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Lettera a Beppe Grillo

Un sabatico per Beppe

Caro Beppe,
abbiamo deciso di scriverti dopo mesi e mesi di sentimenti contrastanti, di risate e arrabbiature abissali, di V-day e ondate mediatiche. Noi non siamo nessuno, non abbiamo i tuoi numeri, i tuoi impatti, la tua autorevolezza conquistata nelle piazze reali e virtuali di questo nostro strano Paese.

Quanto sia strana e contorta questa nostra Italia e quanto sia pigro e impreciso il nostro sistema informativo (altro che “quarto potere”) lo abbiamo sempre saputo. Lo abbiamo appreso sulla nostra pelle, a nostre spese. Siamo un pezzo, piccolo ma agguerrito, di quel mondo di persone, bloggers, attivisti, giornalisti, autori, teatranti, impiegati, operai, disoccupati, militanti (se ci fosse ancora qualcosa per e in cui militare), movimentisti frustrati e cazzeggiatori domenicali. Ognuno di noi ha dato un piccolo pezzo di sé, del proprio tempo, della propria fantasia per cercare di sfondare il muro dell’autocensura preventiva, dell’omertà complice, dell’imprecisione fatta regola che rappresenta l’insieme dei media del Bel Paese.
Per anni ci siamo battuti. Inventandoci media alternativi, campagne improbabili, miscugli di linguaggi. Creando piccole reti, momenti memorabili, tanti fallimenti, piccoli ma significativi risultati. Ancor prima che il Web ci desse strumenti adeguati. Siamo stati attaccati, isolati, alcuni di noi perfino intimiditi e minacciati. Per aver fatto informazione fuori dai media tradizionali. In maniera libera e indipendente.


Alcuni (in realtà molti) di noi hanno aderito alle tue iniziative. Hanno applaudito ai tuoi “vaffa”. Consideriamo quello che hai fatto e continui a fare importante, decisivo, una delle poche novità significative di questo sclerotico sistema.
Però. C’è sempre un però.

Il problema oggi, che i nuovi media, le nuove tecnologie e i nuovi modus di fare informazione vengono finalmente sdoganati anche grazie al tuo contributo, ci troviamo nella situazione paradossale in cui il principale affossatore di ogni iniziativa, di ogni idea nuova, di ogni esperimento è proprio l’apripista d questa nuova ondata di libertà. Tutto viene bloccato dal tuo inconsapevole gigantismo. Perché tutto viene ricondotto a te. Automaticamente ,dai soliti media pigri e piacioni, ma anche furbescamente da alcuni tuoi adepti pronti a cavalcare e strumentalizzare in chiave politica (scusaci, siamo di quelli che credono che l’anti politica sia politica e basta) ogni barlume, ogni lampo che attraversa la rete.
Siamo convinti che non sia una tua responsabilità, Beppe. Siamo vicini alle tue battaglie. Possiamo anche non condividerle tutte, a volte possiamo trovarci a non sostenerne i modi, ma nessuno può negare che quello che hai fatto mettendo la tua faccia in gioco sia stato un grande gesto di libertà.

Ma la libertà è anche responsabilità e partecipazione, è capire quando è troppo. Per questo, per amicizia e vicinanza, ti chiediamo di prenderti una pausa. Di astenerti dall’occupare con la tua sovraesposizione mediatica ogni spazio. Di riposare e riflettere sulle grandi cose che hai fatto finora. Di far capire, con la tua assenza il valore del non essere sempre presente comunque. Sei mesi. Sei mesi senza Beppe Grillo. Un sabatico per poi ritornare, con tutti noi, a combattere le tante battaglie che ci troviamo ad affrontare. Sei mesi senza Beppe Grillo si può.
Un saluto di amicizia

Commenti all'articolo

  • Di Pietro Orsatti (---.---.---.59) 18 settembre 2008 11:28

    comunque su questa lettera si stanno raccogliendo firme all’indirizzo http://firmiamo.it/unsabaticoperbeppe

  • Di Fabrizio Cinti (---.---.---.84) 18 settembre 2008 19:39

    Mah, che dire. Per certi versi sembra una rosicata di persone che "vorrebbero ma non possono". E che farebbero, se potessero? Hanno chiesto a Beppe di farsi da parte, e ci potrebbe anche stare.

    Ma -anche se davvero fosse Beppe il motivo per cui costoro non escono dall’ombra-, ed anche ammettendo che Beppe si faccia da parte... che cosa avrebbero da proporre? Informazione migliore della sua?

    Già parlare di "antipolitica" è un brutto biglietto da visita, perché è un termine inventato dai propalatori mass-mediatici per liquidare praticamente chiunque si muova al di fuori nei canoni del "solito teatrino" che vediamo appunto nei loro media; ed è profondamente sbagliato.

