link per la petizione , lettera del comitato acqua potabile, ADUC Ronciglione, AICS Ambiente Viterbo – lettere dei Sindaci di Ronciglione, Fabrica di Roma
il link per la petizione : https://c.org/4M2XsrtHqy
Lettera aperta alla Talete spa
Al direttore generale della Talete spa di Viterbo
E-mail: [email protected] Pec: [email protected]
Si rivolgono a noi moltissimi cittadini della Provincia di Viterbo, in particolare di Ronciglione e Caprarola, poiché hanno ricevuto fatture con importi da pagare rilevanti.
Chiedono alle nostre associazioni di mettere in atto iniziative per il rispetto dei diritti essendo questo il nostro scopo.
Ci interessiamo da tempo dei problemi dell’acqua: disinquinamento delle acque di superficie, laghi fiumi e mari; potabilità.
Con caparbietà e spese, siamo riusciti ad ottenere giustizia, con le sentenze della Cassazione, e quindi il pagamento da parte dagli Enti gestori: comuni e Talete di risarcimenti e rimborsi, per i cittadini.
Gli importi delle fatture emesse dalla Talete sono molto gravosi per le famiglie . Per l’abbassamento dei quali, sono necessarie altro tipo di iniziative.
Ciò però una cosa che riteniamo gravissima: le fatture emesse dalla Talete non informano correttamente ni rispetto i paesi, le località e i periodi in cui è stata distribuita acqua non potabile.
Come sanno bene i cittadini e chiaramente è senz’altro a conoscenza della vostra società e dei suoi dirigenti, l’ARPA LAZIO effettua analisi periodiche che invia alla ASL, che a sua volta invia ai Sindaci dei Comuni, con la lettera di richiesta, se l’acqua è ritenuta non potabile, di emissione di ordinanza di non potabilità.
Ciò significa che i cittadini non hanno altra scelta che servirsi di acqua minerale o del trasporto di acqua potabile per cucinare e bere.
In alcuni paesi, quali Ronciglione e Caprarola è anche poco consigliabile utilizzare l’acqua distribuita, attinta dal lago di Vico, anche per i servizi igienici. I residenti abitanti debbono approvvigionarsi spendendo denaro, per l’acquisto di acqua potabile con la speranza che i lavori annunciati risolvano finalmente i problemi e si effettui l’abbandono dell’attingimento di acqua dal lago di Vico, che come noto è interessato dalla crescita dell’alga rossa o planthotrix rubescens e di altre alghe che rilasciano tossine cancerogene. Di seguito per approfondire di più la conoscenza della drammaticità di questa situazione. Per vedere la colorazione del lago clicca qui di seguito: alga rossa o planthotrix rubescens al lago di Vico – Cafe Virtuel
“Le tossine cancerogene dell’alga rossa, come la microcistina LR, sono prodotte dalla Planktothrix rubescens e possono causare gravi patologie per la salute umana e danni alla flora e fauna. Queste tossine sono classificate dall’IARC come elementi cancerogeni di classe 2b. Le microcistine possono causare danni istologici al fegato, ai polmoni e ai reni e fungono anche da promotori tumorali. Le persone possono essere esposte alle tossine attraverso l’ingestione di acqua potabile contaminata, la balneazione, l’inalazione di aerosol durante attività ricreative in prossimità delle aree di fioritura dell’alga, l’assunzione di alimenti trattati e realizzati con acque contaminate, e durante i trattamenti di emodialisi. La fauna ittica e gli animali allevati in aree contaminate sono anch’essi esposti alle tossine. fimmgviterbo.org”
Detto tutto ciò riteniamo illegittime le richieste di pagamento per gli importi non calcolati correttamente che la Talete invia a cittadini quando viene distribuita acqua non potabile.
Vogliamo ricordare a tutti che la Cassazione si è pronunciata nel merito dell’acqua non potabile che scorre impropriamente dai rubinetti delle case degli utenti.
