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Quelle brutte parole in bocca al Senatore Crimi

Non so nulla di Vito Crimi, capogruppo del M5S al senato. Non so quali problemi personali abbia, come sia stato educato, e se, come me, abbia avuto la fortuna di completare le scuole elementari. So solo che mi sono stancato di sentire i nostri politicanti, e lui è di certo uno di loro, usare un frasario che sarebbe stato considerato indegno anche nel cantiere edile dove ho perfezionato i miei studi.

Non mi riferisco alle battute sul presidente della Repubblica per cui il senatore grillino, con prontezza appunto da politicante, si è scusato. Sapere che ha detto, per far ridere i propri colleghi, che “Napolitano non si è addormentato” perché “ Beppe è stato capace di tenerlo abbastanza sveglio”, mi fa solo arricciare il naso, nulla più; l’ironia, anche nei confronti delle massime cariche dello Stato, anche quando è fatta senza particolare gusto o intelligenza, in fondo può essere solo un peccato veniale.

Trovo insopportabile, invece, che poi, prendendosela con i giornalisti che, come ho appena fatto io, hanno estrapolato le sue frasi dal loro contesto (e come dovevano fare? Riportare integralmente ogni flatulenza uscita dalla sua senatoriale bocca?), questo nuovo rappresentate del popolo italiano, e quindi anche mio, abbia detto, che la stampa gli stia letteralmente “sul cazzo”.

Un concetto che Crimi ha ribadito, e con il medesimo lessico, anche ai microfoni della Zanzara, la popolare trasmissione di Radio 24: "I giornalisti e le tv li sto rifiutando tutti perché mi stanno veramente sul cazzo, cercano solo il gossip". Lo stesso pene (ma allora è un’ossessione. Un trauma infantile o la segreta confessione di un desiderio, scusate il gioco di parole, inconfessabile?) torna in bocca al nostro senatore anche quando racconta della propria attività in questo inizio di legislatura: “Non facciamo un cazzo, passiamo un mese e mezzo a scegliere nomi". E ancora: “Noi finora non abbiamo fatto un cazzo". E poi: “ Cioè passiamo un mese e mezzo senza fare un cazzo con uno stipendio che è quello che è”.

A dir la verità, un paio di centinaia di progetti di legge, i parlamentari degli altri partiti in questi giorni li avrebbero presentati (uno pare anche il pessimo Calderoli), ma certo non ci si può aspettare troppo attivismo da chi deve ancora impadronirsi dei meccanismi, se si è buoni, o deve chiedere il permesso al padrone del proprio partito anche prima di andare a far pipì, se si è più cattivelli ed in vena di proseguire con le metafore urologiche.

Quello che si può esigere da chiunque, e specie dai componenti di quella che dovrebbe essere la nostra “aristocrazia eletta”, è un minimo di educazione ed un linguaggio perlomeno adulto. Sì, adulto; fatto di parole misurate, anche se non soppesate col bilancino, e di argomentazioni debitamente condotte. Tutto il contrario delle affermazioni del neo-senatore che, se possono a volte essere condivisibili, non diventano per nulla più convincenti perché accompagnate dall’adolescenziale punto esclamativo di una scurrilità.

“L’aula è qualcosa di sacro”, ha concluso la propria intervista radiofonica Crimi, “ma il Parlamento in questi ultimi anni è stato stuprato”.

Perfettamente d’accordo con lui. E pare che anche nell’immediato futuro continueranno a sedere, nelle nostre camere, personaggi niente più che folclorici. Diversissimi dai parlamentari di un paese mediamente civile; simili, al più, ai discoli che la maestra mandava dietro la lavagna. Agli ultimi della classe.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.241) 22 marzo 2013 10:57

    Certo i problemi reali sono il linguaggio.



  • Di Daniel di Schuler (---.---.---.90) 22 marzo 2013 11:20
    Daniel di Schuler

    Dicevano i miei compaesani leghisti ...

  • Di GeriSteve (---.---.---.155) 22 marzo 2013 12:09

    ma noi dobbiamo proprio scegliere fra rozzi incapaci o corrotti?

