Vado in missione (fuori dalle mura di Viterbo) per comprare le Pesche alla Pasticceria Primavera (Viterbo) gestita dalla famiglia Gobattoni di San Martino: Eccezionali.
Le dovevo portare per mangiare insieme alle mie amiche di Viterbo Mia, Maura Trincia e Carla Crispino. Proviamo a mangiare le tre Pesche ma sono troppa roba. Entra Giovanni Pecorari pres. della proloco di Pontelagoscuro, Emilia-Romagna, Italy, Comune di Ferrara. Gli offriamo mezza pesca. Vuole assolutamente portarne una alla moglie. Ovviamente gliela regaliamo. Ha promesso di ritornare e forse portiamo la mostra sulla #violenzasottile a Ferrara. Le Pesche sono un delle tante cose che mi mancano quando sono lontanissimo dalla città che tengo stretta al cuore. Come dice Massimiliano Biagioli, King dei Lamponi, la ricchezza del nostro cibo non è seconda a niente e nessuno. Con Giovanni Pecorari ho fatto anche un video in diretta sulla porchetta (Vedi profilo di Giulio Della Rocca su Facebook)
Mi risponde sotto ad un post e dice :” Confermo tutto. Viterbo e la Tuscia sono
un tour tra storia, paesaggi mozzafiato, natura, città e borghi stupendi. La gastronomia poi è irresistibile, ne daremo conto nei prossimi post dedicati a questo (ennesimo) straordinario viaggio in Italia.”
La mia posizione è quella dell’uomo semplice. Per fare il turismo ci voglio tre P (Parcheggio, Pipì e Pappa). Se il cibo è competitivo e buonissimo come il nostro esiste la distinta possibilità che le altre P siano meno importanti.
Anche senza servizi al meglio siamo competitivi. Non servono necessariamente le terme che comunque sono migliorate sia per numero che per offerta. Abbiamo una infinità di prodotti agricoli fantastici, la nostra gastronomia è almeno buona, in alcuni casi ottima. Gelato, Mozzarella, Cioccolato e pizza bianca sono insuperabili. Basta promuovere quello che abbiamo per avere successo assoluto. In tutto il mondo tutti mangiano due o tre volte al giorno. Diciamo loro che in Tuscia si mangia meglio e che gli occhi si riempiranno di bellezza come il palato di gusto e bontà naturali.
Certo certo certo, capisco perfettamente. Sembra che la politica preferisca litigare e che mettere d’accordo 60 comuni è quasi impossibile. Ci provo tutti i giorni con pessimi risultati. Ma credo nei singoli, uomini e donne di buona volontà, sinceramente legati al territorio che vorrebbero fare molto. Ne conosco parecchi.
Dico spesso che fare rete significa saper fare, al momento giusto, un passo in dietro. Dobbiamo lasciar brillare gli altri. Certo, facile a dirsi. Ma il risultato ci aspetta. L’alternativa è triste e lugubre.
Puntiamo sul cibo, sui vini, sui piatti e sulla bontà dei nostri manufatti di artigianato culinario. Questo la nostra ricchezza da sempre, questo il nostro futuro.
Nel solo 2025 il centro AntoViolenza Penelope, del comune di Viterbo, ha preso in carico 32 donne vittime di violenza. Dall’apertura più di 400 sono stati i casi. Sembra incredibile dover costruire, nel XXI secolo, una organizzazione per supportare donne sottoposte a gravi casi di abusi in quella che sembra una cittadina di provincia, sonnolenta e pigra. Istituzionalmente sia la provincia di Viterbo, con la consigliera di pari opportunità, Dominga Martinez, che il comune di Viterbo, con la consigliera di pari opportunità e conciliazione, Melania Perazzini, sensibili a tanto scempio, hanno creato una vera e propria rete di supporto. Il centro anti violenza sopra citato, l’associazione Kyanos, l’associazione Erinna agiscono costantemente. Anche il vernissage della mostra contro la Violenza Sottile a via San Lorenzo n 18, Viterbo, è stata l’occasione per un “colloquio”, della responsabile del Centro, Marta Nori, con una donna che voleva saperne di più. Maria Rita de Alexandris ha fatto coro alle altre colleghe augurandosi di diventare rete di prevenzione anziché di pronto intervento.Il numero telefonico per la prima richiesta di aiuto è il 1522 come ricordato dalle presenti.
