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 Home page > Tribuna Libera > L’Huffington Post Italia o la fiera del luogo comune?

L’Huffington Post Italia o la fiera del luogo comune?

In tempo di globalizzazione culturale, economica e giornalistica, è calato in Italia il bulldolzer dei Blog e delle piattaforme comunicative, l’Huffington Post. Il sito fondato nel 2005 dalla greco-americana Arianna Huffington è già presente negli Stati Uniti, in Canada, in Gran Bretagna, in Francia, in Spagna, e da ieri farà bella mostra in quella edicola planetaria che è diventata la rete anche in versione italiana. Il mezzo (internet) è relativamente nuovo ma il framework su cui si struttura la nuova testata appare tremendamente mainstream. Il partner è il gruppo Espresso, dell’Ing. Carlo De Benedetti, già proprietario del quotidiano la Repubblica e del settimanale l’Espresso, direttore dell’edizione italiana è Lucia Annunziata, già presidente della Rai e corrispondente de La Repubblica e del Corriere della Sera, caporedattore è Gianni del Vecchio ex collaboratore dell’Espresso.

Il primo giorno Huffpost che raccoglie già i contenuti di 200 blogger “di peso” ha ospitato tra l’altro: un’intervista a Silvio Berlusconi, il (pre)manifesto del nuovo movimento di Giulio Tremonti, ed un gustoso articolo di Daniela Santanchè presentata come politica (davvero?) ed imprenditrice (di cosa?) che discettava sul senso della politica in Italia (proprio lei dovevano scegliere per questo tema?), mancava solo una rubrica di diritto costituzionale tenuta da Nicolle Minetti ed il quadro poteva essere più completo.

Bilanciavano il fronte del centrodestra, i post di Ilaria Cucchi presentata dalla Huffington come attivista contro la brutalità delle forze di polizia, di Maurizio Landini segretario generale Fiom Cgil, e di Anna Paola Concia deputata del Pd. Il blog insomma della gente che “conta”, che tira un colpo al cerchio ed uno alla botte, un po’ come fa il Corriere della Sera tra i quotidiani nazionali. In un solo giorno si è strizzato l’occhio alla destra (intervista a Berlusconi) alla sinistra (Landini, Concia) ai sindacati (sempre Landini) alla comunità LGBT (di nuovo Concia) agli imprenditori (post di Farinetti, presidente di Eataly) al governo (articolo di Antonio Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) alla magistratura (con il post di Catello Maresca, magistrato) al MoVimento 5 stelle (Post di Michela Antonia Montevecchi), al movimento no Tav (Lele Rizzo), un melting pot culturale e di idee dove tutti hanno spazio senza un’apparente gerarchia o linea editoriale. C’è posto per tutti. E’ come se il format televisivo si fosse impadronito di questo angolo di Rete. Tutti dicono la loro ed in definitiva di ogni tema si capisce poco o nulla.

La parte più gustosa però rimane l’editoriale d’apertura (tradotto in italiano) di Arianna Huffington, convinta che il suo format d’informazione si possa esportare in ogni angolo del globo (prossimamente si apriranno siti simili in Germania, Brasile ed India) un po’ come negli anni scorsi gli stessi americani pensavano di poter fare con la democrazia. La fondatrice ha svelato le intenzioni programmatiche della sua creatura, descrivendo una serie di cliché degli italiani. Sotto il titolo “Benvenuti a L'Huffington Post!”, la nostra Arianna ha esordito dicendo: “Da sempre, coltivo una profonda passione per il paese a forma di stivale e, da greca, mi sento in empatia con quest'altra terra mediterranea dove la gente ti offre sempre qualcosa da mangiare e dove nulla è mai puntuale”.

E dove tutti mangiano pizza e suonano il mandolino non vogliamo ricordarlo?

Per poi continuare con la sagra del luogo comune tipica dell’italiano visto con occhio americano: “Inoltre, metteremo in luce la consuetudine degli italiani di staccare la spina per ricaricarsi, perché disconnetterci da tutti i nostri dispositivi è uno dei modi migliori per riconnetterci con noi stessi, e con la nostra saggezza. Io, in particolare, amo la tradizione italiana del "riposo" - ossia quel momento della giornata, nel pomeriggio, in cui i negozi e gli uffici chiudono - e della "passeggiata", l'usanza di fare due passi la sera, quando le pressioni del giorno lasciano il posto all'aria fresca e al piacere della conversazione. ”Che nella versione inglese suona ancora più ridicola: “I especially love the traditions of the riposo - the period each afternoon when shops and offices close — and the passeggiata, the evening stroll, when the pressures of the day give way to fresh air and conversation. ”E quindi? Faranno dei reportage dalle camere da letto degli italiani chiedendogli cosa pensano della crisi economica, oppure intervisteranno la gente mentre porta a passeggio il proprio cane interrogandoli sull’inflazione?

Lasciamo perdere cosa pensono secondo Arianna i greci (e soprattutto gli Yankee) del Colosseo, per carità di patria.

La nascita di un nuovo giornale è sempre una buona cosa, perché ogni quotidiano è portatore di nuove idee (ed interessi), speriamo però che dopo il numero zero l’Huffington presenti meno cliché, meno Santanchè e più fatti. E soprattutto notizie

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