Tante le sentenze emesse, anche grazie alla ostinazione delle nostre associazioni. In particolare la sentenza (Cass. Civ., Sez. I, 04.02.2016 n. 2182) prevede, infatti, che in caso di disservizi nell’erogazione, l’utente ha diritto ad una riduzione del canone, nonché a ricevere un risarcimento per i danni subiti.
Inoltre In Italia, il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva europea e sostituisce il vecchio decreto, estende la responsabilità del gestore fino al rubinetto dell’utente e introducendo la gestione del rischio lungo tutta la filiera, con l’obiettivo di garantire acqua sicura e pulita, riducendo anche le perdite della rete idrica, mentre per l’acqua non potabile che arriva al rubinetto, l’utente ha diritto a una riduzione del canone e al risarcimento danni.
Ne consegue che, se l’utente si ritrova ad avere a casa acqua non potabile, il gestore non può richiedere che esso paghi per un servizio di cui non ha di fatto usufruito.
Pertanto chiediamo alla soc Talete di ritirare tutte le fatture emesse nel rispetto delle leggi in vigore ed emetta fatture con importi legittimi e con l’informazione corretta.
Distinti saluti.
Raimondo Chiricozzi Tel 3683065
Per le associazioni Aduc Ronciglione, Comitato acqua potabile, Aics Viterbo
20260117
ADUC RONCIGLIONE – COMITATO ACQUA POTABILE –AICS AMBIENTE VITERBO
[email protected]
clicca di seguito per leggere la lettera del Sindaco di Ronciglione alla Talete https://www.facebook.com/share/p/1QimJuL6Ay/
La lettera del Sindaco di Fabrica di Roma alla Talete

clicca per leggere la lettera del sindaco di Fabrica di Roma alla Talete
Oggetto: – Comunicato Stampa AEC – Association Europeenne des Cheminots – per la salvezza del Museo Ferroviario di Luino (Varese) lago maggiore Lombardia ( confine Italo – svizzero)
Comunicato Stampa AEC
L’Association Europeenne Des Cheminots – AEC- ( Associazione Ferrovieri Europei) esprime la propria solidarietà all’Associazione di Luino “Verbano Express” per la salvezza del loro Museo Ferroviario.
Il Museo Ferroviario del Verbano di Luino, gestito da oltre trent’anni dall’Associazione Verbano Express, si trova oggi ad affrontare un momento decisivo che rischia di comprometterne seriamente la sopravvivenza.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, le Ferrovie italiane avrebbero disposto la sospensione dell’attività ferroviaria storica presso la bella e storica stazione FS di Luino, chiedendo contestualmente all’associazione la sottoscrizione di un nuovo contratto di concessione. L’accordo prevederebbe un notevole canone annuo
Una richiesta di tale entità risulta insostenibile per un’associazione di volontariato che opera senza fini di lucro e che, per oltre trent’anni, ha custodito, valorizzato e mantenuto in perfetto stato un immobile storico di grande pregio, senza mai gravare sulla collettività. Un impegno continuo e appassionato che ha consentito di preservare un patrimonio ferroviario di rilevante valore storico, culturale e identitario per il territorio del Verbano.
Di fronte a questa situazione critica, appare indispensabile che siano individuate soluzioni concrete e condivise, capaci di garantire continuità e sostenibilità al Museo Ferroviario. Il futuro del Museo Ferroviario del Verbano non riguarda soltanto un’associazione, ma chiama in causa l’intera comunità locale di Luino e la responsabilità collettiva di salvaguardare un patrimonio storico unico, che merita di essere tutelato, valorizzato e trasmesso alle generazioni future.
