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Il segreto del debito pubblico

Perché lo Stato invece di stampare euro e molti titoli di stato per finanziarsi, non stampa semplicemente dollari (euro) e basta? Risparmierebbe di pagare interessi, di indebitarsi poi e di pagare infine interessi su interessi.

Uno stato sovrano che decida di avere un deficit pubblico annuale ragionevole, tipo 3-4% del PIL, lo dovrebbe finanziare stampando lire, euro o dollari, non emettendo titoli di stato. Che differenza c'è tra stampare titoli di stato come i Bot o i treasury bills in America e stampare lire, euro o dollari ?

Sono entrambi pezzi di carta con un valore nominale stampato sopra, che hanno valore perché lo stato italiano o americano dichiara che è così. Nel caso dei titoli di stato, lo stato si impegna a rimborsarli e gli credi perché sai che lo stato può raccogliere soldi tassando; nel caso degli euro, essi hanno valore di moneta perché sono l'unica cosa che lo stato accetta come pagamento per le tasse.

Entrambi alla fine hanno valore perché dietro c'è il potere dello stato di tassare che glielo conferisce. I Bot, BTP o treasury bills hanno una scadenza, pagano un interesse e poi vengono rimborsati, mentre gli euro e i dollari no. Però, ad esempio, oggi in America i titoli di stato con scadenza inferiore a 1 anno pagato zero o 0.1% di interesse, risultano essere uguali ai dollari secondo questo punto di vista. Quindi al momento l'unica differenza è che quando lo stato stampa Treasury Bills dopo un poco li rimborsa e quando stampa dollari no.

Se ci pensi allora un attimo ti viene da chiederti: ma perché lo stato invece di stampare pochi dollari (euro) e molti titoli di stato per finanziarsi non stampa semplicemente dollari (euro) e basta ? Risparmierebbe di pagare interessi e poi indebitarsi e pagare interessi su interessi, no? In genere ti fanno l'obiezione che così crei inflazione e ti citano l'esempio famoso dell'iperinflazione della Germania di Weimar del 1923 o dello Zimbabwe ora (e tanti altri).

Ma l'inflazione la crea un eccesso di domanda rispetto all'offerta, un eccesso di moneta o di spesa di qualche genere per cui si è disposti a pagare di più per lo stesso bene. Se lo stato spende 1.100 miliardi e ne incassa 1.000, ha un deficit e questo deficit lo colma stampando titoli di stato o stampando dollari, il risultato è uguale come spesa. Alla fine spende sempre 1.100 miliardi, solo che stampando dollari non si indebita e stampando titoli di stato paga interessi, si indebita e paga poi interessi sugli interessi.

Quindi logicamente uno stato sovrano che decida di avere un deficit pubblico annuale ragionevole, tipo 3-4% del PIL, lo dovrebbe finanziare stampando lire, euro o dollari, non emettendo titoli di stato. Se uno stato spende in modo assurdo creando deficit pari al 10 o 15% del PIL crea inflazione, ma il modo in cui li finanzia che differenza fa? Se lo stato crea deficit per finanziare sprechi, triple pensioni, sussidi, sovvenzioni ad amici e ruberie questo crea inflazione. Se crea deficit per creare infrastrutture che aumentano la produttività generale del paese no. Il fatto che si indebiti o stampi moneta non fa differenza.

I titoli di stato li deve rimborsare per cui li ritira dalla circolazione e i dollari no, ma se ne emette sempre di più il risultato è uguale (anzi no, perché si ritrova come lo stato italiano ora, ovvero con un debito cumulato che per due terzi è composto da interessi composti e paga 50 miliardi l'anno di interessi).

Se poi pensi che lo stato si indebita nei confronti di privati esteri, istituzioni e famiglie estere e in questo modo finisce per pagare montagne di interessi su interessi all'estero ti rendi conto che c'è qualcosa di totalmente sbagliato nel sistema. E se pensi che questo ragionamento appena esposto non viene nemmeno preso in considerazione e discusso in quattro anni di corsi di economia e in centinaia di articoli di giornale sul deficit, debito, default e inflazione e simili allora viene da pensare che ci sia sotto qualcosa.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.43) 19 novembre 2011 12:30
    Damiano Mazzotti

    Perchè in tutte le società fino ad oggi ci sono state delle piccole caste di privilegiati che senza lavorare concretamente sfrutta tutta la popolazione fino alla morte... chi può stampare o creare moneta con la banche e i servizi finanziari campa e si diverte, tutti gli altri sgobbano, si arrabatto o muoiono... i più forti e organizzati vincono la battaglia sulla maggioranza disorganizzata, ignorante e troppo impegnata a lavorare o a trovare un lavoro per sopravvivere..

