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 Home page > Tribuna Libera > Civiltà e identità europee

Civiltà e identità europee

Se noi europei non ci decidiamo a coltivare ed esaltare i fattori unificanti saremo sempre più distinti ma irrilevanti.

Non ne siamo abbastanza consapevoli ma l’Europa tutta è stata influenzata da diverse manifestazioni di civiltà, nate sì in una sua area specifica ma poi diffusesi in tutto il continente... e sovente anche altrove.

Le relative testimonianze sono troppe per essere tutte illustrate ma mi pare interessante ricordarne qui alcune, specificamente significative per la mia tesi :

- ancor oggi molti termini delle varie lingue europee si rifanno alla civiltà e lingua greca, come ad esempio per la politica (democrazia = demo-Kratia) o per la medicina (emicrania = hemi-cranion)

- gli acquedotti romani progettati e costruiti 2000 anni fa sono poi stati replicati in tutto il continente e alcuni sono ancora parzialmente in servizio

- le moderne e sempre più diffuse “SPA” si rifanno alle terme romane di 20 secoli fa

- il “diritto romano”, poi reso più moderno con il “codice napoleonico”, è ancor oggi alla base dell’ottimo sistema giuridico dell’intera Europa continentale ..... mentre negli USA si devono “accontentare” principalmente della giurisprudenza ( con sommo gaudio dei giovani avvocati rampanti che possono così pavoneggiarsi in TV sbandierando a sorpresa una sentenza di 28 anni prima “Carter contro Simpson” ..... che ribalta clamorosamente le convinzioni di giudici e giurati e l’esito del processo !)

- la Rivoluzione Francese e il suo motto “Liberté, égalité, fraternité” che hanno dato origine ai moderni Stati amministrativi democratici

- il sistema metrico decimale, inventato in Francia nel 1775 e adottato anche in Italia nel 1861, che ha consentito di compiere passi da gigante nei sistemi di calcolo e di trattamento dei dati; è tutt’ora in uso in quasi tutto il mondo ..... per la gioia anche dei bambini che, per passare da km. a metri devono solo aggiungere qualche zero ..... mentre gli USA s’intestardiscono a conservare “misure medioevali” per cui i bimbi americani, nonché gli adulti, per convertire 1 gallone (3,785 lt.) in once (0,059lt.) devono moltiplicarlo x 4 quarts x 2 pints x 16 ounces e per tradurre 1 acre (4047 m2) in inches (6,45 cm2) devono moltiplicarlo x 4840 yards x 9 feets x 144 inches (immaginate voi il percorso inverso, irto a questo punto di ben più ardue divisioni !)

- il Rinascimento Italiano che tanto ha influito su arte, scienza e tecnologia per i secoli successivi ..... ed infatti ancor oggi l’Europa tutta celebra il genio di Leonardo

- la musica sinfonica tedesca che costituisce tuttora un elemento portante della musica classica e che, grazie alla Nona Sinfonia di Beethoven, ha dato origine all’INNO ALLA GIOIA”, Inno Ufficiale dell’Unione Europea.

 

Ma l’Unione Europea non si è “accontentata” di ereditare segni di civiltà dal suo prestigioso passato ! Ha voluto e saputo aggiungerne di suoi, dandosi regole e strumenti innovativi che ne fanno l’area contemporanea più evoluta al mondo sul piano civile e sociale (ma purtroppo non ancora su quello economico e politico !).

Ha infatti deciso di essere una “ECONOMIA SOCIALE di MERCATO” : una formula inedita, non lontana dal neoliberismo, basata su un libero mercato che garantisce la libera concorrenza fra gli operatori di mercato escludendo tassativamente ingerenze statali che possano alterarla. L’intervento statale è viceversa finalizzato a creare e far rispettare le regole che lo garantiscono e non sono in alcun modo ammessi aiuti di Stato (ne sa e ne saprà qualcosa il nostro Paese con l’Alitalia !); lo Stato può eventualmente intervenire ma solo operando e finanziandosi come un qualsiasi privato ..... e senza generare debito pubblico.

Nella “CARTA COSTITUTIVA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA” vi è un preambolo che esprime chiaramente e fermamente i valori fondanti:

I popoli europei, nel creare tra loro un’unione sempre più stretta, hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.

Consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà ... e si basa sui principi di democrazia e dello stato di diritto. Essa pone la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dell’Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.”