Gen ( riserva) del genio ferrovieri
Mario Pietrangeli
Vice Presidente Nazionale AEC e Ideatore Premio Ferroviario Europeo “Euroferr”
3358412707
Nella storia ci sono state molte rivoluzioni, forse la più clamorosa è stata quella industriale. Recentemente quella digitale, adesso è in atto quella intelligente, artificiale ma intelligente. Cosa cambia con l’avvento dell’intelligenza artificiale? Molto
Tutti i lavori che prevedono “leggere le carte” e trarre conclusioni stanno per sparire perché l’intelligenza artificiale lo farà in modo molto efficiente.
Saranno sempre in grandissima richiesta idraulici, elettricisti, muratori, parrucchieri, estetisti, addetti alle pulizie, factotum etc.

Quella dell’intelligenza sarà la rivoluzione delle partita IVA contro i dipendenti pubblici. Il lavoro sicuro al caldo sarà rimpiazzato dall’intelligenza artificiale.
Sui camerieri non sono sicuro. In Giappone ci sono i ristoranti chiamati Kura Kura Sushi: ci si siede e si hanno due opzioni: prendere al volo un piattino di pesce crudo già pronto che gira su un nastro o ordinare da una lista digitale ed il piattino arriva su altro nastro scorrevole. Anche in Italia, in molti posti, si ordina con il tablet. Presto molti avranno nastri scorrevoli che arrivano fino ai tavoli. Alla fine di tutto quello italiano non diventerà un popolo di camerieri.
Sulle sorti di altro gruppo sono sicuro: una enorme fetta di dipendenti comunale sarà presto obsoleta. Future generazione non avranno neanche la possibilità di “ambire al posto fisso” in comune, provincia, regione o al ministero. Non sono certo un tecnico e la stima potrebbe essere complicata ma almeno il 70% dei posti statali sarà eliminato. Praticamente il dipendente- funzionario che scrive la gara o il bando, controlla le carte, verifica la rendicontazione e cose simili, diventa un peso perché l’intelligenza artificiale può fare tutto più velocemente e senza rischi di “favori”.

Una mia giovane amica è da poco entrata in comune, quale sarà il suo destino?
O accetta di fare sportello 5 giorni la settimana con due rientri in modo da “aiutare” qualcuno che non capisce cosa l’intelligenza artificiale ha deciso per lui o sarà presto costosa, superata ed inutile. Tutti i dipendenti-funzionari che “lavorano” in ufficio, lontano dal pubblico, avranno bisogno di nuova “destinazione d’uso”.
Questa mi sembra una enorme possibilità.
L’Italia è il paese più ricco al mondo per arte, cultura, storia e monumenti. Le nostre produzioni artistiche spaziano su tutti i campi. Siamo una società eclettica e versatile, un pochino fossilizzata al momento, ma capacissima di tutto. Se vuole sopravvivere, il dipendente comunale deve accettare di diventare “agente del bello”. Non dipendente della sovrintendenza, ne abbiamo anche troppi e sinceramente credo che abbiano troppo potere. Intendo dire che i funzionari-dipendenti statali debbono mettersi i guanti e pulire, preservare, esaltare rendere fruibile l’immenso patrimonio artistico-culturale italiano. A volte anche prendere la scopa e pulire la chiesa aperta al pubblico o l’archivio statale di cui sono il solo dipendente.
All’eta di 8 anni, mia figlia si professò sciampista nell’animo. Disse che l’unica maniera che le sembrava degna per spendere una vita fosse di dedicarsi a fare i capelli per vivere.
Erano tempi non sospetti e di intelligenza artificiale non si parlava. Oggi mostra aver intuito. Credo che le nuove generazioni avranno sempre un passo in più. Credo che la rivoluzione stia arrivando e di certo i vecchi come me non sono ne pronti ne capaci di gestirla. Largo ai giovani. Anche l’intelligenza artificiale sarà una forma di progresso e avremo problemi a gestirla. Di certo non più dipendenti comunali e sempre più idraulici. Mi spiego per evitare confusioni: la repubblica Italiana è fondata sul lavoro e tutte le forme dello stesso sono molto più che dignitose e degne di massimo rispetto. Il punto è almeno provare a guardare al domani. Ancora una volta cambia molto intorno alle nostre vite, proviamo a farci trovare pronti?