    Se poi viene apertamente detto "Beppe, siccome non riusciamo a farci spazio, per favore fatti da parte"... non so, viene il dubbio che non combinerebbero nulla neppure se fossero mandati al telegiornale di prima serata.

    Spero di non offendere nessuno con questo commento, dopotutto anche io non riuscirei a fare di meglio, ed infatti mi limito a commentare i blog altrui.

    • Di Pietro Orsatti (---.---.---.59) 18 settembre 2008 20:58

      Ri- posto quello che avevo scritto sulla lista e poi rispondo

      "Ragazzi non litighiamo,
      la lettera aperta di invito a Grillo di un sabatico è,
      paradossalmente, in pieno stile Grillo.
      La questione, che mi sembra chiara, è che ormai qualsiasi cosa che si
      muova sulla rete è immediatamente ricondotta a Grillo. Non dico che
      sia Grillo a farlo, e non lo dice neanche la lettera, ma succede
      continuamente per pigrizia dei media allineati e anche per la tendenza
      di non pochi grillini di appropriarsi di qualsiasi cosa circoli in
      rete e sia assimilabile.
      Da qui un appello ironico a Grillo, che io ritengo un alleato, a
      prendersi un sabatico. Insomma a fare un po’ di chiarezza. Dopotutto
      non è lui stesso a dire che bisogna moltiplicare le fonti, le reti, le
      iniziative?".
      ..........

      e ora andiamo al livore un po’ peloso che leggo in questo intervento. Vorrebbero ma non possono? Cosa, chi, dove, quando? Non solo vogliamo ma possiamo. Possiamo e e facciamo. Facciamo informazione senza aver bisogno di ottenere la patente non tanto da Grillo ma da qualche "grillino", lavoriamo, diffondiamo informazione, facciamo informazione, inchieste (che spesso vengono riprese giustamente da Grillo e dai "grillini").

      Noto con piacere che la butti sul personale, con frasi del tipo: "Se poi viene apertamente detto "Beppe, siccome non riusciamo a farci spazio, per favore fatti da parte"... non so, viene il dubbio che non combinerebbero nulla neppure se fossero mandati al telegiornale di prima serata". Complimentoni. Peccato che informazione la facciamo anche senza avere la tua autorizzazione.

      Hai appena dimostrato quello che era stato scritto sulla lettera. Ovvero che esiste una sovraesposizione di Beppe. E che, come sottoprodotto, si è creato un vero e proprio "culto della personalità".

      Ovvero, si sta riproponendo il classico schema italiota del bisogno del leader, del vate, della voce. Dietro la quale nascondersi e deresponsabilizzarsi.

    • Di Fabrizio Cinti (---.---.---.229) 21 settembre 2008 00:06

      Se hai dedotto "culto della personalità" in ciò che ho scritto, allora devo chiarire meglio cosa ho scritto in quel commento. Credo di essere piuttosto privo di culti, in generale, ed anche se lo stimo ed apprezzo, non mi riconosco affatto come adoratore di Beppe, né di chiunque altro.
      Mi spiace avere probabilmente ecceduto nei toni, e come ho detto non intendevo offendere nessuno, e non mi pareva di averla buttata sul personale. In fondo non so neppure chi sei, e ti chiedo scusa.

      Su una cosa siamo d’accordo: i media mainstream riconducono tutto ciò che è "esterno" alle loro buffonate a Beppe Grillo.
      Del resto, è un "nemico" più facilmente identificabile che "il popolo della rete", o cose del genere; dal momento che di "Grillo" (cioè ciò che è esterno) i grossi media ne parlano quasi solo con termini da campagna elettorale, e ci sono motivi precisi per questo.

      Ed è vero che la sua "ombra" può essere ingombrante, abbastanza da oscurare le altre voci.
      Ma non è "lui", il problema. Sono "loro", i media mainstream, a usarlo così.
      Chiedere a Beppe di farsi da parte, non porterebbe più luce a nessun altro, poiché verrebbe semplicemente ignorato dai suddetti media. Per motivi esclusivamente economici e politici.
      Tanto per dire, ogni italiano che sta su internet, è uno spettatore perso dalla "cricca" delle televisioni, e toglie valore ai loro spazi pubblicitari (non meraviglia che l’infame "dottrina sarkozy" qui da noi potrà trovare tanti candidi estimatori).

      Anche se Beppe si fa da parte, credi davvero che questo possa dare spazio a qualcun altro? In un sistema mediatico sano, forse sì. Nel sistema italiano, certamente no. Anzi sarebbe opportuno che riuscisse qualcun altro a dare le "spallate" che ha dato Beppe col V-day. Ci vorrebbe davvero qualcun altro che ne fosse in grado. Perché finché rimane "solo" Beppe, è solo uno. E chiunque, da solo, non può combinare nulla.

