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di Marco Barone (sito) giovedì 16 dicembre 2010 - 21 commenti oknotizie
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Risposta alla lettera aperta di Roberto Saviano

Risposta alla lettera di Roberto Saviano.


Caro Roberto Saviano.
Mi rivolgerò a lei conferendole del lei, perché il tu lo posso solo dare ai compagni di lotta. Rispondo alla sua lettera pubblicata oggi su repubblica.it, sì alla sua lettera aperta rivolta al movimento di Roma del 14 dicembre 2010.

Sì, a quelle persone, uomini e donne, che lottano a rischio anche della propria incolumità psicofisica per riportare la libertà vera e non demagocica nel nostro paese. Paese ove regna una dittatura celata dal velo della democrazia. Riprenderò alcuni passi della Sua lettera modificandone anche il contenuto in alcuni casi.

Chi ha lanciato un sasso alla manifestazione di Roma lo ha lanciato per i movimenti di donne e uomini che erano in piazza, chi ha assaltato un bancomat lo ha fatto  per coloro che stavano manifestando per dimostrare che vogliono un nuovo paese, una nuova classe politica, nuove idee.

Ogni gesto violento è stato un voto di sfiducia in più dato al governo Berlusconi. I caschi, le mazze, i veicoli bruciati, le sciarpe a coprire i visi: tutto questo appartiene a chi sta cercando in ogni modo di mostrare un'altra Italia. Un'Italia che non tollera più gli abusi di potere, il nepotismo, il clientelismo il potere vigente.

I passamontagna, i sampietrini, le vetrine che vanno in frantumi, sono anche l'espressione di quella violenza coltivata dalla ingiustizia perenne presente nella società non solo italiana ma anche tutta. 

Poliziotti che si accaniscono in manipolo, sfogando su chi è inciampato rabbia, frustrazione e paura: è una scena che non deve più accadere. Poliziotti isolati sbattuti a terra e pestati da manipoli di violenti: è una scena che non deve più accadere. 

Manipoli di agenti provocatori caro Roberto Saviano.

Il poliziotto ha scelto un lavoro difficile ed oggi giorno grazie soprattutto alla formazione militare che hanno alle spalle, perché come ben lei saprà, i poliziotti non vengono più arruolati con i vecchi sistemi, ma devono passare obbligatoriamente dalla vita militare prima di tentare il passaggio in polizia, ciò lascia ben intendere perché la polizia italiana è violenta e non è piú quella di una volta, come si diceva che era letteralmente al servizio del cittadino, oggi ciò lo si deve porre ancor di più in discussione.

Quindi, riprendendo la sua lettera, se tutto si riduce alla solita guerra in strada, questo governo ha vinto ancora una volta. Infatti, nessuno vuole la guerra di strada, nessuno vuole la violenza, la violenza la si patisce, subisce giorno dopo giorno ed è chiaro che prima o poi la situazione debba esplodere caro Saviano.

Secondo lei, ridurre tutto a scontro vuol dire permettere che la complessità di quelle manifestazioni e così le idee, le scelte, i progetti che ci sono dietro vengano raccontate ancora una volta con manganelli, fiamme, pietre e lacrimogeni. Bisognerà organizzarsi, e non permettere mai più che poche centinaia di idioti egemonizzino un corteo di migliaia e migliaia di persone. Pregiudicandolo, rovinandolo.

Se idioti esistevano in quella manifestazione, questi erano certamente chi ha volutamente provocato gli scontri e non chi ha praticato resistenza; penso ad esempio agli agenti provocatori e non chi si è difeso nella pratica della resistenza di piazza. Perché caro Saviano se lei non lo ha ancora compreso, in questo paese esiste una dittatura. Si rende conto che esiste un governo che non ha legittimità popolare, che in Italia non esiste piú la sovranità popolare? Che poche persone espressione della classe dirigente padronale determinano l'esistenza sociale di milioni di cittadini italiani? Caro Saviano come tollerare ancora ciò?Cosa pretende che si scenda in piazza con le rose? Con i fiori? E' più che normale che il sistema imploda; è più che naturale che il 14 dicembre vi sia stata, quindi, una esplosione di piazza.


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di Marco Barone (sito) giovedì 16 dicembre 2010 - 21 commenti oknotizie
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I commenti più votati

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    di Federico Pignalberi (xxx.xxx.xxx.84) 16 dicembre 2010 18:37

    Devo ammettere che l’idea della "parità" tra guardie e delinquenti ha il suo fascino (pensavo che al massimo, ogni tanto, ci si limitasse a farli coincidere).

