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di l’incarcerato (sito) lunedì 16 maggio 2011 - 1 commento oknotizie
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Umbria-gate: come l’inchiesta della Magistratura ferma un movimento

La Pm Comodi, prima della sentenza: “so che nessuno è mai stato condannato per essere membro della Federazione Anarchica Informale, sono certa che questa sarà la prima volta”

Da un po' di tempo si parla tanto della regione Lombardia come epicentro della 'ndrangheta. Vuoi per questioni politiche, vuoi perché ne ha parlato Saviano in una trasmissione con ben dieci milioni di telespettatori, si parla ben poco della "regione verde", dell'isola felice chiamata Umbria.

Ne ho parlato a lungo, ma visto il periodo ove vige una forte presa di posizione di difesa senza se e senza ma della Magistratura, noi stiamo perdendo quell'obiettività e onestà intellettuale che serve per poter garantire quello Stato di Diritto sempre più utopico nel nostro "Bel Paese".

L'Umbria, tramite numerose indagini dei NAOS di Perugia, è risultata una regione colonizzata dalle mafie, e soprattutto dalla 'ndrangheta. E riciclano il denaro tramite i settori dell'edilizia e dello smaltimento dei rifiuti.

Ad esempio, grazie alla riapertura del processo per fare finalmente giustizia all'omicidio di Mauro Rostagno, grande persona di Lotta Continua che si dedicò, da giornalista senza tesserino (esattamente come Peppino Impastato, anch'egli di Lotta Continua) nella lotta alla mafia, emerse il racconto del mafioso Sinacori.

Egli dichiarò che i rifiuti ospedalieri partivano da Trapani, e come ascoltato dai racconti di don Ciccio «u muraturi», le cosche li smaltivano proprio in Umbria. E purtroppo ancora oggi accade che le mafie utilizzano questa regione considerata, si fa per dire, verde.

Lo veniamo a sapere grazie ad un'inchiesta condotta nel 2008 che smantellò la famosa banda degli ex pentiti capeggiata dal boss Salvatore Menzo. Una banda dove ogni componente apparteneva alle tre principali mafie: la 'ndrangheta, la mafia e la sacra corona unita.

E non a caso scelsero come base proprio Perugia, la capitale delle logge massoniche che fanno affari con la 'ndrangheta. Corre voce, ad esempio, che molti ragazzi che frequentano facoltà come medicina o giurisprudenza, vengono avvicinati e fatti iscrivere a logge massoniche calabresi.

L'Umbria è talmente strozzata dalla 'ndrangheta che addirittura la Conferscenti è stata costretta a redigere un corposo Dossier dove denuncia questa situazione. Insostenibile situazione anche per le numerosi imprese edili che spuntano come funghi e casualmente tutte calabresi o campane. Una regione praticamente cementificata.

Ma può accadere che una certa parte della società civile si svegli e cominci ad organizzarsi per protestare contro costruzioni selvagge che rovinano l'ambiente e modificano città storiche come Spoleto.

E' accaduto nel 2008. Un anno maledetto perché in Italia avvenne di tutto. Compresa la morte di Niki Aprile Gatti.

Era una notte di sabato quando Michele Fabiani, un giovane spoletino di appena 20 anni si spaventò a morte. Era in casa a dormire quando all'improvviso un forte frastuono lo svegliò. Rumori di elicotteri, cani che abbaiavano e soprattutto decine di uomini con il passamontagna e mitra che gli intimidivano di aprire.

Michele è un ragazzo di quelli che credono in una società alternativa, ove non c'è bisogno delle carceri, ove il denaro non deve esistere, e quindi l'abolizione del maledetto capitale. E soprattutto crede nel superamento dello Stato. Insomma è un convinto anarchico.

Michele è stato arrestato quella notte nel corso di una operazione dei ROS dell'arma dei carabinieri: l'operazione Brushwood. Tra l'altro capeggiata dal condannato Ganzer.

Oltre la spettacolarità del nome, che Brushwood sta a significare in realtà boscaglia, l'operazione in sé è stata spettacolare per i mezzi impegnati: sono stati impegnati 108 uomini armati fino ai denti, alcuni nascosti da passamontagna e giubbotti antiproiettili, e con l'appoggio di ben otto elicotteri.

Un operazione costata allo Stato ben sessantacinquemila euro. E immaginate lo stupore dei cittadini di Spoleto nel vedere questo esercito all'azione. Anche loro si erano resi conto che c'era qualcosa di veramente esagerato.

Oltre a Michele vennero arrestati altri quattro ragazzi: rispettivamente Andrea Di Nucci, Fabrizio Reali, Dario Polinomi e Damiano Corrias. Secondo i ROS i cinque ragazzi di Spoleto sarebbero una cellula anarco insurrezionalista e sarebbero stati i mittenti di una busta con due proiettili diretta alla governatrice dell'Umbria, Rita Lorenzetti.

Inoltre Michele è stato arrestato anche grazie all'articolo 270 bis, una legge scritta dal ministro Rocco, all'epoca del fascismo, che prevede l'arresto di qualcuno per le sue idee in base al pericolo presunto di eversione.

I carabinieri gli hanno dato perfino un nome: COOP-FAI. Che sarebbe l'acronimo di "Contro ogni ordine pubblico, federazione anarchica informale". Esatto, care teste di capra, la storia come al solito si ripete ancora. E anche nel 2008 si annusa ancora la caccia agli anarchici, e il mio pensiero non può non andare al povero Pinelli, colui che per "sbaglio" cadde dalla finestra della questura e morì.

In realtà non erano tutti anarchici e alcuni di loro nemmeno si conoscevano. C'è Andrea, un ragazzo normalissimo, uno di quelli che ama la discoteca, la politica non sa nemmeno cosa sia, e addirittura alla domanda dei carabinieri: "Mi dica cosa sai della COOP!". Lui con un ingenuità rispose :"Non so, ma è un supermercato?".

Andrea era semplicemente amico intimo del "capo eco terrorista" Michele.

Questi ragazzi finirono in prigione, Michele Fabiani ha trascorso ben nove mesi di carcere, bene due di isolamento e il resto nel carcere duro di Perugia. Anche per gli altri ragazzi è toccata più o meno la stessa sorte.


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Magistratura Umbria Gate

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