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I nuclearisti lo sbandierano ai quattro venti, lo dicono in continuazione come un disco rotto che l’Italia ha bisogno del nucleare altrimenti sarà per sempre dipendente da fornitori esteri. Gli ambientalisti, d’altro canto, dicono che le centrali nucleari in Italia saranno efficaci sul piano dei costi solo dopo un ventennio; in più, ci sarebbe il problema delle scorie da gestire, così come della sicurezza dei territori interessati da installazioni nucleari in caso di grandi cataclismi, incidenti o attacchi terroristici.
È inutile dire che gli ambientalisti, da un punto di vista della sicurezza, sostengono un punto di vista condivisibile e sensato, specialmente quando si pensa a Chernobyl o, ancora peggio, a Fukushima.
Intendo qui dimostrare sulla base di semplici osservazioni che i nuclearisti sono, in buona parte, in malafede, mentre gli ambientalisti possono essere un po’ pressappochisti alle volte.
Partendo da questi ultimi, voglio dirgli che, senza una gestione al ribasso dei consumi, non si andrà molto lontano. Intendo dire che, anziché parlare solo di rinnovabili, dovrebbero iniziare altresì a sensibilizzare e a educare la popolazione ad un’adeguata gestione dei consumi. In breve, bisogna dimezzare i consumi a tutti i costi. Il punto è come farlo!
L’altra sera, nella nota trasmissione del giovedì – che, pur giudicandola faziosa, ha il pregio di non compiacere il princeps e di dire cose che gli altri non dicono - qualcuno, sostenendo il nucleare, ha detto che in Italia, nei periodi invernali, alle 19, c’è il picco dei consumi giacché il Paese ricorre alla luce artificiale e solo con le rinnovabili, allo stato in cui sono, e le “classiche” fonti non si arriverà mai a colmare tale picco. Nessuno tra i grandi sapientoni di entrambe le parti è intervenuto con qualcosa di costruttivo, ma tutti hanno continuato a dire le stesse medesime cose di sempre, senza fornire una soluzione, seppur ipotetica, al problema.
Dunque, come abbattere il picco dei consumi?
Lo si abbatte innanzitutto con una politica capillare e radicale della gestione dei consumi, in particolare iniziando ad intervenire proprio dove c’è il picco massimo, ossia tutti i Comuni del Paese dovrebbero provvedere a breve, in modo capillare e pressoché totale, alla sostituzione delle lampadine energivore della pubblica illuminazione sostituendole con lampadine a led o, dove possibile, con lampioni autoalimentati da pannelli fotovoltaici, come già si vedono in alcuni nostri parchi pubblici; in più, il governo dovrebbe agire sulla gestione dei consumi privati; anche qui urge eliminare al più presto le classiche lampadine e sostituirle con impianti a led o semplici lampade a basso consumo, che abbassano i consumi di molto. È necessario anche agire sull’uso degli elettrodomestici, anch’essi grandi divoratori di energia, utilizzando e promuovendo solo elettrodomestici a basso consumo - magari anche con incentivi; e nel caso di abitazioni alimentate con energia prodotta da pannelli fotovoltaici, utilizzarli solo nelle ore del giorno. Come ben si sa, è vero che il Sole di notte non c’è, ma è anche vero che i consumi di notte scendono, specialmente quelli nelle abitazioni private.
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Capito il senso . Però , solo per contributo al tema lasciando perdere i politici o chi ha le (...)
08/06 08:27 - paoloGrazie per il commento, tuttavia vorrei dire che il mio richiamo al risparmio è basato in gran (...)
07/06 16:05 - Giuseppe Caglioti