Oggi nel fare gli auguri di buon compleanno ad un nipote mi sono sorbito una lezione sull’origine della parola Calendario, sulla poca importanza delle date e sugli arbitrari concetti di regolazione del tempo che passa. Adoro mio nipote e come sempre quando qualcosa mi disturba capisco che ci sia di che riflettere.
Quest’anno Viterbo si è presentata scintillante per la fine dell’anno del Giubileo. Piazze coloratissime e mura-porte illuminate per la prima volta hanno accolto turisti e cittadini. Foto, video e reportage hanno invaso i social ed il web e la Vetus Urbs ha attratto attenzioni da sempre più lontano. Ogni parabola ha un culmine ed una parte in discesa. Appena finiti i fasti natalizi la città si adagia su quello che potrebbe essere definito il riposo del guerriero ma che nel nostro caso è il ritorno al torpore medievale che per noi è un pò il grembo materno. In mancanza di stimoli ritorniamo nella posizione fetale, chiusi in noi stessi, avvolti da un senso di protezione forse innaturale.
Va bene così? Possiamo riposarci e bearci dei risultati acquisiti? Ecco la riflessione mossa dalle invettive del nipote ciarliero. Dobbiamo trascurare il calendario, non avvertire il tempo che passa e non pensare alla prossima stagione?
Ricordo al tempo della pandemia che invitavo i padroni di case in centro, ad aggiungere un bagno in camera ed adibire sempre più appartamenti alla ricezione.
Un mio amico mi ha detto che almeno 100 strutture ricettive a Viterbo sono solo camera e bagno. Ottimo. Mi piacciono da morire le coppie giovani che scoprono Viterbo e la Tuscia mentre sono mossi da ardori ancestrali e sognano di creare una famiglia. Bene ma non basta.
No, non possiamo bearci di nulla.
Viterbo subisce un “ dottor Jekyll and mister Hyde”. La città ha due velocità. Da una parte bellezza, turismo ed attrattività. Dall’altra molto lasciato al caso, mancanza di progettualità e direzione-identità non definita.
La città non è pronta per il turismo che riceviamo. Mancano parcheggi, bagni pubblici, punti di street food, informazioni turistiche organizzate e sinergie con la Tuscia.
I tanti punti di ricezione vanno bene ma debbono consorziarsi; presentare ai futuri ospiti motivi per venire a Viterbo tutto l’anno; esigere coordinamento con le istituzioni almeno su come spendere la tassa di soggiorno che continua a crescere.
Più importante di tutto: dobbiamo rimboccarci le maniche. Dobbiamo presentare Viterbo meglio, pitturare la facciata malandata, aggiustare il portone sgangherato, chiedere un nuovo e bellissimo cestino per sotto casa, fare re-styling sia della struttura ricettiva che del ristorante. Se non abbiamo strutture ricettive e non ci dedichiamo al turismo, interveniamo su finestra balcone o portone: fiori fiori fiori. Costano poco e sono bellissimi. Con €5 di investimento si possono comprare 6 piante di Sulfine che a maggio saranno meravigliosi punti colorati. Fate qualcosa di bello. Pensateci, provateci, chiedete aiuto…. Fate qualcosa. La primavera deve trovarci pronti.
Nel frattempo a piazza San Pellegrino, nel cuore medievale di Viterbo, la tavola odiata dal Professor Chiossi, è ancora li da tre amministrazioni: Michelini, Arena e Frontini.

2026: l’anno delle cose facili 2
Credo che la capitale della cultura europea sia un bel sogno.
Credo che la città stia cambiando a ritmo sostenuto.
