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 Home page > Attualità > Media > Superchicco (Mentana) e il suo “normale” Tg7

Superchicco (Mentana) e il suo “normale” Tg7

Glielo avevano pronosticato Lerner e Feltri al suo esordio dieci giorni fa al Tg della 7tv. Sarà un successone, gli avevano detto, farai il botto.

E così è. A guardare soltanto gli ascolti questi sono passati da poco più dell’1% di share al 7,7% dopo una settimana e al 10% in questi ultimi giorni con la diretta da Mirabello e l’intervista esclusiva a Gianfranco Fini di ieri sera.
Ma non è soltanto una questione di audience che fa il “botto”. Semmai è il contrario. Aumentano i telespettatori perché finalmente (possiamo ben dirlo) è arrivato qualcuno che la notizia te la spiega, te la gira e rigira per vederne tutti i risvolti, dà spazio a commentatori che più disparati di così non potrebbero essere (Travaglio e Filippo Facci), inchioda il capo di Futuro e Libertà con domande secche alle quali Gianfranco Fini risponde o con una bugia o rimandando tutto a tempi migliori.
 
Ecco: di diverso dagli altri Tg quello di Mentana ha che non è ingessato nella solita ormai abusata gerarchia delle notizie (prima la politica, poi la cronaca ecc). A differenza del Tg1 e Tg5, le ammiraglie che detengono pressocché tutto il monopolio dell’informazione, il Tg7 può aprire con il caso clamoroso della lite nella sala operatoria dell’ospedale di Messina, o condurre per 20 minuti 20 sulla situazione disastrata della politica italiana.
 
A questo punto possiamo ben dire: ci hanno stancato i Tg che per dar conto della giornata politica fanno un “pastone” dove si ascoltano frasi smozzicate di discorsi di destra e di sinistra messe insieme da “al contrario Bersani dice” o da "invece Di Pietro ribadisce”. Risultato: nessun telespettatore ha la mente tanto veloce da seguire (e capire) dieci secondi di discorso affannoso e assolutamente non chiaro (quando non è addirittura pilotato ad arte).
 
Mentana di suo ci mette tanto, la “passionaccia” come lui la chiama, ci mette l’intelligenza che elabora la notizia e la restituisce pulita, pulita, senza arzigogoli cercando, questo sì, di sentire diverse campane e, nel suo argomentare, di renderle comprensibili.
 
Questo è il rispetto per il fruitore, è anche il rispetto verso un totem, l’informazione, che mai come oggi è diventata una valanga di notizie che rischia di travolgerti. Mentana con il suo Tg ti prende per mano e ti conduce dove tu vuoi andare senza importi nulla. Normale? Normale normale, come dovrebbe essere l’informazione e invece non è.

Commenti all'articolo

  • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.3) 8 settembre 2010 16:10
    Rocco Pellegrini

     Mentana è un bravo giornalista ma nei suoi successi di adesso sulla LA7 è favorito e non poco dalla vergogna dei tg normalizzati tra i quali brilla, come un paradigma, quello di Minzolini, il TG1 che continua ad essere la prima fonte di informazioni per il paese ed il principale organo del servizio pubblico. Nel tg di Mentana si respira un’aria aperta, naturale, normale, come giustamente dici, tanto più evidente quanto più demoralizzano le vergogne di regime.

  • Di Virginia Visani (---.---.---.100) 9 settembre 2010 10:20
    Virginia Visani

    Ma non credi che il suo Tg7 possa dare una scossa agli altri moribondi? Insomma che uno scatto di orgoglio e di emulazione possa rianimare le acque della palude? Io lo spero.

  • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.3) 9 settembre 2010 14:52
    Rocco Pellegrini

     No, Virginia, non lo credo ma spero di sbagliarmi e che le cose possano evolvere. Il mio pessimismo deriva dalla concezione che Berlusconi ha della stampa: propaganda controllata. Bada bene: dove prendi i soldi, reti Mediaset, capisce che deve lasciar spazio alle notizie perché così si guadagna audience e dunque soldi ma sulla Rai c’è una cappa mefitica che non ha alcun precedente, nemmeno nei tempi scuri del dominio democristiano.

  • Di (---.---.---.72) 10 ottobre 2010 22:04

    A proposito di Fini bisogna ricordare che più volte ha richiamato l’attenzione sul sistema non corretto di legiferare. Vedi tutti i decreti su cui è stata apposta la fiducia esautorando il parlamento. (Si dovrebbe ricorrere ai decreti quando rivestono carattere di urgenza,e, non dev’essere una prassi) Vedi le cene con Bossi, per stabilire le linee del Governo,a cui non è stato mai invitato pur detenendo il 30/. dei seggi elettorali. Vedi gli attacchi a tutte le Autorità istitu- zionali ( Pres. Repubblica, corte Costituzionale e Cassazione, tutta la magistratura, la Banca d’Italia, ecc.ecc.). Vedi leggi ad personam. In conseguenza di quanto sopra, Fini, ha fatto bene a prendere le distanze dal PDL. Franco Pellegrino

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