La multinazionale americana Monsanto, spesso al centro di polemiche, è tra le principali compagnie che si occupano di biotecnologia. E diplomatici americani si occupano dei suoi interessi in Europa.
Ha corrotto alti funzionari in Indonesia “per evitare valutazione di impatto ambientale” sulla sua produzione di cotone.
In India una società affiliata alla Monsanto impiega bambini a paghe bassissime (18 Rupie al giorno, circa 30 centesimi di euro) ed esponendoli a pericolosi pesticidi.
Il documentario “The World Accordino to Monsanto” (Il mondo secondo la Monsanto) evidenzia l’immoralità e la corruzione di questa compagnia.
Wikileaks rivela come alcuni Diplomatici USA siano coinvolti negli affari della Monsanto.
In un cablogramma del 2007, l’ex ambasciatore statunitense in Francia, Craig Stapleton, chiede al proprio governo di punire gli stati Europei che si oppongono alle coltivazioni Geneticamente Modificate.
Secondo Stapleton l’Europa non sta facendo passi avanti a favore di queste coltivazioni. In particolare la Francia, Italia, Austria e la stessa Commissione Europea. È preoccupato soprattutto per il comportamento della Francia che ha sospeso la coltivazione di MON 810 (varietà di mais geneticamente modificato, sviluppato dalla Monsanto Company). La Francia è accusata di avere un ruolo leader in Europa.
Il diplomatico USA raccomanda di organizzare attentamente “una serie di ritorsioni” che causi “un po’ di sofferenze in Europa” e ciò viene visto come “responsabilità collettiva”. Invece quanto viene considerato in Europa come “principio di precauzione” e “interesse comune” per l’ambasciatore sono precedenti pericolosi.
Da un lato raggirerebbero “decisioni scientifiche” (ma non spiegherebbero la volontà di ritorsioni), dall’altro si dichiara più apertamente che intaccherebbero gli “enormi affari” Americani nel continente europeo.
Per Stapleton la via delle ritorsioni (credo sarebbe meglio tradurre rappresaglie) servono a chiarire che la strada intrapresa “ha costi reali per gli interessi dell’UE” e può servire a “rafforzare le voci europee a favore delle biotecnologie”.