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La mafia invade il nord Italia

L’allarme della Direzione Nazionale Antimafia: dopo la Calabria, la Lombardia è il territorio più colonizzato dalla ’ndrangheta. Allarme più volte ignorato e snobbato da cittadini e politici, che si credono immuni. Incoscienza o malafede?

La mafia, si sa, è una "potenza" economica. Ed è risaputo che le cosche vanno a cercare affari lì dove è più conveniente e fruttuoso. Se i territori "casa madre" nel sud del Paese come Campania, Calabria e Sicilia sono ormai stati prosciugati anche grazie alla collusione di una buona parte della politica, ci si sposta al Nord, nelle regioni più ricche, dove è possibile fare grossi affari.

È questo l'allarme lanciato dalla Direzione Nazionale Antimafia nella sua relazione annuale, che quest'anno ha superato le 1100 pagine. L'ennesimo allarme. Ancora oggi infatti, gran parte dei cittadini e soprattutto dei politici delle regioni del Nord che sono state contagiate dal fenomeno mafioso, hanno cercato di sminuire. Non si sa se a causa di un incosciente orgoglio "padano" o per malafede, perché è chiaro che la mafia tenta sempre di agganciarsi alla politica.

La notizia sta nel fatto che la Lombardia è ormai diventata un'enclave della 'ndrangheta calabrese: qui la malavita organizzata è sempre più autonoma e in cerca di grossi affari illeciti, anche se per le decisioni più importanti rimane sempre in contatto con le cosche dei territori d'origine.

Il cancro mafioso non si arresta né si trasferisce, ma si allarga, creando "metastasi" in Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia Romagna. La relazione annuale della Dna parla di 'ndrangheta perché è l'organizzazione mafiosa più forte sul territorio italiano: quella che si è espansa di più e che ha travalicato i confini regionali più di tutte le altre.

Nonostante questo ennesimo allarme però, gli amministratori locali, soprattutto quelli della Lega, tendono a minimizzare. Anzi si ritengono quasi insultati se gli si fa presente che gli apparati statali delle loro regioni sono già infiltrati o protrebbero diventarlo in un immediato futuro. E tutto ciò è estremamente pericoloso, poiché si conoscono già le sorti delle regioni italiane ormai compromesse dal morbo mafioso. Quindi, come direbbe Lubrano, la domanda sorge spontanea: è incoscienza o malafede?


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Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.204) 9 marzo 2011 15:16

    Gli italiani sono mafiosi nel profondo per cui è naturale che le varie mafie si allarghino a macchia d’olio in territori fertili culturalmente come il nord Italia.

    • Di (---.---.---.245) 10 marzo 2011 00:14

      Ma smettetela con questi piagniste sugli italiani. A metterli tutti insieme saremmo i peggiori reprobi dell’umanità. Se non siete in grado di fare come i tunisini allora statevi zitti!

  • Di paolo (---.---.---.240) 10 marzo 2011 17:10

    " Pecunia non olet " . I puristi della Lega , dopo avere fatto l’enclave con Silvio , si smarcano in ogni occasione , dicendo che a far ciccia con la ndrangheta calabrese non sono loro , ma , eventualmente , i seguaci di Silvio . 

    Loro no , loro sono puliti con la candeggina , e ci mancherebbe altro .
    A me hanno insegnato che , se anche fosse vera , per quanto non dimostrata , la loro estraneità diretta a rapporti con malavitosi , colpevole è tanto chi ruba che chi tiene il sacco . 
    E non credo che con il "federalismo " si possa giustificare tutto .

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