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 Home page > Tribuna Libera > L’uomo che non si era accorto

L’uomo che non si era accorto

Fonti di Palazzo Chigi informano che la reazione iniziale del premier di sabato scorso riguardo ai suoi eventuali contatti con Gheddafi ("non lo chiamo per non disturbarlo"), interpretata unanimemente in europa come un tentativo italiano di coprire l’azione repressiva libica, era in realtà una reazione istintiva nel momento in cui Berlusconi non aveva ancora compreso la gravità della rivolta libica.

Secondo me questa volta è vero, non che ciò lo giustifichi.

Inizio a pensare che sia talmente stupido o che per lui tutto sia talmente un gioco da non capire che tenere in casa un mafioso voglia dire da quel giorno in poi essere schiavo della mafia, che rapportarsi con boss mafiosi possa condurre ad attentati omicidi anche se non se ne è l'esplicito mandante, che portarsi in casa ragazzine senza troppo sale in zucca sia pericoloso per un capo di stato, che stimare i dittatori perché hanno il polso di ferro e il pelo sullo stomaco sia una follia perchè a differenza propria costoro adottano quella linea anche si tratta di vita e morte delle persone e non solo per fare la voce grossa (non dimentichiamo che è uno dei più grandi vigliacchi della scena politica di tutti i tempi, uno che fugge da sempre il confronto, uno che ha studiato due o tre principi di comunicazione e ci rigira una grossa fetta di elettorato passandosi per un semidio)



Tutto ciò peraltro giustificherebbe la sua forza nel portare avanti le sue idee, inutile dargli del mafioso, corruttore, amico di criminali, per lui è tutto esagerato perchè lui per se stesso è solo uno amico di tutti che si fa voler bene che dà confidenza e si aggiusta come può quando è nella merda. E quando "andranno a frugare" nelle sue carte, diceva prima della sua entrata in politica, "diranno che sono un mafioso... Cosa devo fare? A volte mi capita perfino di mettermi a piangere, quando sono sotto la doccia": testimonianza de relato che, se attendibile, potrebbe assomigliare a una scintilla di presa di coscienza circa le sue opinabili scelte di vita, evidenziata da quel "diranno" che un criminale consapevole avrebbe sostituito con "scopriranno".

Leggete ancora come parla in questa intercettazione, è impressionante come sembri sentirsi nel giusto: e non è in pubblico, è al telefono con una persona con la quale pare avere discreta confidenza, non deve ricavarne consenso eppure quando gli chiedono come va si piange addosso esattamente come fa in pubblico e chi lo guarda può pensare "guarda te quel bugiardo farabutto".

E chissà allora che una catastrofe così impressionante come quella che sta colpendo la Libia, portata avanti da una persona con la quale intratteneva rapporti d'amicizia e stima, la morte di centinaia o migliaia di persone causata da quello che lui definiva e trattava come un "cliente originale" e a cui baciava la mano e da cui ha copiato il bunga bunga, non faccia scattare nel suo cervello la molla che gli faccia rivalutare per ciò che in realtà sono tutte le vergogne che hanno costellato la sua vita di simpatica canaglia.

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