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di Ash Wallace (sito) venerdì 7 novembre 2008 - 0 commento oknotizie
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Rete, identità, comunità.

La rete è lo spazio elettivo delle nuove identità fluide ed infinite.

 

Ogni “marinaio” è libero di indossare tutte le maschere che vuole. Si può essere chiunque, cambiare se stessi, realizzare i propri desideri senza alcun limite, tutte le volte che si vuole. Essere tutto quello che si desidera contemporaneamente. Possibilità virtuali, ma quante vengono effettivamente sfruttate?

Microcosmi e Frontiere

“Conosciamo bene la collettività e l’individualità ma ciò che conosciamo meno bene è la connettività: esiste un essere connettivo e una possibilità di essere se stessi e altre persone in un determinato tempo.”

(de Kerckhove, 1998)[1]

La rete è lo spazio elettivo delle nuove identità fluide ed infinite.

Ogni “marinaio” è libero di indossare tutte le maschere che vuole. Si può essere chiunque, cambiare se stessi, realizzare i propri desideri senza alcun limite, tutte le volte che si vuole. Essere tutto quello che si desidera contemporaneamente. Possibilità virtuali, ma quante vengono effettivamente sfruttate?

E’ innegabile che le identità, in rete, tendono a spuntare come funghi e a scomporsi e ricomporsi ciclicamente, ma non è difficile imbattersi in tendenze che, anche nel mondo virtuale, cercano di limitare le possibilità metamorfiche e tendono ad imprigionare gli individui in vari modi (vantaggi per gli utenti che mantengono, per lunghi periodi, la stessa identità e meccanismi relazionali che li favoriscono).

Nelle chat si diffondono le classifiche dei “più popolari” e, in alcuni casi, esiste una gerarchia degli utenti basata sul tempo di iscrizione (e a volte sul livello di partecipazione). Yahoo è un esempio emblematico con la sua classificazione degli utenti secondo schemi gerarchici, ispirati ai gradi della marina, che permettono di accedere via via a diverse funzioni e “stanze”. Con l’ evolversi progressivo delle chat in video-chat diventa molto più difficile trasformare se stessi e si accentua la formazione di minigruppi stabili, legati a determinati spazi di conversazione, che spesso tendono ad escludere i nuovi venuti con la semplice indifferenza.

Lo straordinario successo dei sistemi di messaggistica istantanea[2] ha impresso una svolta “epocale” nella direzione della limitazione delle possibilità di alterazione del sé; replicando, molto spesso, in rete le relazioni sociali esistenti nel mondo fisico. Rispetto alle chat, di cui tendono a prendere il posto, sono strumenti di comunicazione più simili al telefono e meno aperti alla creazione di nuove relazioni. Comunichi con gli avatar che hai inserito tra i tuoi contatti; che possono essere reperiti tramite sistemi di ricerca[3], ma nella maggior parte dei casi si acquisiscono, si scambiano, come il numero di telefono.

I blog sono il fenomeno del momento; tanto che i mass media, con toni allarmati, parlano di “blog generation”. In diverse occasioni, hanno dimostrato di essere uno straordinario strumento di mobilitazione politica (soprattutto in paesi dove esiste una forte censura[4]); e più volte sono riusciti a battere i giornalisti professionisti nel dare le notizie. Le speranze di democrazia elettronica partecipativa fanno, spesso, appello proprio alla libertà di proporre contenuti e opinioni personali offerta da questo strumento[5].


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