Credo che la vetus urbs sia diventata turistica anche se culturalmente stentiamo a fare il salto di qualità o almeno ad adattarci. Dire che non pianifichiamo o che ci facciamo sorprendere spesso, penso, sia molto più che lecito. Personalmente credo che non ci creiamo il problema.
Del resto molti detti popolari ci guidano: “finché dura fa verdura”, “squadra che vince non si cambia”, “finché la barca va..” Ci è richiesto un nuovo approccio culturale.
Visto che non sarà facile, intanto pensiamo alle cose facili: un punto di ristoro di fronte al Palazzo Papale ed i bagni pubblici per iniziare. Obiezioni? Questi due piccoli interventi ci metterebbero in corsa. Non più città turistica per caso.

Sempre tra le cose semplici, ci sarebbe molto da fare sia da parte dei privati che dalle istituzioni. Su questo siamo d’accordo tutti. Giusto?
Ma la vita, quella che da grandi soddisfazioni non è facile. Ci sono aspetti molto più complicati. Abbiamo il dovere morale di notare i problemi più seri. Il primo fra tutti: solo 6 anni fa in Italia sono nati almeno 500.000 bambini. Nel 2025 meno di 400.000. Non è certo facile risolvere il problema della bassissima natalità italiana o viterbese ma non significa che funzioni l’approccio dello struzzo. Possiamo almeno provare a concentrarci su un solo aspetto? Credo che comunicare, indicare o sognare un direzione comune potrebbe portare conseguenze sempre più importanti: cosa vogliamo la città diventi in 5, 10, 20 anni?
Se così riuscissimo almeno a dire, qualcuno potrebbe iniziare a programmare, pianificare, e, perché no, fare qualche bambino.
Provo a spiegarmi. Qualche illuminato si lamenta che l’Italia sta per diventare una terra di camerieri. Non credo sia un problema, anzi. Se un ragazzo-a iniziasse a farlo e si trovasse bene potrebbe anche pensare di sceglierlo come carriera anziché considerarlo lavoretto part time e pensare di costruire una famiglia. Stessa cosa per la gestione di qualche B&B o di servizi per i turisti. Continuare a domandarci se il turismo sia una realtà o meno è una stupidaggine. Basta chiedere a chi lavora con gli ospiti: hanno difficoltà a servirli o trovare personale sufficiente per servirli. Ovviamente sperare di poter selezionare tra il personale da assumere quello più qualificato è un sogno.
Appunto, qualche ragazzo-a potrebbe decidere di studiare ricettività ed ospitalità. Va benissimo qualsiasi indirizzo di studi ma dobbiamo smettere di intendere come dequalificante lavorare al servizio del turismo. Pensate alla catena Hilton, come pensate abbiano iniziato?
C’è un nuovo mondo fuori e dentro le mura fatto di possibilità e di voglia di fare. La nuova ricchezza è nella trasformazione e nei servizi che non può fare l’intelligenza artificiale.
In realtà esiste anche molto di più. Solo qualche giorno fa la vicepresidente del parlamento Europeo, On. Antonella Sberna, ha lanciato l’dea di un corso di laurea in progettistica europea.

Antonella Sberna
Quelli del PNRR, circa 60, sono pochi milioni al confronto di quello che si potrebbe portare in terra di Tuscia con progetti e pianificazione seria: storia, paesaggio e cultura ne abbiamo di meravigliosi. Ma dobbiamo crederci. Il posto fisso o la ricchezza facile dei commercianti non è di questo secolo. Pensateci un attimo: quanto stress sparirebbe dalla nostra società se i cosiddetti “lavoretti” connessi col turismo diventassero carriere? I ristoratori potrebbero scegliere tra personale qualificato e pagarlo adeguatamente, molti giovani avrebbero una carriera e qualche imprenditore investirebbe. Sembra complesso ma è molto facile: fare il cameriere è una carriera come un’altra. Proviamo a dirlo tutti?
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