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 Home page > Tribuna Libera > Le chiacchiere… stanno a zero.

Le chiacchiere… stanno a zero.

L’ultima perla di Luigino non si era mai sentita in politica.

Rivolto a Giovanni Tria dichiara: “un ministro serio i soldi li deve trovare”.

"Luigino" sembra il “figlio a carico” che, all’ennesimo rifiuto del “capo famiglia” sbotta.

Ma un genitore responsabile e “serio” ha l’obbligo di “accontentare il proprio figlio”?

Al netto della facile ironia, Luigi Di Maio non ha torto.

I soldi bisogna trovarli gli italiani in difficoltà non possono più aspettare, lo Stato non li può più lasciare soli.

Però, questa è, dovrebbe essere, la fase finale di un ragionamento.

Non possiamo indebitarci, abbiamo raschiato il fondo, nessuno è più disposto a prestarci un euro, quindi dobbiamo procedere ad una redistribuzione delle risorse.

Per dirla con Luigino si rende necessario un “ritocco.

Ora, per procedere al “ritocco” dobbiamo partire da un assunto “ad ogni spreco riscontrato, anche il più piccolo, corrispondono, un numero limitato di prenditori ed infinito di posti di lavoro, in carne ed ossa”.

Per cui riassumendo, un ministro serio i soldi li deve trovare” ed un “Vicepresidente serio” deve definire delle priorità.

Invece, il nostro, per un evidente tornaconto “elettorale” sta promettendo a tutti mari e montie questi soldi, che sono tanti, non può trovarli neppure un ministro serio.

Le chiacchiere…stanno a zero.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.109) 20 settembre 19:47

    Finché dura >

    Delle prime 3 riforme promesse (flat tax, reddito di cittadinanza e Legge Fornero) per ora vedremo soltanto “assaggini”. Guarniti con dei bonus per ristretti e “mirati” gruppi di persone.

    Il tutto cercando di convincere l’Europa che con certe manovre (in deficit) riusciremo ad abbassare il Debito tra un paio d’anni.

    Con buona pace della Corte dei Conti e del Quirinale.

    Nel contempo, anche con l’ombrello della QE chiuso, gli operatori finanziari dovrebbero continuare ad investire sull’affidabilità dei nostri Titoli.


    L’importante è comunicare (media e web) recitando al meglio delle formule accattivanti.

    Messaggio inequivocabile è che in ogni caso la responsabilità di risultati miseri e deludenti dovrà essere imputata ad altri (dentro e fuori il governo).


    Nel merito.

    La vera discriminante è che non s’intravvede una consistente e credibile alternativa di governo.

    Un qualsiasi “vuoto” istituzionale avrebbe effetti devastanti sull’economia e sul tessuto sociale. Sarebbe un balzo all’indietro di una decina d’anni.

    Quindi avanti così finché dura.


    Da meditare è che la Febbre del Tribuno non conosce remore, limiti …

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