     

    Io concordo con l’autore e ripeto quanto scritto poco fa su:

    http://www.agoravox.it/Ma-i-grillin...


    non si deve fare l’errore di negare a Grillo il merito di aver saputo raccogliere la ribellione degli italiani a questa casta, dedita ai propri interessi, a quelli dei potenti e agli inciuci, ma non si deve fare neanche l’errore di sottovalutare la indiscutibile incapacità dei grillini neoletti di affrontare i problemi.

    La verità è che noi abbiamo avuto una classe dirigente che è forse la peggiore del mondo e che, fra inciuci, cooptazioni e killeraggi ha accuratamente evitato che potesse crescere una valida classe dirigente alternativa .
    Per questo ci troviamo al bivio fra gli sporchi opportunisti e gli incapaci.

    Gl iincolti e incapaci non possono diventare rapidamente colti e capaci, ma gli sporchi opportunisti, spesso prestanome di veri e propri delinquenti, non diventeranno mai persone oneste e perbene. La scorciatoia sarebbe stata quella di individuare rappresentanti alternativi ma validi, cosa che certamente non è avvenuta con le primarie di M5S e le fatwe di Grillo, che hanno eliminato dal movimento le teste pensanti.
    Potrebbe accadere con nuove elezioni?

    GeriSteve

  • Di (---.---.---.111) 22 marzo 2013 17:51

    Già...assomigliano molto alla Lega anni 80...e oltre. Del resto la demagogia, se non la nutri con specifici corsi tipo marketing, si sostiene solo con urla ed insulti; copre il VUOTO. 

    Viviamo le conseguenze di quel tempo....

    Il linguaggio è utile per coprire l’insipienza, allo stesso tempo la evidenzia.

    Enzo
  • Di (---.---.---.35) 24 marzo 2013 12:43

    Allitterazione >

    Fino a giugno 2011 Berlusconi sentiva di “meritare un monumento”. Con lui premier, diceva, nel 2013 il paese “sarà più prospero e libero”.
    Adesso Grillo chiede un governo a guida M5S. Così, promette, “saremo più poveri per i prossimi 4-5 anni, ma senza dubbio più contenti”.

    Siamo sempre nel segno del “più”.
    Grillo però ha più chance per essere “più contento”.
    Nel club dei milionari è “più povero” di Berlusconi.
    Tutto appare plausibile se si perde il senso ed il significato di Parola e merito

  • Di (---.---.---.241) 24 marzo 2013 19:28

    Un avvocato di quattro soldi vergogna Fai pena.

     Vai a zappare c’è bisogno di braccia nei campi tu non sei nessuno e sei adatto solo a questo.

  • Di (---.---.---.34) 25 marzo 2013 15:03

    Ho conosciuto personalmente Vito Crimi ed ho partecipato insieme alle regionali del 2010, poco prima di lasciare il MoVimento.
    Sono rimasto esterrefatto a sentire la persona che ho cosciuto, di grande cultura, intelligenza, serenità e rispetto, pronunciare le parole oggetto dell’articolo.
    Spero che si sia trattato del classico "quandoque bonus dormitat Omerus" e non ad un peggioramento dovuto alla permanenza nel MoVimento (a furia di creare frustrazione negli altri si riceve qualcosa di riflesso), nel qual caso il decadimento sarebbe irreversibile.

  • Di missi (---.---.---.139) 25 marzo 2013 16:59

    Io, invece, mi sono sentita profondamente offesa "anche" dalle parole pronunciate nei riguardi del Presidente della Repubblica, al quale il senatore Crimi deve il massimo rispetto, Se non vuole farlo per quello che rappresenta [l’Italia, il Popolo] lo faccia almeno per l’età. E non mi hanno fatto nessun effetto le sue scuse, arrivate in ritardo, dopo la contestazione, in una sede che non era adatta. Quando si offende qualcuno, il buon senso e la buona creanza ci indicano di rivolgere le scuse all’offeso. 
    Probabilmente il Crimi non è solo uno che usa con facilità certi termini, li applica anche alla sua personale comprensione delle cose.

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