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Dopo le proteste di alcuni comitati negli scorsi giorni guidati da Italia Nostra, che chiedevano la soppressione della stazione Chiesa Nuova della linea C, durante la presentazione della tratta t2 della metropolitana abbiamo chiesto se sia possibile far coesistere i cantieri della metropolitana con la tramvia TVA.
A rispondere è stato l’assessore Patané che ha precisato che nella convenzione stipulata con Metro C SpA è prevista l’opzione di traslare i binari della tramvia compatibilmente con le esigenze di cantiere. Una possibilità che avevamo già fatto emergere in tempi non sospetti e che è ampiamente documentata.
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La linea C, quindi, non blocca la TVA o viceversa.
Il punto sulla realizzazione della tramvia resta, dunque, squisitamente politico ed è qui che dovrebbe concentrarsi l’azione dei comitati: proporre e chiedere la realizzazione dei binari, non illudersi che fermando la metro C la TVA sarà miracolosamente salvata.
Su questo punto torneremo certamente nelle prossime settimane, visto che a 3 anni dall’aggiudicazione della gara iniziano a profilarsi seri rischi di cause in tribunale e ipotesi di danno erariale.
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Sono state avviate da Cotral due manifestazioni d’interesse per l’acquisizione di nuovi immobili e terreni edificabili per ospitare nuovi depositi a Velletri e Villa Santa Lucia (Cassino).
Le strutture ricercate dovranno soddisfare fabbisogni pari a circa 11.000 mq ciascuna, articolati tra uffici, officine, magazzini e piazzali esterni. Saranno valutate anche proposte con superfici leggermente differenti e, in via residuale, aree edificabili idonee allo sviluppo delle volumetrie necessarie.
I nuovi depositi rientrano nella strategia del piano industriale di Cotral, che punta al rafforzamento delle principali direttrici di trasporto, con una quota di collegamenti intra e intercomunali che saranno affidati a privati attraverso le Unità di Rete.
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Dopo lo scontro dello scorso novembre tra Ostia e Pomezia sul servizio invernale dello 07, cominciano a prendere forma i tagli previsti dalla riforma del trasporto pubblico locale del Litorale.
Con una nota il Dipartimento Mobilità e Trasporti ha deciso la soppressione delle fermate 70095, 30841 e 77384 all’interno del comune di Pomezia, dopo la sospensiva intervenuta alla fine di gennaio.
Lo 07 continuerà a servire parzialmente Campo Ascolano con l’ultima fermata superstite Po/Doria Riparia (77385) e Villaggio Tognazzi alla fermata della Litoranea (77206), salvo ulteriori possibili tagli.
La soppressione dello 07 nel comune di Pomezia era nata dallo scontro con il municipio di Ostia: secondo il presidente della Commissione Mobilità locale, Leonardo Di Matteo, era inaccettabile che Roma continuasse a finanziare un servizio nei confronti di un comune limitrofo senza ricevere alcun tipo di riconoscimento economico da parte di Pomezia.
Mancato l’accordo con il comune vicino, a Pomezia si dovrà fare affidamento alle sole 2 corse della linea 261 che collega la stazione Cristoforo Colombo della Roma-Lido.
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Si avvicina una nuova era per la sosta su strada. Come già anticipato lo scorso settembre, Atac ha avviato una gara per la sostituzione integrale dei parcometri in città, che passeranno dagli attuali 2.104 a 1.100: una diminuzione decisa per favorire l’utilizzo del pagamento tramite app e smartphone, ormai divenuta la modalità prevalente di pagamento grazie alla possibilità di estendere in maniera flessibile la durata del disco orario a distanza.
Attraverso i nuovi parcometri sarà anche possibile pagare le multe, le bollette e persino i biglietti dei musei capitolini.
L’atto, riporta il Corriere della Sera, sarà portato in giunta entro il mese di gennaio. Parliamo con tutta probabilità del nuovo contratto di servizio dei servizi complementari al trasporto pubblico, ovvero la gestione delle strisce blu e dei parcheggi di scambio, recentemente prorogato a pari patti e condizioni.
Tra le novità ci sarà anche la tariffa notturna per disincentivare l’uso improprio dei parcheggi di scambio, pari a 0,80 €/ora, e l'aumento dei poteri agli ausiliari di Atac. L’Amministrazione conta di eliminare l’odioso fenomeno di chi usa queste infrastrutture come box privati al modico costo di 250 € all’anno, ovvero il costo dell’abbonamento Metrebus.
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