Netsuki.

Durante lo sviluppo della serie, tra i due sembra nascere un tenero sentimento, fatto di confidenze, carezze e… dalla tensione che non si risolve, in quanto Kyashan non prova più sentimenti (nemmeno la fame e la sete sembrano toccarlo). Eppure anche lui per un istante piangerà lacrime vere, credendo che Luna sia morta.L’amore vince sempre, anche quando si tratta di entità fatte di metallo e circuiti?

Il romanzo fantascientifico/noir «E-Doll» di Francesco Verso, vincitore del premio Urania nel 2008, rimanda ad androidi creati appositamente per essere impiegati nella prostituzione: contrariamente ad altri robot, essi non sono emarginati ma tenuti in gran considerazione e stima nella società. L’azione prende l’avvio dal ritrovamento del “cadavere” di un E-Doll, con il detective Igor Gankin incaricato di trovare gli assassini, mentre sulla sua strada si mettono Angel, una E-Doll, e Maya Kursilova, una fan degli E-Doll, talmente folle da volerli imitare in tutto e per tutto. Non è un caso che si ponga l’attenzione sull’integrazione di tali androidi e come la loro “morte” sia percepita come un crimine. E’ possibile che tali robot alla fine possano diventare persone a tutti gli effetti, con un lavoro dignitoso e una propria etica? Un po’ come gli androidi di «Blade Runner» che chiedevano più vita e un lavoro dignitoso. Come faranno coloro che vogliono solo “oggetti sessuali” ad accettare una forma di vita che accampa diritti?

Ma possiamo anche mmaginare un futuro lontano nel quale le schiave robot chiederanno una paga che non vada in mano solo ai loro creatori. Fin qui non sarebbe ancora mondo sottosopra ma se invece esigessero libertà, diritto di scelta e “coccole”…

POSTILLA “ASTROFILOSOFICA”

Con sommo ritardo, esulto alla notizia che la Apple ha ufficialmente ordinato la realizzazione di una serie tv incentrata sui primi tre romanzi del Ciclo della Fondazione del buon Isaac Asimov, ovvero quelli che in Italia sono conosciuti come “Cronache della Galassia”, “Il crollo della galassia centrale” e “L’ altra faccia della spirale”, premio Hugo (nel 1966) come miglior ciclo fantascientifico.

Come showrunner sono stati reclutati nientemeno che David S. Goyer, piccolo mostro sacro – è autore tra le altre cose dell’adattamento cinematografico del fumetto “Blade” e del soggetto del film “Batman begins” – e Josh Friedmann, creatore della serie tv “The Sarah Connor’s Chronicles”, sequel ideale della fortunata serie di film fantascientifici. Sembra che sarà coinvolta in veste di produttrice esecutiva nientemeno che Robyn Asimov, figlia di Isaac. Attendiamo.

 

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