• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

Home page > Comunicati > Champions League: perché il PSG non è favorito assoluto per difendere il (...)

Champions League: perché il PSG non è favorito assoluto per difendere il titolo

L’edizione da poco conclusa della Champions League è terminata con il botto e l’edizione 2025-2026 promette scintille. Se il Paris Saint‑Germain indossa il vestito dei campioni in carica, non si presenta ai nastri di partenza come l’assoluto favorito per la vittoria finale. Accanto alla squadra parigina, infatti, si piazzano avversari di primissimo piano che puntano al trono europeo. D'altronde, le previsioni dei critici del pallone e anche le scommesse sulla vincente della Champions League credono maggiormente nelle possibilità di successo del Liverpool, cui fa seguito la squadra francese, tallonata strettamente da Real Madrid e Barcellona. Ma dietro a questi giganti, si muovono altre formazioni di spessore come il Manchester City, l’Arsenal e il Bayern Monaco, tutte squadre pronte a prendersi la scena in Europa. Il torneo si preannuncia scoppiettante in una miscela di esperienza, talento giovanile e strategie tattiche raffinate, con gli equilibri che si bilanciano tra favorite e sorprese.

PSG

Partiamo con i campioni in carica del PSG, che nella finale di maggio 2025 hanno letteralmente affossato l’Inter di Simone Inzaghi con un netto 5-0. I ragazzi di Luis Enrique sono giovanissimi e ambiziosi in grado di sfornare prestazioni straordinarie. Leve che sono state in grado di sorprendere anche i team e i giocatori più esperti della competizione. Tuttavia è sempre difficile ripetersi e addirittura vincere due volte consecutivamente una Champions League, è successo poche volte nella storia del calcio e solo a formazioni stellari. Per il PSG sarà complicata la strada che porterà alla finale.

Real Madrid

Il Real Madrid è certamente un colosso europeo: in bacheca ha 15 trionfi in Champions, nessuna squadra ha vinto come i blancos. Ma quest’anno la storia sarà un po’ diversa perché nonostante una rosa spettacolare il Real Madrid ha bisogno di un periodo di assestamento a causa dell’avvicendamento in panchina tra Carlo Ancelotti, diventato CT della nazionale del Brasile, e il nuovo arrivato Xabi Alonso, ex madridista e campione del Mondo con la Spagna nel 2010. Nessuno mette in dubbio il suo talento e la sua ambizione a vincere ma Alonso deve risolvere alcune grane prima di poter aspirare alla vittoria. Innanzitutto deve trovare una chiave per dare equilibrio alla fase difensiva, e poi deve trovare un modo per far coesistere in attacco troppi leader.

Liverpool

E passiamo al Liverpool che è invece proprio la favorita, seppur di poco, per la vittoria finale. Arriva da un’ottima stagione, culminata con la vittoria della Premier League e una fase finale europea affrontata con la solita ferocia. Il tridente Salah–Diaz–Núñez è pronto a imprimere il suo marchio su ogni partita, sostenuto da una squadra con grande personalità e solidità tattica. E chiaramente sul mercato si sta muovendo con la solita arguzia, accaparrandosi già giocatori come Frimpong e Wirtz. Sarà una bella lotta con le altre big del campionato perché tutte, Liverpool compreso, hanno grandi pregi ma devono convivere anche con delle fragilità che possono essere tattiche, di profondità della rosa, di ristrutturazione della squadra o delle mancanze tecniche. Tutti elementi che non fanno schizzare in alto tra le favorite nessun team.

Manchester City

Non si può poi non considerare il Manchester City tra le squadre più complete in circolazione: una rosa sterminata, tatticamente elastica e guidata da una garanzia come Pep Guardiola. I Citizens alternano continua intensità e brillantezza tecnica, dimostrando una capacità di lettura delle partite tra le migliori. Tuttavia l’eliminazione anticipata nella scorsa Champions ha lasciato non pochi strascichi e adesso c’è la pressione nel dover rimediare ad una annata del tutto negativa.

Barcellona

Il Barcellona a piccoli passi sta vivendo una rinascita post‑Messi. Dopo anni difficili che l’hanno un po’ messo ai margini dell’élite europea del calcio, il Barca sta trovando, con Xavi Flick alla guida, una personalità nuova, grazie anche a un mix di gioventù e talenti emergenti come Pedri e Yamal. Hanno ritrovato geometrie e controllo del gioco, tornando a competere con continuità ai massimi livelli europei. Tuttavia, la fase difensiva rimane un cantiere aperto: la retroguardia è spesso vulnerabile ai contropiedi rapidi, e l’esperienza in situazioni di massimo stress manca a molti suoi giovani protagonisti. L’acquisto di un difensore di affidabilità provata sarà fondamentale per puntare al titolo.



Pubblicità




Pubblicità



Palmares

Pubblicità