      E questo dovrebbe spiegare il perché della conclusione a cui ero giunto: occorrono -anzi urgono- ALTRE persone capaci di dare spallate molto forti, Beppe o non Beppe.
      Di gente brava ad informare ce n’è (sempre troppo pochi, per carità); ma visto il marciume in cui ci hanno ormai seppelliti da tanti anni, ciò che urge sono energie ben differenti rispetto a "scusa Beppe fatti da parte").

      E purtroppo, in un paese dove anche commenti come questo possono essere "stampa clandestina", dove hanno ucciso la satira, dove i giornalisti devono stare ben attenti a ciò che scrivono per evitare costose denunce... come si può tirare spallate attraverso le sole parole?

    • Di Pietro Orsatti (---.---.---.216) 21 settembre 2008 09:58

      Finalmente un ragionamento. Quindi ragioniamo. La lettera a Grillo nasce come atto di satira e di disagio. Dici, in poche parole: perché prendersela con Grillo quando il "male" è da tutt’altra parte? In realtà non ce la prendiamo con Grillo, ma nel fenomeno in cui la sua esperienza si è trasformata. Mi spiego meglio. Quello che rappresenta e ha rappresentato Grillo è formidabile. Per me il problema non è lui, non è il suo progetto, non sono le sue battaglie (su alcune mi trova totalmente concorde, su altre dubbioso e su altre ancora non ci sto).

      Per me il problema è in quello che il fenomeno dei "grillini" (nota bene grillini e non Grillo, la definizione è importante per me) si è trasformato. Grillo lo seguo dai tempi degli interventi alle marce di Quarrata, da quando si ragionava a Porto Alegre di liste civiche con pezzi della Rete di Lilliput, il suo Blog ha dimostrato quanta voglia ci fosse di voci "altre". Il problema risiede tutto nell’uso che Grillo e i grillini hanno fatto dei media facendo finta di snobbarli. Si tratta di una sofisticata strategia di comunicazione mirata con precisione alla distorsione qualitativa del mercato dell’informazione italiano. Il web viene utilizzato, certo, ma soprattutto ci si affida a quello che si riesce a confezionare per il mercato di giornali/radio/televisioni. E si saturano sia la rete che i pochi spazi rimasti sui media tradizionali.

      Grillo (e i grillini) hanno quasi creato un monopolio della critica, utilizzando "il personaggio Grillo", l’attore Grillo. Si dice di voler attaccare il sistema dei partiti e si crea nei fatti "un partitino" (fra l’altro molto chiuso e settario). Si dice di voler combattere il sistema delle censure e dei monopoli nell’informazione e contemporaneamente si crea un monopolio "degli amici di grillo" (gruppo auto-patentato di giornalisti mediatici). Ma quello che mi ha lasciato davvero perplesso spno state le "liste di proscrizione" con tanto di marchio (servi) a chi non faceva abiura e si prostrava davanti al nuovo Savonarola. E lo stile, e la tattica, si è spalmato nell’azione delle tante operazioni grilline sul territorio. Vogliamo ricordare gli attacchi a antimafia e racket (non ai mafiosi e alla politica deviata) fatti dalla candidata grillina Sonia Alfano (ospite fissa da Santoro)? Ero a Palermo per documentare i brogli durante il voto in quei giorni. E ne ho visti gli effetti in diretta. Persone e gruppi delegittimati, confusione, sconcerto. Risultato? L’opposizione a Lombardo scomparsa e frantumata e un via libera alla parte peggiore dei democratici che, guarda caso, ora governano molti comuni a braccetto con l’Udc di Cuffaro. Il caso degli attacchi a 360 gradi della Alfano (in cui non si capiva più se Don Ciotti fosse socio in affari di Cuffaro o Rita Borsellino una cugina di Provenzano) era ed è sotto gli occhi di tutti, ma non c’è stato nessun intervento (soprattutto pubblico) da parte di Grillo o dei grillini. Era più importanti "raccattare" qualche migliaio di voti? Quale sarebbe la differenza, la distanza, dall’usuale modo italiota di fare politica? Potrei farti altri esempi ancora più precisi, ma quello siciliano mi sembra già abbastanza.

      Da qui l’invito a Grillo di farsi da parte per qualche mese, per fare chiarezza anche su quello che è diventato il suo movimento in molti posti d’Italia. Proprio perché penso che Grillo e il suo movimento rappresentino davvero qualcosa di potenzialmente nuovo e importante. E per dare tempo, e sarebbe ora, che questo movimento decida e si cerchi i propri rappresentanti attraverso un processo di discussione e di democrazia e non attraverso la nomina imperiale del leader in streaming. Penso che farebbe bene a Grillo, al suo movimento, alla libertà di informazione e di opinione in genere.

  • Di paolo (---.---.---.61) 21 settembre 2008 23:11

    Capisco l’invito di Pietro, è una metafora per dire che dal suo primo passo è nata una nuova era... di grillini...
    Un pò tutti noi ci sentiamo figli di Beppe, pertanto perchè non concedergli qualche momento di riflessione?

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