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Buon anno ai precari della Scuola con il futuro a tempo determinato

Mentre il presidente Mattarella, insieme al ministro Valditara, inaugura a Napoli l'inizio del nuovo anno scolastico, auguri ironici e malinconici a chi insegna sapendo che ogni anno la classe sarà un seme piantato per poi essere portato via.

"Da consumarsi preferibilmente entro, vedi la data di scadenza indicata sul contratto" questa è la dicitura che dovrebbero portare i piani didattici presentati dai migliaia di precari della scuola per i quali è iniziato, o sta per iniziare, il nuovo anno scolastico. I più fortunati hanno già ricevuto la nomina dalle Graduatorie provinciali, gli altri e le altre dovranno attendere la lotteria delle graduatorie di Istituto, con il telefono vicino, pronti a rispondere alle chiamate sperado che gli elenchi scorrano il più velocemente possibile. 

Ogni anno la cattedra si trasforma in una porta girevole, con volti che entrano ed escono, nuovi nomi da imparare, situazioni da comprendere e relazioni affettive che si costruiscono per poi sgretolarsi alla data di scadenza. 

Eppure la Scuola è iniziata con grandi proclami da parte del Governo che ha promesso 41.901 nuove immissioni in ruolo entro settembre 2025. 250 mila contratti a tempo determinato tra docenti e personale ATA sono i numeri che raccontano il precariato nella scuola di oggi. La quota di insegnanti a termine è raddoppiata in pochi anni: passando dal 12% del 2015 a circa il 24% nel 2023. 

Auguri di buon anno scolastico

Buon anno scolastico a quella mamma e a quel papà docenti precari che hanno deciso di avere figli con un contratto a termine, in un Paese dove le nascite sono in calo, ma nessuno capisce perché. Dove il primo "signor Presidente del Consiglio" -donna, madre, italiana e cristiana - preferisce ridurre l'IVA sui beni di lusso e aumentare quella sui pannolini. Buon anno ai precari e alle precarie che hanno avuto il coraggio e la fortuna di firmare un mutuo con un contratto a tempo determinato. Già, perché il coraggio non sempre basta, a volte serve la fortuna di avere qualcuno che faccia da garante per ottenere la fiducia delle banche, visto che i contratti si interrompono a giugno e ricomunciano a ottobre. Buon anno a chi, docente, ha superato i concorsi senza rientrare nei pochi posti disponibili e non ha trovato neanche una graduatoria ad attenderlo. Buon anno a chi dovrà spiegare cose importanti sapendo che tra qualche mese il registro potrebbe passare ad un altro. 

Una (ir)responsabilità Pubblica

«Il finanziamento statale non è assolutamente inferiore a quello di tanti altri Paesi europei, penso che in rapporto al PIL sia persino superiore alla Germania. È il finanziamento privato che invece è drammaticamente inferiore» afferma senza vergogna il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, dal palco del Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione. Eppure, i dati ufficiali dell'Eurostat, riportati anche dall'Istat nel rapporto "Italiani 2025", dimostrano come, in Italia, la spesa pubblica destinata all'Istruzione sia pari al 3,9% del PIL, ben sotto la media europea che si attesta al 4,7%. Tra i 27 Paesi UE, dopo di noi ci sono solo Romania e Irlanda. 

Come se non bastasse, secondo le normative sulle graduatorie, chi ha maturato tre annualità di servizio su sostegno o in determinate condizioni trova canali di accesso preferenziali; eppure la macchina delle assunzioni è complessa e soggetta a proroghe, interpretazioni e ritardi. Addirittura andrebbero assunti, ma qui non si vuole bestemmiare. In pratica: molti con esperienza pluriennale restano fuori dalla stabilizzazione per ostacoli procedurali, mentre lo Stato ricorre alle graduatorie per tamponare i bisogni immediati. Un metodo furbesco per risparmiare circa 4 mesi di stipendio all'anno che moltiplicati per migliaia di persone raggiungono un bel gruzzoletto, che comunque pesa sull'Inps per l'erogazione della Naspi, ma questa è un'altra storia. 

Il ruolo dei Sindacati

Buon anno scolastico anche ai sindacalisti che hanno firmato accordi, a loro dire "a naso turato", che continuano a umiliare la classe docente. Un gioco, oramai, antico, dove è impossibile non notare la contraddizione di chi negozia soluzioni tampone e che poi richiama alla lotta perché il tampone non è una cura. 

Non solo docenti

Oggi, numerose scuole affidano a operatori privati alcuni servizi essenziali come la refezione, le pulizie e talvolta attività sociosanitarie di supporto. La scusa è che l'esternalizzazione di questi servizi porti maggiore efficienza ed un risparmio per le casse dello Stato, ma è davvero così? Oppure, si tratta solo di altre professionalità rese precarie dal sistema di appalti e dal gioco delle cooperative? Ancora una volta, lo Stato rinnega la responsabilità rispetto a migliaia di lavoratori precari intrappolati in questo sistema. L'Autorità anticorruzione ha monitorato gare milionarie per la refezione scolastica, per un valore stimato di oltre 5,7 miliardi di euro nel quadiennio 2019-2022. A guadagnarci, però sono sempre gli stessi, infatti, delle 250 stazioni appaltanti esaminate, emerge che 19 operatori economici si spartiscono il 95% della torta

Chi ci rimette?

Non è solo una questione contrattuale, ma educativa. Studenti e studentesse perdono il diritto all'istruzione, ad un progetto che duri più di un campionato di calcio. Le famiglie perdono punti di riferimento e i docenti perdono la possibilità di misurarsi su processi di lunga durata. Tutto ciò pesa come un macigno sulle generazioni che dovrebbero costruire competenze solide per il futuro, il loro e dell'intero Paese. 

E allora, buon anno docenti precari, sperando che la società si scrolli di dosso la comodità dell'ignoranza indotta e pretenda una scuola Pubblica, stabile, degna e coerente con ciò che promette. Il quadro è nero ma non bisogna abbandonarsi allo sconforto: nelle vostre mani c'è anche la futura classe politica e dirigente di questo Paese. La competenza, la cura e la pazienza che mettete ogni giorno in aula sono mattoni per il domani. I sogni e le aspirazioni dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze sono nelle vostre mani. E non c'è contratto a termine che possa cancellare il valore di una presenza che ascolta, guida e ridefinisce orizzonti. 

Immagine generata con Canva

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