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La libertà di togliere il trailer di “Innocence of Muslims” da Youtube

“We work hard to create a community everyone can enjoy and which also enables people to express different opinions. This can be a challenge because what's OK in one country can be offensive elsewhere. This video is clearly within our guidelines and so will stay on YouTube. However, we've restricted access to it in countries where it is illegal such as India and Indonesia, as well as in Libya and Egypt given the very sensitive situations in these two countries”

Con queste parole YouTube ha risposto picche all’amministrazione Obama che aveva chiesto di riconsiderare se il trailer del film “Innocence of Muslims” - che ha provocato violenti scontri in molti paesi mussulmani in cui ha perso la vita tra l’altro l’ambasciatore americano in Libia J. Christopher Stevens - rispettasse le regole del motore di video sharing. In sostanza Google (che controlla YouTube) afferma di aver investito tanto a costruire un “community” in cui ognuno può esprimere le proprie opinioni che non appare opportuno - sebbene la sfida di non urtare alcune sensibilità non sia affatto facile - di rimuovere il filmato. Unica concessione: il video è stato bloccato in alcuni paesi come Libia, Egitto, India ed Indonesia vista la particolare situazione (di violenza) che si è creata in queste realtà.

Al netto della condanna delle violenze che picchi di fanatismo religioso hanno provocato, dal Sudan alla Libia, dallo Yemen fino in Egitto, la scelta di Google è legittima ma non completamente motivata. La decisione di salvare il filmato incriminato che a detta di tutti gli osservatori offende l’Islam e il suo profeta non coglie l’importanza che un gesto distensivo come il ritiro avrebbe portato nel pieno della degenerazione degli eventi che si è venuta a creare.

In nome della libertà di pensiero, garantita prima di tutto dalla Costituzione americana, che è anche di riflesso la Costituzione dell’intero Occidente Google difende un proprio diritto che ha perso parzialmente il proprio significato. Libertà di pensiero non significa libertà di provocare, o peggio di offendere ed insultare.

Ogni giorno migliaia di video vengono tolti dal motore di ricerca per motivi di copyright o simili, ogni giorno migliaia di video che urtano la “nostra” sensibilità vengono reputati non idonei. Per quale oscuro motivo quindi un filmato volgare, fatto di immagini caricaturali e accuse grossolane deve rimanere indenne alla capacità censoria di Google che in passato è stata portata avanti senza troppi tentennamenti?

YouTube rappresenta la punta di diamante ed il biglietto da visita della libertà di pensiero dei paesi occidentali, non a caso in regimi non democratici come la Cina l’accesso a questo servizio non è consentito. Anche per questo i messaggi che vengono veicolati attraverso tale strumento andrebbero controllati con più accuratezza. Tornare sui propri prassi (rimuovendo il video) non significherebbe darla vinta alla violenza dell’estremismo islamico, o limitare la propria libertà di espressione, indicherebbe invece una sensibilità suppletiva verso tutti i mussulmani che hanno visto il proprio sentimento religioso ferito dal trailers del film ma a differenza di altri non hanno sfogato la propria rabbia con la violenza. 

Il mantenimento di quel video sulla rete rappresenta un’offesa ed un insulto non solamente verso i mussulmani ma verso tutti coloro che quotidianamente entrano su YouTube. Il buon senso ed il buon gusto che vanno oltre la striminzita affermazione di un diritto malamente difeso vorrebbero che il trailer del “Innocence of Musilms” venisse definitivamente rimosso, adesso.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.254) 15 settembre 2012 15:42
    Damiano Mazzotti

    E invece secondo me è giunto il momeno di stabilire che la priorità è saper tollerare...

    La cultura religiosa islamica deve iniziare ad educare alla tolleranza, altrimenti parecchi islamici saranno visti come dei rompicoglioni violenti e sanguinari di prima categoria.
     
    Una cosa è offendere a parole, tutta un’altra cosa è passare alle vie di fatto e al sangue.

    Comunque chi ha fatto e messo in rete il video è un idiota fondamentalista o un agente provocatore che andrebbe sbattuto su di un’isola deserta e sperduta del Pacifico.

    • Di (---.---.---.50) 17 settembre 2012 17:34

      Damiano, una persona non andrebbe mai sbattuta da nessuna parte per aver caricato o girato un video. Alle parole si risponde con le parole, non si può punire qualcuno per il solo fatto di aver espresso un pensiero, per quanto blasfemo e offensivo possa essere.
      Giusto criticare un qualcosa se inopportuna, ma la coercizione non deve arrivare a punire anche le espressioni. In Italia siamo parecchio indietro in questo essendoci i reati d’espressione.
      La cosa buffa comunque è che invece di parlare di dei bigotti e violenti mussulmani l’attenzione ricada più su un video imbecille.

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.52) 18 settembre 2012 18:20
    Damiano Mazzotti

    Nella vita esistono eccezioni e quando si ha a che fare con un periodo storico come questo con musulmani poveri, che hanno troppi figli con nazioni in crisi finanziaria che desiderano trovare un pretesti qualunque per fare una guerra, le stupidate vanno limitate e punite.

    Quel film non è un’opera creativa è un prodotto insulso e contraffatto, cioè una truffa, ai danni degli attori e degli spettatori. E probabilmente è l’opera di un malfattore pagato da qualche "setta" di un servizio segreto non ben identificabile.

    Se ti trovi con persone ubriache e violente non puoi provacarle e sperare di non fare a cazzotti. Alcuni maschi islamici sono ubriachi di religione e sono molto violente perchè poveri e perchè siccome non riescono a scopare qui sulla terra, sperano di scoparsi qualche vergine in paradiso. Ma la cosa dovrebbe preoccure di più i paesi islamici perchè i primi ad ammazzarsi tra di loro saranno proprio gli appartenenti alle diverse sottoculture islamiche.

    A questo mondo esiste "l’ignoranza invincibile" cosa molto presente anche in Italia, per cui dovremmo capire bene l’insensatezza e la pericolosità di fare certe assurde provocazioni.

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