    Forse internete e il Web cambierà un po’ le cose e un po’ in fretta...

  • Di Claudia Del Vento (---.---.---.24) 19 novembre 2011 18:03
    Claudia Del Vento

    Finalmente si sta sviluppando il dibattito ed il confronto sulla sovranità monetaria! A tal proposito da venerdì 11 novembre 2011 è possibile firmare on line al link http://www.petizionepubblica.it/?pi=MM1951 la Petizione sulla “Sovranità monetaria allo Stato italiano!” (indirizzata al Presidente della Repubblica, ai Senatori ed ai Deputati), il cui testo è: "Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia (1861-2011) richiedo che lo Stato italiano acquisisca la sovranità monetaria e che vi adoperiate in tal senso!". Se centinaia, migliaia di cittadini vorranno inviare tale richiesta si contribuirà a smuovere (in maniera civica e nonviolenta) la classe politico-istituzionale italiana al fine di realizzare la dovuta sovranità monetaria dello Stato italiano, eliminando così la principale causa della formazione del debito pubblico, determinata dall’emissione delle banconote da parte del sistema bancario (pur costituendo una potestà dello Stato!). La mancanza di sovranità monetaria è uno dei fattori portanti della formazione del debito pubblico (lo Stato che ha delegato al sistema bancario privato l’emissione delle banconote e così si indebita innescando la spirale perversa degli interessi!). Una possibile soluzione “radicale” (nel senso che vada alla radice del problema) alla crisi mondiale è la sovranità monetaria di ogni Stato. Gli USA potrebbero cominciare a farlo (ed Obama passerebbe alla storia), laddove Abraham Lincoln, John F. Kennedy (che aveva già iniziato a stampare Buoni Poliennali dello Stato direttamente, cioè senza passare attraverso la Federal Reserve) e Robert Kennedy non ci sono riusciti e perciò sono stati definiti "caduti per la moneta", in quanto tutti e tre assassinati. Nell’Unione Europea siccome c’è l’euro, si acquisisca allora la sovranità monetaria come “Stati Uniti d’Europa” (realizzando finalmente un progetto politico e non solo un artificio monetario), sottraendo alla Banca Centrale Europea (BCE) il ruolo politico che ha, in quanto emettitrice delle banconote (laddove le monete metalliche vengono già emesse da ogni singolo Stato). Del resto lo stesso ex ministro Giulio Tremonti, intervistato al TG1 il 6 marzo 2009, disse tra l’altro: “(…) la causa principale della formazione del debito pubblico è che gli Stati hanno ceduto la sovranità monetaria (…)”. Anche l’articolo redazionale “Sovranità monetaria, debito pubblico e crisi economica”, pubblicato su Il Giornale del 11 dicembre 2009 così tra l’altro affermava: “Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza, ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei caduti per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio”. Infine il Giappone, nonostante un debito pubblico superiore al 200 per cento, sta meglio di altri paesi, perché gode della sovranità monetaria e può stampare moneta e svalutarla! Basta, dunque, con la banconota-debito, come ha ben illustrato l’autore dell’articolo!

     