Questa inquietante malattia della nostra cultura ha radici in atteggiamenti, convinzioni, parole, gesti che nel quotidiano feriscono le donne, spesso, senza consapevolezza da parte di chi offende. Sono raccolte nell’espressione “La Violenza Sottile”. La mostra è prima di tutto una richiesta di aiuto agli artisti per attirare attenzione mediatica su fenomeno tanto diffuso quanto odioso.
Sabato 7 marzo 2026, a via San Lorenzo n 18 Viterbo, ospite della AEGallery*, ha aperto le porte la mostra-premio internazionale delle arti contro La Violenza Sottile con il patrocinio di Regione Lazio, Provincia di Viterbo, Assessorato ai servizi sociali del comune di Viterbo e la consigliera di pari opportunità della provincia di Viterbo organizzata da Tuscia in Fiore ETS. Alla presenza delle sopra citate autorità, supportata da assessori e consiglieri del Comune di Viterbo, la assessora ai servizi sociali, Rosanna Giliberto, ha descritto in dettaglio la rete creata dal comune per i casi sopra citati. L’evento ricco e colorato, nonostante l’argomento delicato, è solo il primo giorno. La mostra, è aperta tutti i pomeriggi dalle 16:00 alle 20:00 ad ingresso libero, prevede visite guidate da psicologa-o e avvocata-o per le scuole Fantappiè ed Egidi, nelle mattine da lunedì 9 a venerdì 13 marzo 2026. L’evento ha la preziosa collaborazione del Centro AntiViolenza Penelope, l’Associazione Erinna, l’Associazione Kyanos, Ordine degli Avvocati di Viterbo, Ombre festival, Istituto Fantappie, Istituto psicologico europeo.
Eventi nell’evento:
Già da ieri, Sabato 7 marzo 2026, ad ogni visitatore è proposto riempire un formulario con le impressione ricevute dalla mostra.
L’evento, creato da Tuscia in Fiore con la direzione logistica del professor Nuccio Chiossi e quella artistica della professoressa Laura Principi, ha raccolto proposte artistiche da America, Asia, africa ed Europa. Si conclude domenica 15
marzo 2026 alle ore 18:00, con la premiazione dei vincitori della mostra premio alla presenza delle autorità. Tutti gli enti coinvolti stanno valutando di trasformare l’immagine vincitrice della mostra premio delle arti in un murales a Viterbo in un punto di massima visibilità. Sponsor cercansi.
* AEGallery messa a disposizione da Eleonora Bonucci ed Andrea Serinelli
Viterbo e la provincia, sembrano sonnolenti e pigre. Le stagioni passano tranquille con sagre e feste tradizionali. Ogni anno il calendario è prevedibile e ripetuto. Tutti a Viterbo aspettano Santa Rosa, poi il Natale ed ovviamente San Pellegrino in fiore. In provincia i nomi degli eventi sono diversi ma la normalità è di casa. L’agricoltura è l’attività più diffusa e si vive degustando i prodotti di madre natura. In fondo siamo semplici ed abitudinari. Ci si conosce tutti. Una grande comunità dove prendere il caffè con una amico è fatto quotidiano e sappiamo di poter contare sugli affetti sicuri, che siano famiglia o amici fraterni.
Forse la descrizione di qualsiasi provincia italiana.
Eppure la cronaca italiana è squarciata da femminicidi, violenze di genere ed abusi gravi.
Sembra impossibile sovrapporre le due realtà. Noi, italiani, il popolo che ha portato il bello nel mondo col rinascimento, i padri culturali di Leonardo da Vinci e di Michelangelo, i padri scientifici di Galileo Galilei e di Enrico Fermi, noi, che da sempre siamo un faro per un pianeta che cerca il bello, il buono ed il fascino, noi, conviviamo con una sottocultura che non riesce ad avvicinarsi alla sostanziale parità dei sessi e le cui espressioni peggiori diventano fatti di cronaca nera terribili.
