Cugino del condannato a morte: “Sono stato io”. Ma il Texas ha fissato l’esecuzione
L’ultimo ricorso di James Broadnax per scongiurare la propria esecuzione, prevista il 30 aprile in Texas, dovrebbe convincere anche i più scettici: contiene una dichiarazione di Demarius Cummings, cugino di Broadnax, che si attribuisce ogni responsabilità per gli omicidi, commessi nel 2008, di due produttori musicali, Stephen Swan e Matthew Butler.

Nella sua dichiarazione, Cummings spiega perché spinse il cugino a dichiararsi colpevole: a differenza sua, Broadnax, che all’epoca era poco più che maggiorenne, aveva la fedina penale pulita e, riteneva, se la sarebbe cavata con una condanna lieve.
Di conseguenza, al termine del processo Cummings venne condannato all’ergastolo per complicità in omicidio e Broadnax alla pena di morte.
A sostegno del ricorso di Broadnax, che chiede l’annullamento della condanna e la celebrazione di un nuovo processo, c’è anche un esame del Dna sull’arma del delitto, che evidenzia chiaramente che essa venne impugnata e usata da Cummings.
A difesa di Broadnax si sono schierati alcuni rapper texani, tra i quali Travis Scott, che sostengono che i suoi testi non incitavano alla violenza ed erano stati interpretati con paraocchi razzisti.
C’è da sperare che l’appello di Broadnax sia accolto prima che il suo fascicolo arrivi nelle mani del governatore Greg Abbott, che ha il potere di concedere la grazia o di commutare la pena. Nei suoi 11 anni di mandato ha fermato una sola esecuzione su 82.
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