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 Home page > Attualità > Politica > Merkel e Sarkozy ridevano di Berlusconi. Non dell’Italia

Merkel e Sarkozy ridevano di Berlusconi. Non dell’Italia

La scena di Merkel e Sarkozy che ridono appena un giornalista pone una domanda sul premier italiano, ha fatto il giro del mondo e rimarrà negli annali della vergogna patria. Come il cucù, come le corna durante lo scatto di una foto ufficiale. Sia chiaro però, i due capi di stato dell’asse franco tedesco non ridevano dell’Italia e degli italiani ma di Silvio Berlusconi e dei suoi ministri. La domanda che il giornalista ha posto durante la conferenza stampa si riferiva chiaramente al Cavaliere, ed ha scatenato nell’immediato un’ilarità incontrollata.

L’Italia agli occhi degli europei è un paese contraddittorio con punte folkloristiche, ma è comunque rispettato. Rappresenta la seconda potenza esportatrice del continente e la settima od ottava economia mondiale. Siamo terra di poeti, intellettuali, di importanti scienziati e premi Nobel. Siamo un punto di riferimento in termini di cultura, di design. Il nostro know how è leader in molti campi. Il contributo italiano alla crescita intellettuale e materiale del pianeta, adesso come nel corso della storia, è indiscusso.

Quello che non va non sono gli italiani che - nonostante tutto - continuano a lavorare, a lottare, ad indignarsi ed ad ingegnarsi per poter uscire dalla crisi economica. Quello che non funziona o gira a vuoto è la classe dirigente che attualmente ha occupato le stanze del potere.

Il governo ha negato per tre anni la crisi economica, fuggendo da quelle riforme strutturali che in molti chiedevano. Ha sbagliato sia sull’analisi della realtà sia sulle risposte che a quella situazione andavano contrapposte. Il sistema italiano gravato da un enorme debito pubblico e da una crescita vicino alla zero aveva bisogno di una cura forte a base di cortisone. La politica berlusconiana invece che per sua natura non prevede ricette difficili ma soltanto slogan propagandistici ha erogato – contro voglia- blandi medicinali omeopatici, che hanno rischiato e rischiano di far morire il malato. Per inedia, indifferenza ed inefficienza. Altro che governo del fare.

Per questo Merkel e Sarkozy hanno riso di Berlusconi, che non rappresenta più una soluzione plausibile, ma una macchietta. Tragicomica.

E’ storia vecchia che i suoi continui annunci, le promesse, le accuse contro coloro che non gli permettono di governare, hanno il valore di barzellette. Quello che appare nuovo è che importanti capi di stato incomincino a ridere di lui anche in pubblico. Senza veli, senza schermi formali.

Prima dissimulavano. Ora non riescono più nemmeno loro a far passere Silvio Berlusconi come un interlocutore credibile. E’ tempo che qualcuno ne tragga le conseguenze. Il popolo italiano ed europeo le hanno già tratte.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.145) 25 ottobre 2011 16:27

    In ogni occasione ,quindi praticamente a canali televisivi uniti ,Silvio ripete il ritornello su l’enorme debito pubblico dell’Italia (testuale) " ... che abbiamo ereditato dal passato .. "
    Evidentemente lui si considera o il presente o il futuro . Silvio è un uomo senza passato e quello che ha governato più di otto anni negli ultimi undici (tanto per fare un esempio)deve essere stato un suo clone .
    Quello che mi fa imbestialire è che non ci sia mai nessuno a portata di mano ,che abbia un sussulto di dignità e che gli rifili un ceffone sulla bocca mentre lo dice .

    Venendo al tema ,è vero che i due commissari UE deridevano Silvio , ma implicitamente per la proprietà transitiva che vale anche in politica ,hanno deriso anche gli italiani e ,aggiungo io , giustamente perché soltanto un popolo di idioti , di autentici narcotizzati , può farsi rappresentare da individui di questa fatta.

    Pertanto trovo anche un po’ stucchevole caro Andrea , non me ne volere ,ripetere sempre la storia del grande passato e che in fondo siamo ancora un popolo con eccellenti "performance " in tutti i campi e che la classe politica che abbiamo è una eccezione ,un "unicum" distinto .
    Sarà , anzi probabilmente è tutto vero , ma l’immagine che diamo al mondo è questa e bisogna prenderne atto . Facciamo ridere e le conseguenze le paghiamo tutti ,tranne ovviamente quelli che sono alla greppia , per loro è festa tutto l’anno .

    ciao

  • Di pv21 (---.---.---.67) 25 ottobre 2011 19:51

    Credibilità >

    Berlusconi racconta di aver parlato a lungo con la Merkel delle misure anti-crisi italiane e pensa di averla convinta.
    Finito il Consiglio europeo a Merkel e Sarkozy si chiede la conferma delle “rassicurazioni” fornite da Berlusconi. Sarkozy risponde dichiarandosi fiducioso nel senso di responsabilità “dell’insieme delle istituzioni sociali, politiche ed economiche italiane”. La Merkel ricorda che "il capo del governo" di un grande paese è “il nostro interlocutore” e quindi “ovviamente contiamo su di lui”.
    A seguire V
    an Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo, informa che sono state chieste all’Italia “rassicurazioni” sull’attuazione “tempestiva” delle misure prese.

    Prima di rispondere la Merkel e Sarkozy si sono scambiati una serie di sguardi e sorrisi? Chissà perché solo quelli di Sarkozy sono apparsi così ironici e sarcastici da “ridicolizzare” il nostro paese.
    La governance UE chiede di formalizzare “calendario e dettagli” delle riforme per la crescita che il Premier ha esposto e “garantito” a Barroso lo scorso 13 settembre? Chissà come per Bossi “quello dell’Europa è un colpo contro Berlusconi”.

    Nel paese del Barbiere e il Lupo si dicono e si fanno cose davvero singolari …

  • Di pv21 (---.---.---.67) 25 ottobre 2011 19:54

    Credibilità >

    Berlusconi racconta di aver parlato a lungo con la Merkel delle misure anti-crisi italiane e pensa di averla convinta.
    Finito il Consiglio europeo a Merkel e Sarkozy si chiede la conferma delle “rassicurazioni” fornite da Berlusconi.
    Sarkozy risponde dichiarandosi fiducioso nel senso di responsabilità “dell’insieme delle istituzioni sociali, politiche ed economiche italiane”.
    La Merkel ricorda che "il capo del governo" di un grande paese è “il nostro interlocutore” e quindi “ovviamente contiamo su di lui”.
    A seguire V
    an Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo, informa che sono state chieste all’Italia “rassicurazioni” sull’attuazione “tempestiva” delle misure prese.

    Prima di rispondere la Merkel e Sarkozy si sono scambiati una serie di sguardi e sorrisi? Chissà perché solo quelli di Sarkozy sono apparsi così ironici e sarcastici da “ridicolizzare” il nostro paese.
    La governance UE chiede di formalizzare “calendario e dettagli” delle riforme per la crescita che il Premier ha esposto e “garantito” a Barroso lo scorso 13 settembre? Chissà come per Bossi “quello dell’Europa è un colpo contro Berlusconi”.

    Nel paese del Barbiere e il Lupo si dicono e si fanno cose davvero singolari …

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