Non tutto è già stato attuato al 100% (anche perché alcuni stati membri,come l’Italia, sono un po’ “pigri” e malati di “burocrazia ritardante acuta” !) ma diversi Paesi candidati non sono stati ancora ammessi proprio per la manifesta non rispondenza ad alcuni valori fondanti. La Carta prescrive infatti specificamente molti diritti fra i quali le libertà di circolazione, d’insediamento, di religione, di espressione e d’informazione, di associazione, ecc. , prescrive rigorosamente la parità fra uomini e donne (e la Commissione da il buon esempio con molte importanti Commissarie femmine !) nonché il divieto di discriminazione fondata su sesso, razza, opinioni, religione, ecc. (e infatti la Turchia non sarà mai ammessa !).

Prescrive anche il diritto a che la giustizia sia resa da giudici indipendenti ed entro un termine ragionevole (e per questo l’Italia viene frequentemente sanzionata dalla Corte di Giustizia Europea).

LAST BUT NOT LEAST” l’UE dimostra di essere particolarmente evoluta sul piano civile e sociale grazie al fatto che tutti i cittadini hanno diritto all’assistenza sanitaria gratuita in qualunque Paese dell’Unione essi si trovino; livello di evoluzione che non riscontriamo per esempio negli USA, dove ancor oggi decine di milioni di cittadini “poveri” non hanno accesso a cure qualificate gratuite ..... quando invece ne hanno particolarmente bisogno dato che vivono in condizioni spesso insalubri; eppure il “non lungimirante” Trump ha stoppato la riforma in tal senso positiva di Obama).

 

Discorrendo ora di IDENTITA’ EUROPEA mi viene in mente un commento sentito frequentemente (e non solo al bar Sport !) : “ ma come vuoi far comunicare fra di loro persone che neppure parlano la stessa lingua ? “ La perplessità è comprensibile ma io penso che un manager di Frankfurt che parla tedesco ed un metalmeccanico di Bologna che parla italiano possano convivere più facilmente di quanto possano fare un protestante bianco di Boston, un nero di Atlanta ed uno spanish di San Diego sebbene tutti e tre parlino inglese !

Vero è che tutti e tre diranno “I am american” ma solo perché sanno che conviene !

Ecco, io penso che anche i cittadini dei vari Paesi dell’UE dovrebbero incominciare a dire “sono europeo”, non tanto perché hanno un comune passaporto europeo ..... quanto perché consapevoli che conviene loro ..... e ancor più converrà ai loro figli.

Parlando di identità europea non sono molti, in definitiva, i fattori importanti che separano le varie popolazioni (p.e. le lingue) ..... mentre sono numerosi quelli che ci uniscono :

- il ricordo dei tragici conflitti del 1900 che hanno causato immani distruzioni materiali e morali ..... e che non vogliamo che vengano mai più neppure sfiorati

- la nostra comune “economia sociale di mercato” che punta allo sviluppo economico assortito però al progresso sociale, alla libertà d’impresa purché conciliabile con il rispetto dell’ambiente, alla crescita del benessere individuale ma non a discapito della solidarietà verso chi ha bisogno

- la laicità dei sistemi governativi che, senza rinnegare la forte componente cristiana originaria, garantisce appunto che tutte le opinioni, religioni e non religioni godano di pari rispetto e trattamento (lo dice un cattolico moderatamente praticante quale io sono).

 

Sul piano internazionale, ora che non esistono più gli imperi coloniali, le uniche entità che contano sono tutte Federazioni di Stati quali, per esempio USA, Russia, Cina, India e Brasile.

In virtù di quale miracolo dovrebbero realmente contare oggi e per di più potrebbero contare ancora fra 10/20 anni “piccole” nazioni scompagnate quali Francia, Germania, Italia, Spagna ?

Solo tribuni opportunisti e insinceri (questa volta non faccio nomi !) fanno finta di credere al miracolo di un’Italia che s’impone e conta in Europa (e perché no in Cina e nel mondo intero ?) grazie al fatto che il nostro ”Capitano” lombardo batte i pugni sul tavolo profferendo minacce e promesse che non attuerà (e gli altri paesi lo sanno !) ma che ci isolano ..... tanto che, alla successiva riunione del Consiglio Europeo, vedremo i colleghi esteri parlottare con il vicino quando i nostri rappresentanti faranno il loro intervento tanto “muscoloso” quanto inascoltato.

In buona sostanza non esistono motivazioni fondamentali (non sono tali quelle strumentali ed elettorali !) che impediscano di rendere più unite e collaborative le nazioni europee in una formula “unum in pluribus” ..... mentre sono evidenti i limiti e le carenze che deriverebbero dal perpetrare divisioni ormai “out of fashion”e masochistiche.

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