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Zoccole in marcia contro lo stupro

Sono arrivate anche a Londra, dopo essere passate per Australia e Brasile e partite da Toronto (Canada) dove hanno sfilato qualche tempo fa innalzando cartelli del tipo “Non dite a noi come dobbiamo vestirci, ma dite agli uomini di non violentarci”.

In tutto il Regno Unito, da Cardiff fino a Londra, da Trafalgar Square fino a Hide Park, le Slutwalkers (le zoccole in marcia) vestite ad effetto con gonne inesistenti, tacchi da caduta rovinosa, scollature all’ombelico e parrucche improbabili, hanno sortito l’effetto auspicato: imprimere nelle testoline maschili un fatto che ha a che fare con i diritti civili: ogni donna deve essere libera di vestirsi come crede senza il terrore di venire aggredita e stuprata.

La protesta, diventata in poche settimane movimento, è la risposta alla frase del poliziotto canadese Michael Sanguineti che per prevenire gli stupri all’Università di Toronto metteva in guardia le ragazze dal loro modo di vestirsi. In altre parole Michael voleva significare che a causare le violenze sono gli abiti femminili, succinti e provocatori.

Un concetto non proprio nuovo e singolare questo della colpevolezza della vittima a vantaggio dell’impunito violentatore. Non è poi tanto lontano nel tempo il primo processo per stupro trasmesso in Italia nel 1979 e ripreso dalla tv di Stato. Nel video su You Tube si possono sentire per la prima volta le reazioni delle donne, madri e casalinghe, che colpevolizzano la vittima: lui non ha fatto niente di male e mica l’ha poi ammazzata… E poi lei ci stava perché le piaceva…”

Questo della donna adescatrice, che ci sta, che ama essere violentata, è un concetto intriso di maschilismo da uomo delle caverne. Ma attenzione: anche i maschi più evoluti e raffinati non ne sono tanto alieni. La “dolce violenza” come la definiva un decennio fa il più famoso psicoanalista italiano, Cesare Musatti, è un’idea che fa tuttora breccia anche nei più evoluti cervelli maschili.

Riusciranno le “zoccole in marcia” in tutta Europa (prossime tappe Germania e Olanda) a cambiare qualcosa in queste idee preconcette?

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