  • Di (---.---.---.24) 19 novembre 2011 22:21

    Insomma, lo Stato, invece di crearsi il suo denaro a costo zero e senza interessi (come farebbe uno Stato Sovrano), lo acquista con titoli di Stato (indebitandosi) da banche private con cospicui interessi, per cui l’attuale debito pubblico è matematicamente impagabile. Infatti, per azzerare tale debito pubblico italiano bisognerebbe creare altri 1.900 miliardi di euro, che nella situazione attuale di assenza di sovranità monetaria, con la cessione della potestà di emissione delle banconote ad un sistema bancario privato, vorrebbe dire creare ulteriori titoli di Stato (di indebitamento) per 1.900 miliardi, portando così il debito pubblico a 3.800 miliardi. Ed è per questo che il debito pubblico prima o poi non può che essere ricusato, ovvero annullato: è impagabile (nella situazione di mancanza di sovranità monetaria). Però lo Stato italiano può coniare monete metalliche (per esempio da 2 euro) in una certa percentuale sulla valuta totale di banconote (emesse dalla Banca Centrale Europea), senza per questo emettere e corrispondere al sistema bancario titoli di Stato (di indebitamento), e siccome la Banca Centrale Europea non rende noto quante banconote ha emesso negli anni, allora -mancando un valore a cui attenersi per parametrare la quantità di monete metalliche da 2 euro da coniare- lo Stato italiano potrebbe coniarne quante ne vuole: 666 metri cubi di monete metalliche da 2 euro corrisponderebbero a 1 miliardo di euro. Per attenuare il carico della manovra economica sui cittadini, si potrebbe in varia misura ricorrere a questo stratagemma, del tutto lecito. Sarebbe anzi un minimale esercizio di sovranità monetaria, ma meglio di niente e per giunta potrebbe essere l’inizio di un percorso verso la completa sovranità monetaria. Mi lascia perplessa la frase finale dell’articolo: “E se pensi che questo ragionamento appena esposto non viene nemmeno preso in considerazione e discusso (...)  allora viene da pensare che ci sia sotto qualcosa.”. L’autore, conoscendo il processo di finanziarizzazione dell’economia (http://www.agoravox.it/Sovranita-monetaria-per-de.html e http://www.agoravox.it/De-finanziarizzare-l-economia-con.html), sa che i grossi attori finanziari stanno giocando la più epica partita di Monopoli mondiale sulle spalle di tutti i cittadini del globo.  A collasso avvenuto il sistema bancario si troverà comunque ad essere padrone di importanti parti di Stati (in Italia per esempio di Enel, Eni, Sace, Finmeccanica, Poste, FS, Fintecna e perché no delle Dolomiti, del Vesuvio, del Colosseo, degli Scavi di Pompei e quant’altro!), i quali a quel punto saranno definibili come stati ex sovrani!  

  • Di (---.---.---.24) 19 novembre 2011 22:35

    Ho dimenticato di inserire il mio nome e cognome nel commento delle ore 22,21 del 19 novembre 2011: Marianna Vitiello.

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.204) 20 novembre 2011 00:12
    Damiano Mazzotti

    Però... con i due euro un po’ di pane si può comprare... e poi possiamo chiedere una legge deroga all’italiana che rende coniabili anche i 5 euro metallici.... E possiamo dare un bel reddito di cittadinanza con i cento monete da 5 euro o con 500 euro digitali... Oggigiorno non serve più la carta per essere denaro... i truffatori finanziari digitali queste cose le sanno bene..

  • Di (---.---.---.226) 20 novembre 2011 18:54

    Salve, sono l’autore dell’articolo qui sopra sulla Moneta... volevo solo dire che se si collega subito la morte di Lincoln e di Kennedy alla questione della moneta si perde molta gente per strada perchè si entra nelle teorie del complotto non molto provate e si allarga il discorso ai disegni e alle trame .... 


    sono discorsi legittimi, ma sarebbe già molto far comprendere dei concetti facili e legati alla crisi attuale piuttosto che passare al complotto su Lincoln o Kennedy (tra parentesi nel caso di Kennedy si rischia di essere confutati facilmente, l’atto che aveva firmato non sembra fosse così importante ...)

    per chi volesse approfondire ho molti articoli qui sul mio sito 
  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.185) 20 novembre 2011 22:31
    Damiano Mazzotti

    Su Kennedy c’è stata pochissima chiarezza e non c’è stata autopsia.

    E qualche hanno fa i finanzieri italiani bloccarono al confine con la Svizzera un giapponese con molti titoli di stato americani governativi emessi da Kennedy, e che gli americani forse non vogliono riconoscere pienamente . Ma da allora non si è saputo più nulla...

  • Di (---.---.---.59) 12 novembre 2014 09:33

    no scusa c’è una parte del ragionamento che mi sfugge.

    se immetto moneta nel sistema, il valore della moneta scende stò svalutando.

    se la moneta che ho in mano nel senso di liquidità perde valore è mio interesse spenderla, non ha senso "risparimare" perchè perdo valore. Quindi eccesso di domanda e quind inflazione.

    no?
    perchè nel post è detto il contrario?
    • Di (---.---.---.69) 12 novembre 2014 11:16

      Concordo, però non è del tutto vero. Un eccesso di domanda rispetto all’offerta porta a un aumento dei prezzi, che può essere visto come inflazione. Ma un aumento dei prezzi di quali beni? Tutti, o solo alcuni? E poi i meccanismi non sono così lineari e infallibili. Una grande domanda porta sviluppo, lo sviluppo porta concorrenza, la concorrenza porta riduzione dei prezzi.

    • Di (---.---.---.59) 12 novembre 2014 11:26

      immagino tutti i beni di investimento e comodity: immobiliare, petrolio, oro, materie prime....

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