  • 8 votes
    di fernanda cataldo (xxx.xxx.xxx.67) 16 dicembre 2010 19:13
    fernanda cataldo

    infatti sono stata delusa dall’intervento zoppicante di Saviano, questa lettera rimette i puntini sulle i.

    ferni

  • 6 votes
    di Francesco Raiola (xxx.xxx.xxx.18) 17 dicembre 2010 10:00
    Francesco Raiola

    Caro Marco,

    non sono solito intervenire troppo anche per ragioni di "ruolo" (se così vogliamo chiamarli). Anche perché qualcuno potrebbe scambiare la mia voce per quella del giornale (ma l’unica voce di AgoraVox è quella di voi che scrivete), però il tema mi è caro e nella giornata di ieri mi è capitato di discuterne. Io non capisco queste critiche. Insomma le capisco in parte. Può essere che abbia letto male e compreso peggio le parole di Saviano (e le sue risposte su RepTv che confermano la sua totale vicinanza alle motivazioni della protesta), il quale, mi sembra, abbia criticato le violenze, che fossero quelle di una piccolissima parte dei manifestanti, piuttosto che quelle dei poliziotti che sfogano la propria rabbia e la propria paura. Una condanna alla violenza. Come si può criticare la condanna della violenza?

    “I passamontagna, i sampietrini, le vetrine che vanno in frantumi, sono anche l’espressione di quella violenza coltivata dalla ingiustizia perenne presente nella società non solo italiana ma anche tutta”. Ok, ma è lecito dire che sono un’espressione sbagliata? Il fine, mi spiace, non sempre giustifica i mezzi, altrimenti ci sarà sempre un pretesto per giustificare tutto. E ti assicuro che chi scrive si è fatto il mazzo come te, e come tantissimi di quei miei coetanei in piazza! So perfettamente cosa sia la frustrazione, la mancanza di lavoro, le ingiustizie, ma mai, mai penserei di spaccare la testa a qualcuno o vetrine in giro per la città...

    In più scrivi “Certo nessuno vuole giustificare le violenze ma certamente tutto ha una causa e tutto ha un suo naturale ed inevitabile effetto. E non credo che quelle violenze abbiano celato il resto della manifestazione, anzi”... Non dico che tu la voglia giustificare, ma sembrava dare questa impressione. E poi tutti i telegiornali non hanno riportato che quello e anche su internet, tra blog, siti di info e social network non era certo delle motivazioni della protesta di cui si parlava, ma si pubblicavano foto e video di scontri, fiamme, urla... Prova a chiedere a chi non sa cosa sia internet (ed è la maggioranza) se ha capito quello che è successo. Probabilmente ti dirà che i manifestanti hanno fatto casini, e spaccato tutto e non sa nulla di riforma gelmini, ad esempio.

    Chiedi se Saviano conosca il concetto di anarchia, beh qualcosa ti conferma che non sia così? Criticare le violenze di piazza vuol dire non sapere nulla dell’anarchia? E conoscere il movimento anarchico giustifica la violenza?

    E voglio soprassedere su quel “Ma di cosa stupirsi d’altronde lei simpatizza per quello che è dato conoscere per Ernst Jünger, Ezra Pound, Louis Ferdinand Celine,Carl Schmitt”, vero colpo basso. Già quell’incipit “Ma di cosa stupirsi” che svilisce qualunque possibilità di confronto, fino ai riferimenti letterari. Leggere autori che sono considerati capisaldi da chi si definisce fascista non inquina il pensieri di chi li studia o legge. Insomma anche se sei di destra, leggere Marx è obbligo, soprattutto se di mestiere vuoi fare l’economista... e poi diamine! Celine! Sarà anche stato vicino a posizioni fasciste ma come si fa a privarsi della lettura di quelli che sono unanimemente (se qualcosa voglia dire) considerati capolavori. E’ come dire che dato che mi piace Houellebecq sono un razzista, misogino!

    Insomma, senza dubbio la situazione è complessa e il blocco di manifestanti purtroppo non è un blocco univoco. C’è una gran parte che vuol far valere i propri diritti (e si ritrovano davanti gente come il La Russa di ieri sera ad Annozero), ci sono poi alcuni, pochi, pochissimi, che se ne fregano delle motivazioni e sfogano la propria rabbia e frustrazione in quel modo (e le televisioni e i politicanti ci sguazzano) e poi ci sono agenti infiltrati (cosa che succede, come sai, ad ogni manifestazione)...

    Onestamente spero che questa protesta porti a qualcosa di importante... ma le reazioni a una lettera che condanna tutte le violenze mi sono parse eccessive, ma giusto per non affondare nella retorica, “il mondo è bello perché è vario” e quindi ben vengano le discussioni.

    Con stima

    Francesco

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