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Terremoto: esistono in Italia zone non a rischio?

Ieri mercoledì 26 ottobre ad Anzio cittadina rivierasca a partire dalle ore 21,17 abbiamo sopportato per quasi due lunghi minutti una serie di forti movimenti ondulatori . La nostra città è lontana dai rilievi appenninici, è una città bagnata dal mare, quindi secondo le suddivisioni sismiche del passato dovrebbe essere una zona sicura. Oggi, non è così. Il terremoto di Ustica che è un'isola piuttosto lontana dalla costa, lo dimostra.

Il continente africano, in epoca attuale, sta spingendo l'area mediterranea e quindi l'intera penisola italiana in un movimento di traslazione Sud Nord diretto verso la barriera alpina. Alla luce di questa mutazione geologica, le mappe sismiche che suddividevano il Paese in aree più o meno soggette a rischio sismico non sono più attendibili. 
 
Oggi in Italia non esistono più aree esenti da rischio sismico. I terremoti si faranno sempre più frequenti e distruttivi. Questa e le precedenti esperienze, mi hanno indotto a inviare al sindaco della mia città un messaggio PEC (Posta Elettronica Certificata) allo scopo di indurlo a predisporre un piano organico per difendere la cittadinanza da questi gravi eventi. La pubblicazione di questa mia PEC, divulgata su AgoraVox, si prefigge lo scopo di sensibilizzare le istituzioni nazionali e locali oltre che la intera cittadinanza a non lasciarsi sorprendere impreparati da questa incombente minaccia.
 
 Signor sindaco LUCIANO BRUSCHINI,

con la presente PEC, alla luce delle scosse sismiche che hanno colpito con gravi danni il centro Italia, e registrate con intensità non trascurabile anche nella nostra città, pongo alla Sua attenzione la improcrastinabile necessità di mettere in sicurezza gli edifici pubblici o 
che comunque per le loro finalità accolgono in unico spazio un cospicuo numero 
di persone, quali soprattutto le chiese, la stessa casa comunale, poi, gli 
ospedali, le scuole, le sale cinematografiche e i centri commerciali.

Questo su esposto, è il testo della PEC inviata al sindaco di Anzio. Le misure più urgenti da adottare sono quelle di collegare saldamente le pareti degli edifici con anelli metallici affinché l'intero edificio risponda alle sollecitazioni come un corpo unico.

 

 

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