Scandalo Telsey. Scajola la sceglie per il Made in Italy mentre licenzia i dipendenti
Se come apprendiamo Telsey dice che "l’intera procedura si è conclusa con un accordo sindacale tra le parti" e le r.s.a. venivano disconosciute dai sindacati, cosa è realmente successo il 29 giugno presso Confindustria alla riunione segreta avente come oggetto di discussione la messa in mobilità?
Ecco quanto è accaduto. Alla riunione sindacale presso Confindustria del 29 giugno non è stato consentito alle RSA legalmente costituite presso CISL e CGIL di partecipare alla riunione, sebbene queste ultime avessero ricevuto la comunicazione da parte dell’azienda che in quel giorno si sarebbe avuto finalmente l’esame congiunto con le parti della situazione aziendale: in tale comunicazione, si puntualizzava però che le RSA non avrebbero potuto in quanto tali partecipare al tavolo, avendo Confindustria nei giorni addietro, ricevuto comunicazione dai sindacati della revoca del loro mandato; tuttavia in questa stessa comunicazione si faceva presente che l’azienda si sarebbe comunque aperta ad ogni utile confronto con i lavoratori.
In virtù di quanto appreso, le RSA pur consapevoli della illegittimità della revoca, si recavano alla riunione del 29 giugno accompagnati anche da un lavoratore verso il quale nessuna diffida era stata fatta dal sindacato di appartenenza, questo nel pieno rispetto del contenuto della comunicazione inviata da Telsey alle RSA. Ebbene, a quel tavolo veniva seccamente rifiutata la partecipazione sia delle RSA sia dello stesso lavoratore appena citato.
Ma, mentre le r.s.a. di CGIL e CISL rappresentative di 14 lavoratori erano coattivamente tenute alla porta, e le rappresentanze provinciali di CGIL e CISL non partecipavano alla riunione, o meglio, per motivi difficilmente comprensibili, ritenenevano di defilarsi, il tavolo del 29 giugno comunque si teneva e vedeva la partecipazione dei seguenti soggetti: il rappresentante di Confindustria Mario Ferraro, il legale della Telsey, nonché il segretario provinciale della UGL - spunta per magia dal cilindro un’altra sigla sindacale! - ed il dipendente della Telsey Cavuoto Alessio nonché responsabile di sede Telsey di San Giorgio del Sannio, nonchè r.s.a UGL!
Cavuoto Alessio - per chi facesse fatica a comprendere il coup de théâtre - a distanza di ben 4 mesi dall’inizio della vicenda, insieme ad altri due colleghi, ha pensato bene di ricorrere in extremis all’escamotage di iscriversi al sindacato UGL e di costituirsi Rappresentante Sindacale Aziendale della UGL, a totale insaputa di tutti gli altri lavoratori della Telsey di San Giorgio del Sannio (sic!)
Ma le sorprese e i colpi di scena, per i dipendenti Telsey licenziati, non finiscono qui, perché Cavuoto Alessio è anche quel signore che, fino alla repentina decisione di iscriversi al sindacato, aveva partecipato a tutti i tavoli tenutisi in Confindustria da ben quattro mesi, ma dalla parte opposta a quella dei lavoratori, ovvero come parte aziendale (sic!), pur essendo tra i dipendenti oggetto della manovra.
Cavuoto - e con ciò la misura è colma ed il quadro si chiarisce - è anche uno dei tre soci fondatori della Alfadigit s.r.l., la società che è sorta ed ha sede legale negli stessi locali della Telsey che sono di proprietà della Provincia, molto prima che la vicenda Telsey volgesse al termine, anzi di buon’ora e proprio agli albori delle sceneggiate in tre atti della Telsey s.p.a.: annuncio di cessione del ramo d’azienda ad Alfa Digit di cui Telsey si rifiutava di svelare il nome ai lavoratori; comunicazione il 24 maggio di ricorso alla Cassa Integrazione Straordinaria con contestuale intimazione ai lavoratori di sospensione dal lavoro e di divieto ad accedere ai locali aziendali; infine, in data 11 giugno il licenziamento collettivo dei lavoratori .
Dunque, il 29 giugno si tenevano alla porta le r.s.a CISL e CGIL a causa della revoca strumentale e ad arte da parte dei relativi sindacati, si teneva alla porta il lavoratore Telsey che accompagnava le r.s.a., ma si aprivano le porte all’indefinibile e pluri-identitario "lavoratore e rappresentante Telsey" Alessio Cavuoto divenuto per magia r.s.a. ad hoc!
E’ di palmare evidenza a questo punto che il 29 giugno si è consumata la ennesima messinscena della Telsey con la collusione della neocostituita Alfa Digit s.r.l. che si è sostituita alle r.s.a della maggioranza dei dipendenti Telsey pur di siglare un accordo "sindacale" e secretare di fatto i bilanci aziendali della Telsey ai lavoratori.
Due o tre o plurimi piccioni con una sola fava, nell’illlegalità più spavalda: tanto, basta dismettere un vestito ed indossarne un altro!
Tutto ciò è scandaloso e vergognoso e ci attendiamo efficaci e tempestive risposte dalla Magistratura!
L’intera procedura non è a norma di legge e va invalidato l’accordo in quanto il sindacato UGT ed il relativo r.s.a. costituitosi ad hoc potrebbe risultare un sindacato "di comodo", in contrasto insanabile con la norma fondamentale dello Statuto dei Lavoratori, l’articolo 17, secondo cui i "sindacati accomodanti" non sono veri e propri sindacati e sono per giunta vietati!
La rappresentatività effettiva dei lavoratori della Telsey a questo tavolo sindacale è stata praticamente nulla.
Ma nononostante ciò, con una manovra di basso profilo morale ed illegale, è stata decisa la messa in mobilità di 14 lavoratori della Telsey: cioè, l’intera forza lavoro della Telsey Benevento (17 persone), con la sola eccezione di tre persone, ovvero Alessio Cavuoto, Francesco Lauro e Luca Goglia, soci fondatori della Alfadigit s.r.l.
Non senza un certo senso dell’umorismo, la lettera recapitata dalla Telsey ai lavoratori messi in mobilità sottolinea che tutto è avvenuto "di comune accordo con le parti sociali", là dove la parte sociale dei lavoratori è stata rappresentata al tavolo dalla stessa persona che nei tavoli precedenti rappresentava l’azienda !
Ad oggi, i lavoratori hanno difficoltà anche al rilascio del verbale di accordo stipulato a quest’ultimo tavolo, pur avendone fatto richiesta e pur essendone l’acquisizione un loro pieno diritto, e nonostante la lettera di messa in mobilità sia stata ricevuta il 12 luglio. I lavoratori hanno appreso l’esito dell’incontro del 29/06/2010 solo dalla lettera di licenziamento in cui frettolosamente si dice che si è concluso con un accordo sindacale tra le parti. Annunciamo prossimi approfondimenti.


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