Negli ultimi mesi, Tuscia in Fiore ETS, di cui sono il presidente, ha organizzato la mostra-premio internazionale delle arti dedicata alla “Violenza sottile”. Grande attenzione, addirittura opere da 4 continenti, e coinvolgimento di una enorme rete locale. Sembra la mostra abbia toccato un nervo scoperto. Di sicuro non sono la persona giusta per parlare del sottobosco culturale le cui espressioni peggiori sono i sopracitati atti immondi di violenza. Forse il mio amico, il sociologo Francesco Mattioli, o qualche illuminato, ci può spiegare questi aspetti duplici della nostra cultura. Ma come è possibile che il centro anti Violenza Penelope, guidato da Marta Nori, debba prendere in carico funzionarie statali perché debbono fuggire dal marito. Da una fascia così alta della borghesia ci si dovrebbe aspettare ben altro. Neanche tanto lontano, ad Anguillara, l’ingegnera e funzionaria delle Poste di 41 anni, Federica Torzullo, mamma di un bambino di 10 anni, è stata uccisa lo scorso gennaio con 23 coltellate dal marito Claudio Carlomagno, dal quale la donna si voleva separare. Che mondo abbiamo creato?
Due riflessioni.
-1- Mi sento in colpa. Ho ormai quasi finito l’età delle decisioni e lascio a mia figlia un mondo in cui deve aver paura. Fra poco non sarò più in grado di contribuire ed ho poche speranze di fare qualcosa di buono nel tempo restato.
-2- Tutte le psicologhe hanno insegnato a me ed alle tante classi di ragazzi e ragazzi delle medie che sono venute alla mostra a stare attenti alle parole, ai rapporti basati sulle disparità ed non accettare abusi, anche se piccoli. Serve pensare sempre prima di agire.
Ci raccontano che il tempo che passa dal primo abuso alla denuncia è in media 5 anni. I casi di violenza in un decennio sono più di mille. La provincia, il comune, anche l’università UNITUS, si muniscono di consigliera per le pari opportunità, finanziano centri di presa in carica e creano tavoli permanenti per combattere gli aspetti estremi. Solo l’associazione Kyanos è gestore del Centro Antiviolenza Penelope istituzionale del Comune di Viterbo, della Casa Rifugio Fenice e degli sportelli antiviolenza dei Comuni di Orte e Montefiascone. L’associazione Erinna fa altrettanto. Mi sembra una epidemia dilagante. Ci serve una rivoluzione culturale.
Non sono all’altezza neanche di sognare una soluzione ma credo che dobbiamo tener la guardia alta tutti i giorni. Credo le molte associazioni si dedicano ed aiutano quando serve. Però abbiamo bisogno di un simbolo, di un messaggio, di una immagine che ci ricordi sempre del problema e della nostra assuefazione. Dobbiamo aggiustare la cultura. Repetita iuvant. Ci serve un murale enorme con l’opera vincitrice che sia di fronte agli occhi di tutti. Serve che tutte le scuole della provincia di Viterbo vadano almeno un giorno in gita al murale e che se lo ritrovino di fronte agli occhi crescendo. Possiamo di sicuro educare una generazione.
Mi aiutate? Cerco Sponsors.
Il centro di anti violenza Erinna, dalla sua nascita negli anni 90, ha preso in carica migliaia di donne. Nel solo 2025, i casi sono stati 35 che si sommano a quelli del centro antiviolenza Penelope, 32, dello stesso anno. A fianco a questi altri centri di antiviolenza agiscono a Viterbo e provincia. Una rete che, con il supporto delle istituzioni locali e nazionali, porta avanti una battaglia agli abusi ed alle violenze di genere nascosti all’ombra di una cultura Inquitante.
La mostra-premio internazionale delle arti la “Violenza Sottile” ha portato alla luce questa realtà. L’obiettivo dichiarato è una ambiziosa spinta culturale verso la sostanziale parità impossibile se la cultura stessa nasconde parole, gesti ed innuendi che sottendono disparità che feriscono senza la consapevolezza del “Carnefice”, appunto la violenza sottile.
Il risultato è stato cercato con molti approcci: i primo luogo grazie alla partecipazione delle operatrici dei centri agli incontri, intensi ed importantissimi, con i ragazzi degli istituti Fantappiè Egidi e Vanni. Non solo. Durante il vernissage, alla AEGallery*, via san Lorenzo 18 a Viterbo, sabato 7 marzo 2026, e la premiazione finale, domenica 15 marzo 2026, gli apprezzatissimi interventi delle delegate della provincia di Viterbo alla parità di genere, Dominga Martinez, e del comune di Viterbo, Melania Perazzini, sono state affiancate da Marta Nori dell’associazione Kyanos che gestisce per il comune di Viterbo il centro Antiviolenza Penelope.
