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Belgio: e poi dicono un "Paese in crisi"

Saranno anche senza Governo, c’avranno da pensare alle elezioni anticipate... Ma il tempo di far passare al Parlamento (e all’unanimità) la legge "anti-burqa" è rimasto. Ieri il Belgio, spaccato dalle dimissioni di Leterme e dalla questione linguistica, ha dato il via al percorso parlamentare per l’abolizione nello spazio pubblico dei "capi di abbigliamento che non rendono identificabili". E presto anche la Francia prenderà lo stesso provvedimento. 

Belgio: e poi dicono un "Paese in crisi"



Una questione di sicurezza

 Il Parlamento belga ha approvato, giovedì 29 aprile, la legge che vieta l’uso del burqa (anche se non è direttamente nominato) in tutti i luoghi pubblici. La norma, che era stata proposta dai liberali fiamminghi e francofoni, aveva già fatto l’unanimità il 31 marzo scorso. Ieri il provvedimento è passato con 136 voti e due astensioni. Un chiaro «Sì, lo voglio». La legge, se approvata, sarà un primo in Europa. Il Senato ha ora un periodo di quindici giorni per studiare la proposta, più un rinvio, eventuale, di sessanta giorni, per proporre emendamenti. Il fatto che il Governo sia in crisi e che presto le Camere verranno sciolte potrebbe far annullare il provvedimento. I soli a sollevare dubbi sono i Verdi, che hanno fatto sapere, dal loro capogruppo al Parlamento, Muriel Gerkens, che al Senato chiederanno l’intervento del Consiglio di Stato, riporta il sito belga 7sur7. Va detto che si tratta di un provvedimento altamente simbolico (e ci si domanda “per chi?”) visto che la maggior parte dei mussulmani che vivono in Belgio sono di origine turca o magrebina. A Bruxelles l’anno scorso sono state fermane 29 persone per aver infranto la “regola”. Formalmente, alla base del provvedimento, c’è il principio della riconoscibilità dell’individuo negli spazi pubblici. Una questione di sicurezza, appunto. Questo non toglie che i deputati in Parlamento abbiamo parlato di “diritto della donna a non essere rinchiusa in quella prigione”. È escluso dal provvedimento il Carnevale, salvo aver domandato prima apposita autorizzazione. 


E la Francia...

 Il Consiglio di Stato francese esaminerà, il 19 maggio prossimo, il provvedimento per il divieto del velo integrale. Il Governo aveva incaricato una Commissione parlamentare per studiare il problema, ed è ora pronto ad andare avanti. Secondo il quotidiano francese Le Figaro il progetto si concentra principalmente su due articoli che puntano a “punire le donne in maniera leggera” e a “sanzionare fortemente chi le obbliga”. Secondo il principio per il quale «nessuno nello spazio pubblico può coprire il suo volto» si può incorrere in multe fino a 150 euro o incorrere in uno «stage di utilità pubblica». La grande novità della legge francese è che instaura il delitto della «violenza, della minaccia e dell’abuso di potere o di autorità» per chi impone l’uso del burqa. In questo caso si può incorrere in un anno di prigione o in 15mila euro di ammenda. Il testo passerà al Consiglio di Stato (con valore consultivo) che, ricordiamo, aveva già rifiutato una prima proposta nel marzo scorso, ritenendo che mancassero i fondamenti giuridici. Importante, per il Governo francese, far passare il messaggio che il burqa non si rifiuta in nome della laicità – perché sarebbe un cattivo messaggio per la comunità islamica – anche se ancora non ha chiarito se si porterà avanti il tema della sicurezza o quello della dignità della donna.

Francesca Barca
Europa451
Foto: ✯Lia12/Flickr

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