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La fragilità della rete. Basta un niente per essere cancellati da internet

E' innegabile che oggi giorno vi sia una importante dipendenza da internet. E' così che ha deciso la società. Ciò ha degli aspetti sicuramente positivi, ma come tutte le dipendenze anche quelli negativi non tardano ad arrivare.

Il problema è quando internet diviene mezzo e metodo esclusivo o dominante. Pensiamo al lavoro. Nel nome della dematerializzazione oggi tutto si svolge dentro la rete invisibile. Circuiti, programmi, software, hardware. Si abbandona lentamente il vecchio e caro archivio, si abbandona la carta, e si perde, spesso, anche la memoria. Oggi possiamo dire di sapere tutto a colpi di click per poi, a dire il vero, non sapere nulla. Perché la risposta è su Google, il nuovo dio del terzo millennio. Ma può accadere che un bel giorno qualcuno o qualcosa decide che tu devi sparire da internet. In un colpo solo sparisce tutto. Oblio gratuito e non richiesto. Parto dalla mia breve esperienza di questi giorni. Chi mi segue e legge, saprà che gestivo un blog dal nome xcolpevolex. Circa 6mila post prodotti, una media di 40/50 mila visite al mese. Una piccola goccia nel panorama della rete, comunque seguita.

Accade che, per motivi tecnici o per qualche strana manipolazione esterna, diciamo così, il blog all'improvviso non è più operativo. Spariti 6mila post. Sparito il blog, sparito tutto. Beh, non proprio tutto. Perché molte delle cose che lì ho prodotto sono state pubblicate anche qui. Ma il grosso è andato in fumo. Se il blog ritornerà in vita o meno, non so dirlo. Temo di no. Ma non è questo il punto. Il punto è che internet è fragile e basta un niente per essere cancellati dalla rete. Per qualsiasi motivo. Siano tecnici, siano politici, siano etici, siano di guerra fra bande invisibili, siano perché scrivi cose scomode o perchè non stai dalla parte giusta del sistema. Qualsiasi sia il motivo, in un nano secondo, anni di fatica, di passione e di ricerca, svaniscono. Viviamo in un mondo dove non si scrive più a mano. La vecchia e cara biro è oramai destinata a finire in qualche spazio museale. E forse un giorno non si sarà più in grado di scrivere come una volta ma solo, come mi piace dire, "tastierizzare". I vecchi giornali, la vecchia carta stampata, avranno sempre un peso, una gradita importanza, continueranno ad essere complementari al mondo di oggi.

Ma quello che si deve evitare è l'esclusività. Internet non deve diventare l'esclusività, ma un mezzo, un mezzo possibile, ma non l'unico mezzo possibile per comunicare, lavorare, vivere. Altrimenti altro che Apocalisse di Giovanni, ma un cataclisma sociale enorme sarà quello che rischieremo inconsapevolmente di dover un giorno affrontare nella rete dove è facile finire imprigionati ma nello stesso tempo ove è facile, visti i tanti buchi presenti, essere espulsi senza preavviso alcuno.

Marco Barone @ilKontrastivo

 

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Commenti all'articolo

  • Di linuxfan (---.---.---.77) 3 ottobre 2016 13:44

    Sig. Marco,

    ma il dominio (cioé il nome del sito) non è di sua proprietà? E lei non ha una copia di sicurezza dei suoi preziosi articoli?

    • Di Marco Barone (---.---.---.132) 3 ottobre 2016 16:31
      Marco Barone

      Il dominio è di blogger, dunque di google. Gli articolisono salvi all’interno del blog e leggibili solo all’amministratore nel format interno ,il problema è che in rete,da più di 48 ore, non sono rintracciabili, se uno si collega a qualsiasi articolo di quel blog ti viene data una pagina errore con un codice sconosciuto ai più. Pare che nel mondo, ad oggi, siamo una decina ad aver avuto questa situazione, in base alle segnalazioni pervenute al forum di assistenza di google. . Non so cosa sia successo, se trattasi di manipolazione,errore,non so. E nessuno sa dare una risposta e neanche google o blogger la fornisce, nonostante siano stati contattati. Ed i danni procurati sono immensi. Comunque questo episodio serve come base di partenza per riflettere sulla fragilità della rete.

      Cordialmente,

      mb

    • Di linuxfan (---.---.---.247) 4 ottobre 2016 09:52

      Gentile sig. Marco,

      io non sono d’accordo sul pensiero di fondo del suo articolo. Il colpevole non è "la rete": è Google, troppo gigantesca per stare dietro alle beghe di ogni singolo blogger, troppo altezzosa e prepotente per essere leale e corretta, o per lo meno non abbastanza seria nel curare la sicurezza dei dati che gli utenti le affidano.

      Il colpevole è anche lei, che ha affidato un suo patrimonio a un’entità (google) il cui unico scopo è fare soldi e, soprattutto, che non promette alcuna garanzia.

      Per fare un parallelo, immagini di aver affidato i suoi scritti a un editore, senza tenersi una copia, e un bel giorno l’editore le dice che gli archivi sono andati a fuoco (vero o falso che sia). In assenza di un contratto scritto, lei nulla potrebbe contro quell’editore, così come ora lei nulla può contro google. Probabilmente lei non avrà letto i termini del servizio (non lo farei neppure io), ma certamente c’è scritto "il servizio è gratuito e completamente privo di qualsiasi garanzia", e poi molti paragrafi con "Google Inc si riserva il diritto di blablablabla".

      La Rete, nel vero senso del termine, è cosa diversa e soprattutto non è (non solo) google. Il pensiero di fondo del suo articolo non mi piace perché è come accusare il sistema stradale quando un corriere ha perso (o gli è stata rubata) una spedizione. Si possono assicurare le spedizioni, così come si può scegliere, per il proprio blog, un fornitore che dia qualche garanzia - a pagamento, certo, ma non grandi cifre.

      Il vero pericolo di Internet sono i suoi utenti, talvolta malevoli, talvolta semplicemente ignoranti. Internet è una giungla, esattamente come il sistema stradale: per le strade lei trova di tutto: la libertà di andare dove vuole, parlare con chi vuole, incontrare chi vuole. Ma non c’è alcuna garanzia che la persona o il luogo che lei ha raggiunto con le strade siano onesti nei suoi confronti, o almeno provino a esserlo.

      Mi dispiace che questo mio commento possa sembrare una filippica. Spero che
      google prima o poi trovi il tempo e la voglia di rimettere le cose a posto - le speranze non sono tutte perse. Mai lei si faccia una copia del suo materiale... ci sono migliaia di siti che offrono il servizio di blog e morto un papa se ne fa un altro, ma il suo materiale è prezioso, lo curi.

      Cordiali saluti,
      linuxfan

  • Di Domenico (---.---.---.114) 19 ottobre 2016 00:08

    Salve! A me succede questo... Sto conducendo una ricerca storica. Mi baso molto sui documenti d’archivio, ma utilizzo molto anche la ricerca in Google libri. Da qualche giorno sono spariti molti risultati di ricerca visualizzati solo poco tempo fa. Oppure, su molti libri gli "snippet" danno zero risultati laddove prima ne davano diversi. Il risultato è che non dispongo più di quelle informazioni che ero certo di ritrovare su quelle pagine dove ero già stato più volte. Perché succede tutto questo?

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