La mostra premio, organizzata da Tuscia in fiore, con la preziosa collaborazione di il Centro AntiViolenza Penelope, l’Associazione Erinna, l’Associazione Kyanos, Ordine degli Avvocati di Viterbo, Ombre festival, Istituto Fantappie, Istituto Egidi, Scuola Vanni, Istituto psicologico europeo, ha ricevuto proposte artistiche da Africa, America, Asia ed Europa.
Sono stati 9 giorni intensi tra attività didattiche, artistiche e ricreative.
Oltre i sopra citati istituti con le visite guidate il programma ha previsto:
Piccola nota: due rappresentanti di una associazione di Anguillara “Zitta Mai” che si dedica alla violenza di genere, nel pubblico della performance di venerdì, ha stabilito contatti sia con l’assessore ai servizi sociali di Viterbo, Rosanna Giliberto, che con Massimo D’alessio del centro danza per esportare le buone pratiche messe in campo. Anguillara è tristemente famosa per un caso di femminicidio: Federica Torzullo, l’ingegnera e funzionaria delle Poste di 41 anni, mamma di un bambino di 10 anni, uccisa lo scorso gennaio con 23 coltellate dal marito Claudio Carlomagno, dal quale la donna si voleva separare.
La serie di attività si è conclusa, domenica 15 marzo 2026, con la premiazione delle opere vincitrici, selezionate da giuria popolare e giuria tecnica che hanno ricevuto una targa ricordo donata da Ombre Festival.
Nello specifico:
La montagna da scalare è alta e perigliosa ma con il supporto di tutti possiamo debellare questa pratica culturale, la violenza sottile. L’opera vincitrice deve diventare un murale in un punto di altissima visibilità a Viterbo, per ricordare continuamente a tutti le buone pratiche. Solo costringendoci a pensare possiamo scalare la montagna. Sponsor cercasi.
*AEGallery spazio prestato a Tuscia in Fiore da Andrea Serinelli e Eleonora Bonucci.
Comunicato Stampa AEC


La XII Maratona Ferroviaria (edizione 2026 quest’anno dedicata alla Pace) a cui partecipa da sempre l’Association Europeenne des Cheminots – AEC – quest’anno partirà da Pescara poi farà sosta di un giorno ( il 29 maggio) alL’Aquila Capitale della Cultura Italiana 2026, dove alle ore 1930 nella sede del Consiglio Comunale, il vertice di AEC consegnerà al Sindaco dell’Aquila: signor Pierluigi Biondi, il Prestigioso Premio Ferroviario Europeo “Euroferr”, per arrivare poi ad Assisi in omaggio a Francesco, proprio in occasione degli 800 anni dalla sua morte Nella Stazione FS di Assisi alle ore 1200 del 31 maggio 2026 sarà consegnato al sindaco Valter Stoppini, il Prestigiodo Premio ferroviario europeo “Euroferr” che è destinato alle Stazioni di rilevante interesse storico, culturale e turistico nonché’ archeologico. Le stazioni da AEC non sono solo considerate punti di transito ma porte magiche di ingresso in territori meravigliosi ricchi di storia e cultura. ( locandine con il programma delle Cerimonie Euroferr in ALLEGATO) Sito riferimento AEC : www.aecitalia.org ; Pagina AEC di riferimento per il Premio Ferroviario Europeo “Euroferr”: https://www.aecitalia.org/web/euroferr/ Pagina e SITO di riferimento di AMODO ( Alleanza Mobilità Dolce ) : www.mobilitadolce.net ;
Mario Gen Pietrangeli
Vice Presidente Nazionale AEC E ideatore Premio Ferroviario Europeo “Euroferr” 3358412707
Gruppo di Lavoro Premio Ferroviario Europeo “Euroferr “:
Oreste Varone di Roma Consigliere Nazionale AEC e Segretario Regionale AEC Lazio
Ingegnere Gennaro Bernardo di Milano Segretario Nazionale Amministrativo AEC
Antonio Garruto di Ancona Segretario Regionale AEC Marche – Umbria
Gino Miele di Cassino Segretario Amministrativo AEC Lazio
Margherita Sardella di Torino Segretaria Nazionale AEC e Segretaria Regionale AEC Piemonte e Valle D’Aosta
Per conto del : Presidente Nazionale AEC Vito Visconti di Bari
AgoraVox Italia