Ne penso tutto il bene. Ne ho avuto a che fare con docenti americani quando ho insegnato all’università di Bologna.
Attraverso il lavoro dei colleghi americani, ho avuto modo di vedere e capire come loro siano riusciti a dare corpo all’esperienza e starci dentro anche dal punto di vista dei costi: riuscire a fare giornali liberi, o il più liberi possibili, finanziandoli con la raccolta pubblicitaria di tipo locale, vendendo un cospicuo numero di copie.
Poi essendo civico il giornalismo, ha proprio la cifra adatta a realizzare il giornalismo tout court che ha una forte impronta civica, quindi una forte passione civile che è il miglior modo di fare giornalismo politico.
Lei ha parlato di Taranto, dell’Ilva, tema che ha interessato molto gli utenti di Agoravox. I cittadini hanno pubblicato una decina di articoli sul tema. E anche dalle statistiche è risultato un tema molto cliccato su google. Perchè i mainstream non ne hanno parlato?
Possiamo rassicurare i lettori che non saranno abbandonati: sta uscendo ora per edizioni Ambiente il libro La città delle nuvole, viaggio nel territorio piu inquinato di europa: Taranto.
Perchè non ne parlano i giornali? Perchè è difficile: bisogna parlare di Eni, del gruppo Riva, il signor Riva è uno degli azionisti di Alitalia, è un gruppo forte. Quando questi grandi agiscono non pagando l’ici, non rispettando le leggi, è difficile mettersi contro di loro. Spesso è difficile anche quando ci sono sentenze di condanna: come il gruppo Riva, l’Ilva è stata condannata per mobbing, nonchè per emissioni nocive. Ci sono sentenze passate in giudicato e confermate dalla cassazione.
Parlare di questo crea enormi difficoltà ai piccoli editori, ma anche i grandi i quali spesso hanno ai vertici persone interessate, con azioni in questi gruppi, e ove non direttamente, anche solo condividendo una sponda politica o avendo un rapporto non conflittuale, una sorta di cointeressenza. Comportamento tipico in italia
Lei è stato allontanato dall’inchiesta Why not. Quanto costa oggi fare il GIORNALISTA?
Costa molto. Perchè devi fare dei libri o candidarti in politica. Io mi sono candidato alle europee da indipendente con l’Italia dei Valori. Perchè spesso accade che non puoi dire piu quello che devi. Non puoi parlare più con quel grado di libertà che spetterebbe a un giornalista, o per un magistrato, come è accaduto per De Magistris, non puoi più agire nell’indipendenza. Devi quindi ricorrere a un sistema di legittima difesa, per tirarti fuori dal cono d’ombra dal quale nessuno ti tirerà fuori. Perchè portare avanti le tue idee è possibile farlo innalzando la soglia di conflittualità, perchè toccare certi temi, significa farlo fino in fondo, facendone una battaglia civile oltre che giornalistica. Non puoi permetterti di far finta che fino ad allora hai scherzato.
ecco, quando vedo queste interviste sono orgoglioso di Agoravox. E pur ricordandomi sempre della mia insignificanza, ho l’impressione di fare parte di un esperimento di giornalismo veramente nuovo, che rompe col passato, che forse potra’ veramente servire a far sapere, a far capire, ad agire.
Grazie a Francesco Piccinini, per essere riuscito ad intervistare uno dei pochi giornalisti degni di questo nome in Italia e grazie a Carlo Vulpio per avere concesso l’intervista.
saluti
m.c.
Carlo Vulpio è la dimostrazione vivente di come un giornalista che porta avanti una professione seriamente diffondendo la verità di scottanti malversazioni venga forzosamente fatto tacere.
E’ accettabile questo?
Rinunciare al proprio lavoro ed alla verità perchè qualcuno sopra di me non vuole che la esterni?
Razionalmente ritengo che sia una sconfitta per l’uomo e per tutta la società a cui appartengo.
Ancora di più lo è il fatto, che per portare avanti le mie argomentazioni debbo inseguire l’ultima chance della politica.
Allora auguro a Vulpio che possa perseguire questa nuova strada, riuscendo ad ottenere quelle soddisfazioni che non ha potuto trovare nella sua precedente professione di giornalista, così darà una opportunità di crescita anche al resto del Paese.