Ogni nuova determinazione collettiva nasce dalla generale presa di coscienza di un’ingiustizia in corso. La presa di coscienza richiede due elementi, l’esperienza individuale per tutti dell’ingiustizia, e uno o più individui (meglio più) che vedano la radice comune delle sofferenze individuali e rivelino ai singoli il carattere reale, collettivo e non necessario di tali sofferenze individuali.
Roberto ha una piccola azienda di grafica, da qualche mese lavora tutti i giorni fino alle 11 di sera, spesso anche nel fine settimana. Passa dalle 12 alle 14 ore al giorno davanti a un PC. Ultimamente quando capita d’incontrarlo, ti abbraccia automatico e ti dice monotonico che è contento di vederti. Tutti gli crediamo, perché non c’è mai stato nessuno più socievole di lui, anche se ha lo sguardo assente. Quando l’occasione lo consente si mette da una parte e si limita ad ascoltare, è talmente stanco da non riuscire a prendere parte alla conversazione. Se glielo chiedi, ti dice inespressivo che il periodo è quello che è, e che bisogna lavorare il doppio se si vuole sopravvivere.
Carmela è contabile in un’azienda di alimentari. Carmela lavora molto, fa quasi regolarmente straordinari. L’azienda per la quale lavora non ha problemi, ma il suo capo, ispirato dal momento, ha colto l’occasione per parlare di emergenza e chiedere a Carmela “di dare di più”. Carmela ha una tendinite al gomito che non la fa riposare di notte, le sono stati prescritti due cicli di terapia laser per alleviare i dolori, ma non potrà curarsi per molto tempo. Le terapie dovrebbe farle al pomeriggio, ma gli orari del centro di fisioterapia erano già incompatibili coi suoi normali straordinari, figuriamoci con la nuova stagione dell’emergenza. A chi le chiede come va, dice che il suo capo è uno stronzo.
Elena è sempre stata uno spirito vivace, più di tutto le è sempre piaciuto imparare cose nuove. Per esempio, da ragazza, ha sfruttato ogni occasione di studio e viaggio per imparare le lingue e oggi ne parla 3. Ha anche una laurea presa in tempi record e due master. Ogni volta poi che nel lavoro si è trattato di cambiare, prendersi nuove responsabilità, non si è mai tirata indietro, sempre pronta, sempre entusiasta. Oggi ha 40 anni, lavora da 10 nella stessa azienda ed il suo lavoro non ha oramai alcun segreto per lei. Elena da qualche anno sente che sta in qualche modo “invecchiando” e che sarebbe ora di cambiare società o mansioni per tornare a imparare, per rimettere in moto l’entusiasmo. Ma qualche cosa sembra essersi inceppato nel suo destino, qualcosa non risponde più come prima. Ci prova da 5 anni ormai a cambiare lavoro senza successo. Sta cambiando lei intanto, si sta dicendo cose nuove, mai dette, si sta forzando a rassegnarsi per non sentirsi più tanto inquieta. Se le chiedi cosa accade, ti dice che è stata sfortunata a nascere lì dove ci sono così poche opportunità.
Purtroppo capisco di cosa parli. Complimenti per la lucida analisi. Ciao (...)
24/03 11:25 - FrancescaTi ringrazio tanto, caro Mauro, per i gentili complimenti, ma ancora di più per aver voluto (...)
24/03 10:52 -Silvietta il diminutivo non ti si addice proprio, dato il grande spessore di questa analisi (...)
24/03 00:09 - mauro bonaccorso